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Perché i giovani d’oggi non hanno voglia di fare un cazzo?

È divertente vedere in questi giorni numerose trasmissioni televisive dare finalmente una risposta alla domanda che ci perseguita in questo periodo:

“Qual è la causa del 42% di disoccupazione giovanile in Italia?”

“I giovani che non hanno voglia di fare un cazzo.”

Finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire la verità.

Ma non è mica una risposta data senza cognizione di causa. Le stesse trasmissioni televisive infatti per confermare la loro tesi intervistano i giovani più rappresentativi del nostro stivale, ovvero coloro che si stanno ubriacando fuori dai locali.

D’altronde anche io non mi fido di chi non ha un tasso alcolico di almeno 1.6 in corpo.

La cosa davvero interessante è che molti di quei giovani avvinazzati affermano che ci sono troppi laureati, e che quindi il motivo della crisi del lavoro è dovuta ad un eccesso di offerta.

Anche il vecchio da strada -quello che ha un erezione solo quando vede un cantiere aperto- sembra essere d’accordo con questa tesi.

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Puoi dirlo forte nonnetto. Ci sono troppi laureati in Italia, tutti che vogliono fare l’architetto, il medico, il professore, l’ingegnere e il fashion blogger. Il mercato è saturo.

O forse no?

Forse no. I dati ufficiali di Eurostat parlano di una percentuale di laureati italiani pari al 22% quando la media europea raggiunge quasi il 37% e paesi come Germania e Francia hanno rispettivamente il 33% e il 44%.

Quindi forse il problema non è che in Italia ci sono troppi laureati ma che vengono assunti troppi pochi laureati.

L’unica categoria che sembra essere davvero in saturazione pare essere quella degli avvocati, anche se in verità non sono mai abbastanza.

D’altronde come sarebbe il mondo senza avvocati?

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A me sembra più che altro che l’Italia ha fatto la sua fortuna nel dopoguerra quando grandi capitali venivano investiti nel nostro paese che si costellava di piccole medie imprese. Quando è stato il momento di investire sull’innovazione e sulla ricerca è sorto il problema.

Dire che in un paese ci sono troppi laureati è tanto stupido quanto dire che il sole orbita attorno a Galeazzi. I laureati dovrebbero essere una benedizione, non un problema, anche se capisco che fa comodo avere pochi laureati e un esercito di semianalfabeti da sfruttare con lavori sottopagati.

Comunque capisco anche il punto di vista della generazione nata nel dopoguerra, in effetti se ci si mette nei panni di molti di loro la laurea non serve a nulla. Quanti direttori di banca, quanti dirigenti d’azienda, quanti dirigenti statali hanno costruito una carriera senza essere laureati?

Molti di loro al tempo avevano solo la terza media. Adesso per avere uno stipendio decente devi come minimo aver fondato Harvard.

Anche perché, detto tra noi, non è che i giovani d’oggi non hanno voglia di fare un cazzo -in tutte le epoche c’è sempre stato chi non aveva voglia di fare un cazzo e sempre ci sarà- ma mi sembra un po’ arrogante affermare che un’intera generazione non abbia voglia di fare nulla rispetto la precedente.

La verità è che alla nostra generazione manca un ruolo.

Faccio un esempio.

Un mio vecchio compagno di università era il paradigma del nullafacente: superfuoricorso, un esame ogni abdicazione di papa, ecc… ecc…

Poi in qualche modo è stato assunto in un’azienda.

Adesso è un impiegato modello, lavora con impegno, ha fatto carriera ed è quel che si può tranquillamente definire uno stakanovista.

Eppure è sempre la stessa persona, prima cazzone poi lavoratore doc.

È stato forse colpito da un fulmine?

No è stato colpito da un lavoro a tempo indeterminato.

Il ruolo e il riconoscimento sono ciò che motiva le persone. È evidente che se sei infilato in stage senza sbocco con un rimborso spese da fame la tua voglia di fare si riduce al livello di quella di Recoba all’Inter.

Quindi -mi rivolgo alla generazione del dopo guerra- non dubito che vi siate impegnati da morire per costruirvi un presente lavorativo, ma potete almeno ammettere che nascere nel periodo storico con la più grande crescita economica che la storia ricordi sia stata una leggera ma devastante botta di culo?

Potete forse ammettere che la voglia di fare un cazzo dei giovani a volte è solo una scusa per stare ancorati col culo alle sedie che avete scaldato per anni?

Potete ammettere che non volete lasciare spazio a chi è più giovane per paura di scoprire che in fondo non eravate così speciali come credevate e che c’è chi può fare il vostro stesso lavoro anche meglio di voi?

Che poi se stai seduto in panchina mentre gli altri giocano la finale è chiaro che passi il tempo a grattarti le palle.

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