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Un incubo chiamato pizza di classe

Accade all’improvviso, quando meno te l’aspetti. Apri facebook e trovi un messaggio, un messaggio tra te e un’altra ventina di individui. Quando cominci a leggere i nomi dei destinatari hai già capito tutto, il contenuto serve solo a confermare le tue paure: “Ciao ragazzi, vi scrivo perché volevo fare una pizzata di classe, è tanto tempo che non ci sentiamo, ecc…ecc…”. L’idea di rincontrare i compagni di sventura del liceo è talmente ripugnante da farti dimenticare persino quanto sia meritevole di ergastolo il termine “pizzata”. Ma è un’idea aporetica, perché d’altra parte siamo anche dominati dalla voglia di nutrirci della puzza di quelli più falliti di noi. Alla fine, se gli invitati sono una ventina, più o meno se ne presenterà la metà, tendenzialmente la peggiore. Ma vediamo gli esponenti più tipici di questo barbaro rituale sociale.

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L’organizzatore

È colui che ha avuto la brillante idea di questo amarcord. A scuola era il secchione relegato a comparsa, ma adesso è un brillante medico trentenne abile nell’ostentare la sua posizione sociale e i frutti dell’abbonamento in palestra. D’altronde questo era l’obiettivo che lo teneva in vita durante i noiosi e solitari pomeriggi di studio adolescenziale: la rivincita. Nonostante ciò, e contro le sue peggiori previsioni, durante la pizzata viene preso di mira e bulleggiato come se non fosse passato nemmeno un giorno dal diploma, e passa la serata in bagno a piangere perché tutti gli hanno sputato sulla birra mentre lui era distratto. Se sei secchione, lo rimarrai per sempre.

La nobile decaduta

Era la strafiga della classe, era l’unico motivo che ti spingeva ad andare a scuola la mattina – oltre alle canne. Purtroppo la vita è stata crudele con lei, e il meraviglioso culo a mandolino che ciondolava ipnotizzante tra i banchi è lievitato sino a raggiungere più o meno le dimensioni della piramide del Louvre. Adesso le tette sembrano un marsupio e senza la consueta avvenenza che ti distraeva anni prima, ti accorgi che non è in grado di pronunciare diverse consonanti.

Il brutto anatroccolo

È la compagna di banco bruttina che è diventata di una bellezza imperiale. Al liceo ti faceva anche il filo ma l’hai sempre snobbata, lei e quell’antiestetico apparecchio ortodontico. Adesso però è diventata una specie di semidea, dotata di quella sensibilità che può sviluppare solo chi da adolescente ha un brutto aspetto. Sofisticata, brillante e bellissima, monopolizza l’attenzione di tutti i maschi presenti, che ovviamente non perdono occasione per provarci e fallire. Giustizia è compiuta.

L’arrivato

Quello uscito dalla maturità con 60/100, quello idiota che non avrebbe combinato mai nulla nella vita, quello stupido, quello forse un po’ ritardato. Si, è lui il proprietario della Maserati parcheggiata di fronte alla pizzeria. Una laurea ottenuta con i punti della Coop, l’idea di uno stuzzicadenti che diventa filo interdentale, il finanziamento della provincia: ecco gli ingredienti per fare di un demente un imprenditore milionario. Passa la serata a vantarsi di quanto ha guadagnato e di quanti soldi ha dimenticato negli slip delle baldracche che frequenta. Alla fine tira fuori fasci di banconote viola per offrire la cena a tutti. È quello che ha vinto.

Il tossico

Già alle superiori i primi prodromi di una carnale passione per la dipendenza dalle sostanze stupefacenti, poi all’università la definitiva consacrazione. Passato dalle canne all’eroina senza transitare dal via, si presenta alla pizzata in preda a una pesante crisi di astinenza, che più o meno raggiunge il suo picco durante l’ordinazione. Per fortuna che c’è l’Arrivato con cui andare ad incipriarsi il naso in bagno. Lui comunque un posto fisso ce l’ha, tu no.

La redenta

Quella che si passavano un po’ tutti, che ai tempi del liceo possedeva abbastanza dati per stilare la classifica della lunghezza del pene dei ragazzi della sua classe. Si presenta alla pizza tra le sommesse risatine di tutti i maschietti, mentre lei, gravida, si lamenta di come sia estenuante affrontare la sesta gravidanza. Se va bene ti rompe l’anima tutta la serata parlando delle allergie dei suoi marmocchi, se va male ti rivela che il secondo figlio è tuo.

Poi di solito c’è il fallito. Poi di solito il fallito sei tu, e fai di tutto per cercare i difetti nelle vite degli altri. “Si vabbè Luigi è diventato medico ma non ha vita sociale; Giorgio è un raccomandato del cazzo; Martina ha ricevuto l’appartamento in regalo; Alessio si è comprato il Maserati ma ha dei cerchioni di merda”.

Tutto è gara sociale, e il metro di misura per stabilire il vincitore è sempre il denaro; anche perché se fosse la felicità non potrebbe vincere nessuno.

Tranne il tossico quando è fatto.

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