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Perché si usano parole esagerate per descrivere cose normalissime

È fastidioso sentire qualcuno straparlare. Eppure va di gran moda. Alle persone piace usare parole ESAGERATE per descrivere situazioni normali. Anzi, più che normali, addirittura noiose. Facciamo qualche esempio.

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Le persone molto positive e quindi molto stupide amano esagerare le cose belle.

  • “Ma tu sei un GENIO!” “No, non sono un genio. Einstein era un genio, io ho solo fatto una battuta carina.” “Ahahha! Che forte che sei. GENIALE!”
  • “Sono stata al concerto di Vasco…la cosa PIU’ BELLA DELLA MIA VITA!” “Bella vita di merda.”
  • “Questo è ARTE.” “Un dipinto di Modigliani è un’opera d’arte, questo è il flyer di una discoteca…” “Non capisci un cazzo. Guarda, te lo sillabo anche: A-RTE!”

In questi casi è evidente come un attitudine alla vita troppo piena di aspettative abbia ampiamente fottuto il senso critico. Siccome ci si aspetta che la nostra quotidianità – che proprio perché è la quotidianità tende ad essere noiosa, ripetitiva e avvilente – debba essere per forza piena di momenti indimenticabili e unici, si tende a vedere l’eccezionalità anche dove alberga solo la merda. Poi quando a questi capita qualcosa di veramente bello non se ne accorgono neppure, perché ormai hanno una sensibilità talmente disastrata che non riescono a distinguere una bella ragazza da una lavatrice.

Ci sono poi i pessimisti estremi.

  • “Come va?” “Una MERDA.” “Cazzo. Ma ci sarà qualcosa che ti piace nella vita…” “LA CERTEZZA CHE FINIRA’.”
  • “Ti vedo in forma. Sei dimagrita.” “Sì, è perché sono DEPRESSA.”
  • “Tu e la tua ragazza state molto bene insieme.” “Non è vero, FACCIAMO SCHIFO.” “Va bene, allora lasciamela.”

Questi sono dei finti pessimisti. Innanzitutto, se davvero la vedessero così nera, avrebbero già trovato il coraggio di fare un cappio e appendersi al soffitto. Il fatto che siano ancora qui ad ammorbare la mia giornata col loro pessimismo superficiale significa che tanto male non stanno. Inoltre, chi è davvero pessimista a) è abbastanza angosciato da tenere per sé il mar morto di ansia e depressione che cova nell’animo e b) è abbastanza intelligente da capire che non è il caso di parlare sempre e a chiunque delle proprie angosce.

Infine ci sono gli esagerati bipolari, sicuramente i più interessanti anche perché meno prevedibili.

  • “Oh, sto facendo un corso di zumba che è una FIGATA!” “Ma non mi avevi detto che ti faceva cagare?” “Sì, all’inizio era da TAGLIARSI LE VENE, ma ora è STRA-STRA-STRA-COINVOLGENTE!”
  • TI AMO, ma certe volte ho proprio bisogno di starti lontana MIGLIAIA DI CHILOMETRI.” “Non è che mi ami, è che ti piace l’idea di amarmi, in realtà non saresti mai disposta a sacrificare qualcosa per me. Quindi ora parti pure l’Erasmus.”
  • “È un FIGLIO DI TROIA, ma quando vuole diventa la persona PIU’ AFFASCINANTE DEL MONDO.” “In realtà ti vuole solo scopare.”

Quest’ultima categoria rappresenta un po’ tutti noi, perché in generale, se non ci inventassimo un po’ di movimento o qualcosa di interessante a cui aggrapparci, ci dovremmo arrendere al fatto che la vita è per la maggior parte del tempo una NOIA MORTALE.

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