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7 modi per sopravvivere al lunedì

Mentre scrivo questo post, è domenica sera. Se guardo al week-end che sta finendo, vedo solo ore vuote e una conca sul divano. Eppure lunedì (oggi) sarà peggio. Inizierà un’altra settimana grigia, fatta di piccole frustrazioni e la ricerca ossessiva di un briciolo di gioia dentro il vaso della Nutella. Bisogna invertire il trend. Svegliarsi il giovedì mattina e decidere che “adesso le cose devono cambiare!” non funzionerà. E’ necessario far partire la settimana con il piede giusto. Perciò ho redatto una piccola guida su come sopravvivere al lunedì. Probabilmente non salverà i prossimi sette giorni dallo schifo, ma almeno sposterà di qualche ora il momento della catastrofe.

#1. Sveglia

Ci sono molti tipi di sveglia. E tutti abbassano sensibilmente la qualità della vita. Una musica dolce, quasi soporifera, induce a ripiombare nel sonno. Il malcapitato si sveglierà mezzora dopo il previsto, rendendosi conto di essere in ritardo per tutto, anche per indossare dei vestiti decenti. Se inizi la settimana presentandoti a lavoro con i pantaloni del pigiama e una felpa macchiata, forse hai sbagliato qualcosa. D’altra parte, impostare come sveglia l’audio originale del bombardamento di Dresda ha altri effetti negativi. La settimana ti salta addosso come una ex incazzata, graffiandoti la faccia e lasciandoti annichilito. Affrontare il lunedì è un’impresa epica, l’eterna lotta tra le forze del Bene e quelle del Malessere. Per questo la sveglia giusta è un pezzo solenne e orchestrale, in stile Signore degli Anelli. Già dal primo sbatter di palpebre dobbiamo essere consci che in palio non c’è solo la felicità, ma la sopravvivenza stessa.

#2. Routine

Qualsiasi inizio di settimana risulta traumatico. Il lavoratore si siede di fronte al computer cercando di riprendere i fili di quanto aveva abbandonato in fretta a furia tre giorni prima. Lo studente prende posto in biblioteca, conta le settimane che mancano all’esame e bestemmia la madonna. Il disoccupato si mette alla finestra, guarda le auto incolonnate di chi sta andando a lavoro e piange. Ricominciare da dove si era lasciato è sempre umiliante. La sensazione è che i giorni del week-end siano stati solo un’oasi di serenità in mezzo a una vita di merda. Per questo c’è un’unica soluzione: fingere sia già martedì. Colleghi e compagni di studio rimarranno stupiti nel vederci addosso il piglio deciso di chi sa esattamente come agire. Ovviamente è una finta. Però funziona. Il mondo è pieno di coglioni che non sanno fare nulla, ma hanno successo dando l’impressione di avere le idee chiare. Ecco, noi vogliamo essere esattamente così.

#3. Spesa

Dopo un week-end passato a raschiare il fondo dei vasetti di maionese dimenticati negli angoli del frigo, le scorte sono definitivamente finite. Inutile però infilarsi in un affollato supermercato per ripristinare la decenza della dispensa. Il lunedì è già abbastanza stressante di suo, dover anche scegliere quale marca di pasta comprare sarebbe troppo. Per stasera ordiniamo una pizza, domani si vedrà.

"Salve, vorrei ordinare..." "Sì, lo so già, la solita speck e brie del lunedì."

“Salve, vorrei ordinare…”
“Sì, lo so già, la solita speck e brie del lunedì.”

#4. Solitudine

Nel fine settimana si rinsaldano amicizie con persone che non avevamo mai visto prima. Whatsapp è intasato e c’è sempre qualcosa da fare o qualcuno da incontrare. Il lunedì sembra che un’epidemia di colera si sia abbattuta sulla nostra rubrica del telefono. Ma non è che si siano dimenticati di noi. Semplicemente il lunedì è come le prime settimane dopo essere stati lasciati dalla ragazza. Un momento doloroso e delicato, che ognuno deve affrontare da solo per sconfiggere i propri fantasmi e uscirne vincitore. Le persone migliori hanno affrontato i lunedì peggiori.

#5. Abbiocco

Il lunedì, lo abbiamo detto, è fatica. Normale quindi che a metà pomeriggio il corpo entri in sciopero e voglia soltanto riposarsi. Un istinto che non va ostacolato, ma incoraggiato. Nei bagni dell’ufficio, sopra un tavolo, sui marciapiedi. Bisogna sapersi concedere un sonnellino ovunque ci si trovi. La vita è una guerra e il soldato stanco muore per primo.

#6. Persone

Il lunedì è il giorno in cui si rivedono i colleghi e tutte le altre tipologie di compagni di sventura. Sono persone con cui il caso ha voluto passassimo un numero esorbitante di ore della nostra vita. Se dipendesse da noi, i rapporti con certi stronzi sarebbero solo quelli che rientrano nel reato di lesioni personali. Invece andiamo a berci il caffè insieme. Il lunedì è un ristorante in cui si ingoiano solo bocconi amari. E alla fine bisogna pure pagare il conto.

#7. Post-lunedì

Quando il sole tramonta, ci congratuliamo con noi stessi per avere ancora la forza di sbuffare “Che lunedì di merda…”. In quel momento veniamo pervasi da una voglia insana di programmare i giorni a venire. Pensiamo a dove andremo, cosa faremo, chi incontreremo. Sbagliato. Questa si chiama ansia ed è stata inventata per illuderci ci sia un futuro migliore che bisogna meritarsi. Forse è vero, forse no. In ogni caso, quando il lunedì finisce, è bene spegnere anche l’attività neuronale. Un divano, una serie tv e della birra sono il modo migliore per aspettare giorni migliori (casomai intendessero farsi vivi).

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