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10 momenti di disagio della domenica

La domenica non è mai abbastanza domenica, diceva il filosofo Adorno rubando a mani basse la teoria di marmellata 25 di Cremonini. Vero è che Adorno preferiva la Bundesliga  alla serie A e non ha mai visto Baggio. Ad ogni modo la questione centrale è allarmante: perché non riusciamo a sfuggire alle nostre ansie nemmeno nel giorno stabilito per il tempo libero? O più semplicemente, perché usiamo così male il nostro tempo libero? Ecco 10 situazioni che ti impediscono di goderti questo giorno, dalla prime speranzose luci dell’alba alle tenebre mortificanti in apertura del lunedì, ogni maledetta domenica:

domenica

#1. Ore 7-9. Stato di morte apparante

#2. Sveglia Ore 10. Timida uscita dal coma mista a dubbi di fede. “Oh cazzo devo andare a messa sennò i miei rompono. Aspetta… ma andavo in Chiesa? No forse era sinagoga… Boh… comunque il muezzin non l’ho ancora sentito”

#3. Sveglia Ore 12. Risveglio più gettonato con dubbi enogastronomici. “Oh cazzo sono in ritardo per il pranzo. Ieri sera sono andato giù pesante alla sagra del calamaro fritto, agnello caramellato e vino del Salento… mi sa che sto leggero”

#4. Pranzo 0re 12.30. Ansia da prestazione di fronte al banchetto “Ma si dai, un’altra fetta di brasato non mi farà male”

#5. Casa Ore 14.30/15.00. L’autopromessa “Domani la stronza interroga. Vabbè, 10 minuti e poi mi metto sotto”

#6. Ore 15.30. Pre-ritrovo.“Ciao ragazzi. No, vengo più tardi al bar che devo studiare”

#7. Ore 16, detta anche fascia dell’eterno ritorno di americanate fantasy/comedy di quart’ordine che fan cagare da quando avevi 8 anni ma va ben tutto purché ti distolga dalla tua vita. “Cavoli, non mi ero mai accorto del profondo simbolismo in Mamma ho allagato casa. Ancora 10 minuti e studio”

#8. Ore 17. Ritrovo poco concludente. “Facciamo qualcosa stasera?”  “Si dai cosa facciamo” “Boh. Tu che dici? “Mah. Tu che dici?” “Non lo so. Andiamo da qualche parte” “Ok. Dove andiamo” “Boh. Tu che dici?” “Mah. tu che dici?”…

#9. Ore 20. La ricerca di un conforto all’amarezza di un giorno perduto per sempre. “Pronto? Sì una pizza acciughe e capperi. Grazie per aver supposto che fossi single e senza programmi, ci ha preso in pieno”

#10. Ore 21-00 La dimenticanza priva di rimorsi, condita da zapping compulsivo. “Allora le Iene… roba con Seagal…Cos’è che c’era da studiare per domani?… Domenica sportiva…”

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