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Chi è Roberto Mancini: 4 fatti e curiosità

Roberto Mancini
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Roberto Mancini è un allenatore di calcio, con una lunga esperienza precedente da calciatore. Nell’estate 2021 ha raggiunto un’immensa popolarità dopo aver condotto la Nazionale italiana alla vittoria degli Europei, in seguito al successo contro i padroni di casa dell’Inghilterra ai calci di rigore. Mancini nasce a Jesi il 27 novembre 1964. Nutre fin da subito una smodata passione per il calcio, tanto da entrare nel settore giovanile del Bologna quando ha soli 13 anni. Non ancora maggiorenne, fa il suo esordio in Serie A con la maglia dei felsinei contro il Cagliari. La sua classe innata da numero 10 lo porta a entrare nelle grazie di Paolo Mantovani, presidente della Sampdoria, dove il Mancio (questo il suo soprannome) si trasferisce per il suo secondo anno consecutivo in Serie A. In maglia blucerchiata, accanto all’attaccante Gianluca Vialli (i due vengono ribattezzati i gemelli del gol) vince uno storico scudetto nella stagione 1990-1991, arrivando a un passo dalla vittoria in Coppa Campioni nella finale persa a Wembley contro il Barcellona. Rimase alla Samp dal 1982 al 1997, dopodiché fece le fortune della Lazio, con cui vincerà un entusiasmante scudetto. Appesi gli scarpini al chiodo nel 2000, iniziò la sua carriera di allenatore: Fiorentina, Lazio, Inter, Manchester City, Galatasaray e Zenit sono stati i club allenati dal tecnico marchigiano prima di cominciare l’avventura alla guida della Nazionale italiana, con cui si è tolto l’enorme soddisfazione di vincere un Europeo dopo 53 anni dal primo e unico successo dell’Italia (1968).

1. Rossonero mancato

Nel 1977 Roberto Mancini sostenne un provino con il Milan. I dirigenti rossoneri rimasero talmente colpiti dall’allora giovanissimo calciatore che gli confermarono la volontà del club di considerarsi già del Milan. Per il Mancio era un sogno che si stava per realizzare, purtroppo però la lettera di convocazione non arrivò mai. Il Milan ci aveva ripensato? No, semplicemente aveva sbagliato indirizzo: i dirigenti inviarono la lettera alla Real Jesi, ma Mancini giocava per l’Aurora.

2. Golden Boy

Alla sua prima stagione in Serie A, non ancora maggiorenne, Roberto Mancini incantò tifosi e addetti ai lavori, trasformandosi nella rivelazione del campionato: per lui 9 gol e tante giocate di classe. Nonostante la retrocessione del Bologna in Serie B, il Mancio spiccò definitivamente il volo alla Sampdoria, dove ebbe la fortuna di giocare al fianco di Gianluca Vialli. Iniziò un’epopea irripetibile in maglia blucerchiata, che ancora oggi viene raccontata dai più anziani ai giovani nipoti.

3. New York New York

Nel 1984, in occasione di una tournée negli Stati Uniti della Nazionale italiana, Roberto Mancini lasciò l’albergo della squadra per concedersi insieme ad altri compagni di squadra una notte in giro tra i locali. Purtroppo per lui però il commissario tecnico Bearzot si accorse della fuga. Le conseguenze per il Mancio furono sproporzionate, con l’allora ct italiano che non lo convocò più in azzurro per anni. Fortunatamente, trascorsi più di 30 anni da allora, Mancini è riuscito a prendersi la sua personale rivincita.

4. Un secondo padre

Roberto Mancini è stato acquistato dalla Sampdoria quando aveva da poco compiuto 18 anni. Da subito strinse un rapporto profondo con il presidente Paolo Mantovani, che per lui diventò un secondo padre. Commovente la lettera che nel 1995 il calciatore blucerchiato scrisse dopo la sua scomparsa, nella quale ricordò con affetto di averlo trattato come un figlio e il complimento più bello che avesse mai ricevuto, quando un giorno il Presidente gli augurò di avere un figlio uguale a lui. Un legame indissolubile, tanto che Mancini ha voluto ricordarlo anche in occasione della vittoria degli Europei nel 2021.

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