Sport

6 motivi per cui i maschi vanno a correre (nonostante faccia schifo)

Andare a correre non è divertente. Eppure il jogging, piazzandosi tra il calcetto e le gare di rutti, è una delle attività più simili allo sport che praticano buona parte degli uomini italiani. I motivi per cui prima o poi quasi tutti i maschi passano almeno un’ora alla settimana ad arrancare nei parchi cittadini sono molteplici. Esistono i corridori seriali, ma sono pochi. Molto più probabile è incrociare anime stravolte e vecchie Nike del ’96 riesumate per l’occasione.

Ecco allora una breve compilation delle ragioni per cui, presto o tardi, pigri e impigriti si ritrovano insieme a sudare in mezzo a una strada.

#1. Il calo fisiologico

Dopo i venticinque anni l’attività sportiva, a meno che non abbiate sfondato, può essere motivata solo da dopopartita capaci di ritirarvi la patente per un paio d’anni. Dopo i trenta però, neppure la prospettiva di passare la notte a vomitare in una bacinella vi distoglierà da DMAX. Così, nonostante gli amici continuino a chiamarvi “Bomber”, una ciambella va lievitando attorno alle anche. Sarà quando il tipo taggato con il vostro nome somiglierà al cugino trasandato di Zucchero, che comprenderete come sia giunto il momento di iniziare a correre.

Tranquilli, dopo un paio di puntate di Top Gear sacrificate, vi sarete già arresi.

prima immagine (calo fisico)

Se avesse comprato il pacchetto Sky, starebbe pure peggio

#2. “Sto iniziando a riflettere sul nostro rapporto…”

Una volta eravate la coppia più invidiata della compagnia. Di fronte a voi gli altri fidanzati parevano l’unione perversa tra Quasimodo e Rosy Bindi. Poi qualcosa è finito. Cosa? L’abbonamento alla palestra. E la voglia di rinnovarlo. In fondo, la figa ce l’avete già: che altri motivi ci sono per tenersi in forma? Poi, una sera, la doccia fredda: “Hai visto quanto sei ingrassato? Ti trascuri. Cazzo, fai schifo. Non voglio stare con uno così. Non ci tieni a me? Non pensi a me? Sto iniziando a riflettere sul nostro rapporto…”. Per un paio di giorni vi sforzerete di comprendere il nesso logico di sei ingrassato—>non ci tieni a me, poi realizzerete che, come sempre, è meno faticoso accontentarla che capirla.

seconda immagine (ti trascuri)

Questo oggetto distruggerà la vostra relazione

#3. “Lei pratica attività sportiva?”

Che i trentenni oggi siano ragazzini mai cresciuti significa essenzialmente che si troverebbero in difficoltà a dover scegliere tra una ragazza e un Crispy McBacon. L’eccitazione di fronte a qualsiasi cosa stia nuotando nel ketchup e una pigrizia dovuta alla vita frenetica (“No, dai, oggi non vado a correre. Sono stanchissimo: è da stamattina che sto su WhatsApp.”) conducono inevitabilmente all’ambulatorio del medico di base. Il dottore a quel punto non deve neppure ricorrere a Wikipedia per sfornare la diagnosi: “Qui manca l’attività fisica!”. Quando avrà finito di spiegarvi come morirà Galeazzi, senza accorgervene avrete già addosso i pantaloncini Adidas.

prima gif (il medico)

“Mmmh…sì, direi che si tratta del tipico caso di carenza di jogging”

#4. La moquette a forma di bodyguard

L’uomo raramente è zerbino. Al massimo baratta la libertà per non doversi addormentare da solo la sera. Lo scambio può avvenire da Zara il sabato pomeriggio, di fronte alla semifinale di Ballando con le Stelle o al parco dopo il tramonto. Sì, perché, se nell’agenda della vostra ragazza riescono a trovare spazio impegni con persone posizionate ben oltre il sesto grado di separazione, per correre rimarrà solo l’ora di cena e “no, no, non ho paura, ci vado da sola. Pure se è buio. Non c’è problema. Certo, con te mi sentirei più sicura…”.

Cosa fate? Non ci andate? Dai, che se la settimana prossima volete evitare i saldi di fine stagione, dovete iniziare ad accumulare crediti.

seconda gif (la corsa di coppia)

Fingere divertimento vi aiuterà ulteriormente

#5. Solitudine

Diciamoci la verità: tra i vostri amici siete sempre stati i più intelligenti. E anche i più scoordinati. Perciò è dall’estate della prima media che non ricevete un invito a giocare a calcetto. Il sabato sera vi rabbuiate mentre gli altri parlano di tornei e scarpini. Così, muniti di mp3 e tanta pena per voi stessi, correte in solitaria sul far della sera. Poi, siccome siete intelligenti – ma non abbastanza da aver impedito il fiorire in voi di ingiustificate velleità letterarie – scriverete un libro il cui protagonista esalta la bellezza democratica della corsa.

Il calcetto rimarrà off-limits, ma secondo me Masterpiece potreste vincerlo.

terza immagine (il solitario)

E i primi capitoli prendono già forma (non serve mi dedichiate l’intero libro,basta il 25% dei guadagni)

#6. Stalking

Per uno dei motivi qui sopra elencati, siete andati, almeno una volta, a fare jogging. È in quella occasione che l’avete vista. Indossava il suo rumorosissimo cagnolino marrone e correva insieme a dei fuseaux sottocutanei. O forse era l’inverso, ma non ha importanza perché tanto voi vi siete focalizzati esclusivamente sulle tette. Avete fissato nella memoria giorno e ora nella speranza che la ragazza sia un’inguaribile routinaria. Da quella volta ogni martedì alle 18 siete di pattuglia al parco, pronti a rilevare qualunque traccia di seno maggiore o uguale alla terza misura. E chissà, potreste rincontrarla oppure no. Di certo, prima o poi, avrete a che fare con la polizia.

terza gif (stalking)

Finché non iniziate a mostrarle il pisello, è tutto sotto controllo

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