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Le 5 fasi del neolaureato

La vita dello studente è la vacanza più divertente che ci sia. Ad un certo punto finisce e, a meno che il vostro percorso di studi si sia concluso addosso a un muro, c’è una laurea. Il neolaureato, dopo aver conseguito il titolo, vivrà settimane intensissime, con più sbalzi di umore di una donna incinta. Vediamo quindi come affronta la vita l’ex studente alle prese con il mondo reale.

neolaureato

#1. Hangover

Il risveglio il giorno dopo la laurea implica una lunga serie di domande. Dove sono? Cosa è successo ieri? Come mi chiamo? Una volta deciso che può provare a vivere, il neolaureato si rende conto che quella del giorno prima non è stata una sbronza come tutte le altre: è stata una sbronza di laurea. Dovrebbe essere contento, ma la testa pulsa troppo per chiederle lo sforzo di affrontare la felicità. Così passa la giornata in coma, comprendendo solo che è bellissimo poter sprecare una giornata, non sentendosi in colpa perché non sta scrivendo la tesi.

#2. Felicità

Nei giorni successivi alla laurea il neolaureato si rende conto di essere finalmente libero. Il futuro è un mostro lontano, il presente festeggiamenti continui. Nei rari momenti di lucidità, si gode la libertà ritrovata: niente più scadenze, incontri pieni d’ansia col relatore di tesi, clandestini aumenti dell’interlinea. Si sente libero. Libero di fare ciò che gli pare, di urlare “Vaffanculo all’universitàààà!” e di ubriacarsi anche stasera.

#3. Spaesamento

La vita prima o poi batte un colpo. Il neolaureato ha tantissime idee per il proprio futuro. Lavorare? Sì, figata! Dove? Mah, vediamo. Un dottorato? Ideona! Quando? Boh, è presto per pensarci. Master? Magari, sarebbe una carta da giocare! In cosa? Eh, ora mi informo. Un neolaureato, per orientarsi durante le prime settimane successive alla laurea, avrebbe bisogno di una badante. Purtroppo tutti attorno a lui non fanno che complimentarsi per il recente successo e il ragazzo non si accorge di sprofondare nel cazzeggio. Abbandonato a se stesso, si trasforma in una pianta.

#4. Ansia

Il neolaureato ha perso il conto dei giorni. Si è laureato un mese fa o due? Boh. Continua a trascinarsi senza sapere cosa fare della propria esistenza. Inizia a chiedersi perché non si può vivere per sempre così, in una bolla di nulla in cui cazzeggiare senza vergogna. Poi lo assale l’ansia. Quando gli chiedono cosa sta facendo, si sente come ad un esame che sa di non aver studiato. Deve fare qualcosa. I momenti di spensieratezza finiscono, iniziano le notti insonni. L’ansia dell’universitario si fa di nuovo viva, però stavolta in ballo non c’è un voto, ma la vita.

#5. Decisione

Spaventato, il neolaureato prende una decisione. C’è chi invia curricula a pioggia, chi investe gli ultimi risparmi dei genitori in un master, chi non si rassegna a chiudere la vita da studente e fa domanda per il dottorato. Sono scelte fondamentali e il neolaureato le compie con l’incertezza di un bambino di seconda elementare alle prese con la tabellina del 7. I risultati di tanta titubanza possono essere i più diversi. Eccoli:

1) Va tutto bene. La scelta si rivela azzeccata. Che culo. Il periodo di follia successivo alla laurea diventerà presto un ricordo addirittura piacevole;

2) Va tutto bene, apparentemente. In realtà il neolaureato è infelice. Si pente della propria scelta. Imbocca il tunnel più nero di tutti, quello del rimpianto;

3) Il neolaureato emigra, dicendo che in Italia fa tutto schifo. Finisce a lavorare come cameriere a Sidney, “che comunque è meglio che farlo a Vicenza”, dice;

4) Disastro totale. Nulla di quello che il neolaureato sperava per il proprio futuro si realizza. Benvenuta depressione;

5) Va male. Il laureato si rende conto che una cartaccia del Kinder Delice vale più della propria laurea e ricomincia a studiare, affidandosi agli unici corsi che gli garantiranno un lavoro sicuro, quelli del seminario.

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