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Pio, Amedeo, Fedez e Povia insieme per la libertà di espressione

Negli ultimi giorni si è talmente discusso sulla libertà di espressione che non capisco più un cazzo.

Pio e Amedeo si sono lamentati che non si può più far ridere perché i destinatari delle battute si offendono. Per esempio, dire “se sei recchione te lo senti dentro” non va bene.

Mamma Rai avrebbe giudicato inopportune le parole che Fedez voleva declamare dal palco del primo maggio. Poi l’ha fatto comunque e per punirlo il popolo del web ha condiviso alcune vecchie parole del rapper in cui si vocifera che Tiziano Ferro raddrizza banane con il culo.

Adesso sembra che il problema del caso Fedez sia la mancanza del contradditorio, che qualche uomo del rinascimento ha identificato in Povia. Il cantante che narrava la conversione di Luca, gay che ora sta con lei.

povia libertà di espressione

Primo, che cazzo vi hanno fatto i gay? Mi pare che si stia facendo una sarabanda sul niente. Come se l’orientamento sessuale pregiudicasse l’integrità di una persona. La cosa importante da promuovere e tutelare nel sesso e nelle relazioni sentimentali è il rispetto reciproco, non come si usano i genitali. Altrimenti una volta sconfitti i gay è un attimo che si parte a stigmatizzare chi lo fa a pecora.

Ma il vero punto della discussione è la libertà di espressione. Questo concetto nella mia testa è sempre stato molto confuso perché è ovvio che non è mai totale. Nella vita dobbiamo censurare continuamente quello che vorremmo dire, anche perché chi non lo fa generalmente è un coglione.

Mi spiego meglio.

Sono libero di andare dal mio capo e dirgli che l’unica cosa che apprezzo di lui sono le tette di sua moglie. Ma mi censuro. E se non mi censuro io, magari mi censura il collego a cui spiego il mio progetto di onestà intellettuale nell’ambiente di lavoro. E se non mi censura nessuno, e vado dal mio capo a dirglielo sono il coglione che citavo sopra.

Questo vale per ogni ambito della vita. Lavoro, amore, amici, comizi pubblici. Una persona intelligente ha sempre qualcosa da non dire.

In Italia la libertà c’è, nel senso che chi si sente infastidito dalle mie parole di solito non mi ammazza. Può darsi che faccia tutto ciò che è in suo potere per ostacolarmi, una volta capito che non gioco nella sua squadra. Ma a questo mi viene da rispondere grazie al cazzo.

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