Benessere - 9 Marzo 2014

I 6 tipi di vomitata alcolica più socialmente destabilizzanti

Alcolisti di tutto il mondo unitevi nel dolore di ammettere con orgoglio che il vostro amico bicchiere vi ha fatto passare anche dei brutti momenti. La gestione del tasso alcolemico è qualcosa che si impara con l’esperienza e come per l’andare in bicicletta, l’esperienza è una palestra di errori e cadute.

Anche chi non è mai stato protagonista di una “sboccata” ne sarà stato senz’altro testimone passivo, se va bene, o vittima, molto più probabilmente.

Analizziamo insieme i 6 tipi di vomitata causata dall’alcol più dannosi per la propria immagine in società.

vomitare

La vomitata in macchina di un amico.

La trama è banale come un film dei Vanzina ma l’effetto è da Oscar. Serata in discoteca al mare, cocktail e stanchezza, poi l’interminabile viaggio a tarda notte per rientrare a casa. L’ubriaco viene posizionato sul sedile anteriore della macchina della mamma di Marco perché è più storno di una cavallina. Il conducente suda freddo per tutto il viaggio e ogni tre secondi chiede l’aggiornamento sul suo stato di nausea. Quando l’ubriaco risponde “sì sì ce la faccio” è il segnale. Inutile tentare di accostare la vettura, la nauseabonda fanghiglia rossa e blu risale il tubo digerente dell’ubriaco il quale tenta un velleitario blocco con la mano. Ma l’ostruzione crea il classico effetto pompa dell’acqua e in pochi secondi la macchina è ridotta come i bagni della stazione di Casarsa dopo il raduno degli alpini. Alle cinque di mattina quattro amici spendono un mutuo nell’autolavaggio a gettoni mentre il quinto dorme dentro il cestino dei rifiuti.

La vomitata a casa dei tuoi genitori.

Questa volta resisto – pensa il bevitore incosciente. Quando si distende a letto la stanza gira come un disco di Battiato ed è pallido come un cencio. La saggezza popolare suggerisce di accendere la luce e di guardare un punto fisso ma lo stratagemma si rivela più inutile di una laurea. Con passo felpato l’ubriaco si reca in bagno curandosi di non fare il minimo rumore per non svegliare i suoi genitori che dormono sereni. I primi rigurgiti sono il diavolo che bussa alla porta nella nona di Beethoven e i colpi successivi sono acuti di Arisa. Il padre di solito rimane a letto bestemmiando contro il potere riproduttivo del suo scroto mentre la mamma buona va a controllare. Nel frattempo all’ubriaco sono saltati tutti i capillari della faccia e assomiglia a Lilli Gruber senza trucco. Nonostante il vomito puzzi di Centerba riuscirà a convincere la madre che la causa sia un colpo di freddo o la cena.

La vomitata prima di limonare.

Ci sono serate a cui si partecipa al precipuo scopo di limonarsi finalmente la tipa dell’altra seziona che da un paio di mesi implora attenzioni. L’ansia da prestazione fa alzare il gomito e prima che Pietro tradisca tre volte siete in bagno a sboccare. Vi sciacquate la faccia e mangiate un treno di chewingum ma l’alito rimane quello di Funari a fine serata. La tipa bellissima e tirata come un’olgettina vi punta lasciva e alla fine cedete al limone credendo di essere a posto. Lei muore.

La vomitata a casa di un amico.

Serata da i toni allegri perché un vostro amico con la casa libera ha avuto la malaugurata idea di invitarvi a sfasciargliela. Voi per fare gli splendidi avete portato delle bozze di roba pesante che ingollate tutti assieme con l’allegria cameratesca della ciurma di un galeone spagnolo del ‘700. Ad un tratto uno vomita. Una vomitata morigerata, un rigagnolo che cola giù dalle labbra, acido come la bava di un Alien. La sostanza solca la vostra camicia e termina sul tappeto persiano in un lago sensi colpa vostri e bestemmie del padrone di casa.

La prima vomitata.

Il vostro amico barista vi ha insegnato che se non volete vomitare dovete camminare. Durante la nausea della prima vera sbronza l’unico pensiero che vi passa per la testa è questo. La notte è buia e fredda e voi camminate soli per strade deserte cercando di non cedere alle supplice del vostro stomaco. Ad un tratto vi ritrovate nella piazza del paese vicino dopo aver percorso trentasette chilometri a piedi in pieno inverno, indossando solo una maglietta dei Modena City Ramblers a maniche corte. Vi sedete su una panchina e vi vomitate in mezzo alle gambe. Ormai è mattina.

Vomitare con l’esperto.

Appena dite che state male arriva lui: l’esperto di alcolismo. Grazie al metodo empirico conosce ogni tipo di ubriachezza e ora che state male è pronto a dire che sa cosa fare perché ci è già passato. Per voi è come finire tra le mani del dottor Nick Riviera. Prima vi prepara un beverone a base di limone e zucchero, poi vi fa camminare e alla fine vi infila a tradimento due dita in gola. A quel punto secondo i suoi calcoli dovreste stare bene e anche se voi cercate di fargli capire che la vostra peristalsi gastrica continua ad avere il Parkinson, vi costringe a bere l’ennesimo Gin Lemon.

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