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Come non cadere preda di una quattordicenne infoiata

Recentemente Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo dal titolo “Sesso a 14 anni, le adolescenti raccontano: “Se non ti fai sverginare sei una sfigata””. Al suo interno si narra che le quattordicenni di oggi facciano a gara tra loro per chi si fa “sturare” per prima. Chi non ci riesce viene emarginata dalle coetanee.

Ingenuamente potremmo pensare che i beneficiari di questa situazione siano i maschietti. Dopo anni di repressione cattobigotta si ritrovano ai piedi del glande orde di ragazzine con il bisogno di darla. Pompini per gioco, seghe en passant, threesome di circostanza e sesso obbligato, ma c’è il rovescio della medaglia.

Nell’articolo troviamo riportata la frase “I ragazzi non ci pressano mai per andare a letto. Anzi, sono terrorizzati dal fare figuracce, perché non sanno bene cosa devono fare. Anche perché noi siamo cattive, se uno se la cava male poi rischia che lo roviniamo”. Il punto è proprio questo.

Da sempre gli uomini hanno lottato per la figa, o meglio per l’immagine della figa, qualcosa di bianchissimo e puro come le cerchie del paradiso, un pertugio mitico che suona una melodia celestiale e ti obbliga a danzare verso la felicità. Questo traguardo costava lotta e fatica come tutto quello vale nella vita. Oggi che le quattordicenni la svendono, priva della tensione narrativa costituita dalla sua ricerca, la figa ci appare per quel che è: un inganno.

Ecco una vignetta di Figures In Action che spiega molto bene il concetto.

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Quello che importa è la sempiterna lotta tra gli uomini che la vogliono e le donne che non la vogliono dare. Se te la offrono, perdi l’appetito. Sono leggi antichissime che non si possono cambiare a meno di non demolire l’ordine sociale. Da quello che raccontano le tipelle nell’articolo del Fatto, la situazione è ancora più grave. Non solo i ragazzi non devono più lottare per convincere le ragazze a fare sesso, addirittura rischiano di vedere lesa la loro reputazione facendolo. In pratica scopare diventa meno appetibile di una verifica di matematica le ultime due ore del lunedì.

Prima di parlare della soluzione bisogna prendere coscienza che la donna sessualmente disinvolta è virtualmente invincibile. Oltre a controllare quando e se fare sesso, gestisce anche il pettegolezzo post coito a cui è legata la popolarità maschile. Lo schema è interamente gestito dalla donna: sesso-giudizio-diffusione del giudizio. Un tempo il maschio lottava duramente ma una volta giunto alla meta era considerato una specie di semidio dai suoi amici, anche se il rapporto era stato disastroso. Invece oggi il suo ruolo è quello del debole e sottomesso.

C’è solo un modo per ritornare padroni del proprio piacere: la puntina.

Mettere in pratica la puntina è molto semplice. Una ragazzina qualunque vi conduce fino in camera da letto o dove diavolo si accoppiano i giovani d’oggi. Voi comportatevi con disinvoltura. Quando arriva il momento della tanto agognata penetrazione appoggiate solo la punta del glande alla grandi labbra poi ritraetevi, esclamate “non mi va” con sufficienza e andatevene.

La sera al bar raccontate agli amici che glial’avete fatto annusare ma poi l’avete lasciata là come una povera sfigata.

Gerarchie ristabilite.

Lo so che sulle prime sembra che il prezzo da pagare sia rinunciare al sesso ma se ci pensate bene è esattamente quello che succedeva prima che le quattordicenni degenerassero.

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