Sport

I 6 motivi per non tifare Inter

Si dovrebbe scrivere “essere interista” e non “tifare Inter”, perché l’appartenenza calcistica è questione di sangue. Orientamento sessuale, misura del seno, situazione sentimentale su Facebook, tutto può cambiare, ma il tifo no. Per questo l’interista è un individuo dannato da dio, costretto a supportare una squadra che, come vedremo, può essere paragonata ad una moglie zoccola: le prende da tutti e ti fa fare la figura dello scemo.

Io sono interista e non mi vergogno del mio handicap. Perciò ho provato a mettere in ordine le sfortune di chi tifa nerazzurro. Così che tanti altri miei simili sappiano di non essere soli. I pareggi 0 a 0 con le squadre di bassa classifica sono meno umilianti, se stiamo male insieme.

Scudetti

Quando incontrate un interista, immediatamente dietro vedrete arrivare uno o due juventini. Ogni tifoso bianconero si è spontaneamente assegnato il compito di vivere sulla spalle di un nerazzurro per ricordargli, ogni giorno, che lo Scudetto 2005-06 è loro. Che è un po’ come se Lindsay Lohan sgridasse un bambino che sta rubando le Goleador in tabaccheria.

Calciomercato

Gestire il calciomercato dell’Inter è una delle attività ricreative proposte ai pazienti affetti da sindrome psicotica degli ospedali psichiatrici milanesi. Negli anni abbiamo visto arrivare più bidoni di un centro di raccolta rifiuti. Santoni nigeriani, ciccioni uruguaiani, centrocampisti brasiliani successivamente diventati icone gay, quattro turchi che sommati valevano un giocatore medio della Pro Vercelli, malati di cuore senegalesi, Gresko. La cosa divertente è che potrei continuare a lungo, quella deprimente che è tutto vero. L’elemento ulteriormente tragicomico del calciomercato interista è che i talent scout nerazzurri non hanno mai dato lavoro a piedi-di-merda nostrani, ma sono sempre andati a cercarli in paesi sottosviluppati. Il tutto acquistandoli per cifre di poco superiori al PIL della nazione di provenienza del giocatore. L’aura di filantropia che circonda i nerazzurri si è estesa al punto che, negli ultimi barconi di immigrati portati in salvo a Lampadusa, più di uno dei disperati si qualificava come il nuovo mediano dell’Inter. Il dramma è che le forze dell’ordine trovavano la cosa perfettamente plausibile.

Triplete

L’Inter è l’unica squadra italiana ad aver vinto, nella stessa stagione, Coppa Italia, campionato e Champions League. Un anno dopo le prendevamo dal Chievo Verona. Salire sul tetto del mondo solo per poi farselo crollare addosso. E’ stato bellissimo e crudele. Così come è stato un sogno troppo breve avere come allenatore Lui, l’uomo per cui piango ogni sera ascoltando “Se tornerai” degli 883.

Ronaldo

Io non dimentico. Non dimentico che nell’estate ’97 comprammo il giocatore più forte dell’epoca. Si ruppe quasi subito. Per cinque anni frequentò più le sale operatorie che il campo di gioco. Poi guarì, disputò un Mondiale eccezionale e volle cambiare squadra. Un po’ come se, in prima superiore, avessi avuto una fidanzatina fighissima, ma restia a concedere qualcosa più di un pompino. Lavorarci sopra per anni, con l’unica speranza di poter fare un giorno quello che i miei attori preferiti facevano in ogni film, ed essere improvvisamente lasciato. Scorprire che, due ore dopo la rottura, lei stava già con un altro, molto più figo, destinato a prendersi il giardino da me curato per anni. Ecco, questo significa Ronaldo per noi interisti. E sapere che adesso è diventato un ciccione pagato per pubblicizzare siti di poker online mitiga solo di poco il dolore.

 

Altri tifosi

L’Inter è una squadra che vanta parecchi tifosi, ma non tanti quanti Juventus o Milan. Per questo il supporter nerazzurro è come un bambino gracile e intelligente inserito in una classe di bulletti. Ci prendono a calci e sputi perché sanno di essere in tanti. Non importa, noi soffriamo in silenzio perché tifare Inter non è una passione, ma un corso di sopravvivenza.

Presidente

Per anni il nostro presidente è stato un elegante signore milanese che utilizzava il proprio portafogli come le nonne quando si rincoglioniscono. Regalano banconote da 100€ ai nipoti, con il risultato che loro non arrivano a fine mese e il nipote in un paio d’anni ha il posto fisso al Sert. Ora Moratti non c’è più. Mentre i club di tutto il mondo vengono acquistati da ricchissimi arabi, noi abbiamo attirato un indonesiano che ricorda tantissimo un mio compagno di classe delle elementari. Quello con l’insegnante di sostegno.

Questi sono sei validi motivi per non essere un tifoso nerazzurro. Tuttavia ce ne sono almeno altri due per cui, nonostante tutto, l’Inter è un male necessario. Il primo è che, in alternativa, si rischierebbe di tifare Juve. Il secondo è che, non si finisse juventini, si sarebbe milanisti.

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