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Perché la politica è come il calcio

Il calcio è come la politica

Rischierò di sembrare pedissequo ma in questi giorni di fermento politico non posso fare a meno di tracciare una linea di paragone fra il calcio e la politica. Forse perché gli italiani sono tifosi per eccellenza, forse perché le piazze riempite da Grillo sembrano quelle dei mondiali 2006, o forse perché semplicemente le due cose si somigliano molto, qui in Italia. La sospetta compravendita dei parlamentari Scilipoti e Razzi ne è un altro degno esempio.

Perciò vorrei prendermi la libertà di condividere con voi un fantasioso e personale confronto tra politica e mondo del pallone, un semplice divertissement che spero non offenda nessuno, ma che probabilmente offenderà tutti. D’altronde come diceva Ennio Flaiano «La situazione in Italia è grave ma non seria».

Il PDL è come la Juventus, con quell’aura da magna magna che le aleggia attorno al corpo. Anche quando sembra in rovina, anche quando precipita in serie B, è in grado di rialzarsi tra lo stupore e le imprecazioni di tutti. La tempra del vincente, ahimè, è un’altra cosa che le appartiene, assieme alla sfacciataggine.

Il PD è come l’Inter, piena di giocatori di talento ma incapace di trovare un allenatore decente che la guidi alla vittoria. Il problema risiede nella dirigenza incompetente, il Branca del PD è peggio di quello originale. Altra caratteristica in comune è l’eterno piagnisteo che si sente in sottofondo.

Il M5S è come l’Udinese. Guidata da una dirigenza misteriosa ha raggiunto per due anni il terzo posto senza spendere un euro. Recluta giocatori sconosciuti da tutti e li fa esordire in Serie A ancora pischelli, finché un grande partito (volevo dire squadra pardon!), li acquista a caro prezzo.

Monti è come il Milan, perché chiede sempre rigore.

Il tifoso di calcio è come il sostenitore di un partito, di fronte all’evidente torto della propria squadra continuerà a sostenere la sua relativa verità e a pretendere di avere ragione. A nulla servirà mostrargli la moviola che dimostra che il pallone non è entrato di venti centimetri. Quello è gol, punto e basta.

Cambiare schieramento è come cambiare squadra. La regola per cui è possibile cominciare il campionato giocando per la Lazio e finirlo giocando per la Roma vale anche per il cambio di schieramento di un parlamentare durante una legislatura. In un paese in cui Berlusconi è sia proprietario del Milan, sia leader del PDL, uno scenario come quello che ho rappresentato nella vignetta sopra non è così improbabile.

Infine l’ultima equazione, certamente la più retorica e populista, ma, concedetemelo, degna del contesto: Tutti i politici sono dei pallonari.

 La politica è come il calcio – articolo originale pubblicato su Tiscali

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