Sport

10 momenti pseudo-sportivi che mi hanno reso una persona peggiore

L’attività fisica, almeno stando a quanto diceva la mia professoressa di ginnastica delle medie, è un modo per crescere onesti e forti. Oggi, nonostante una lunga serie di successi ai giochi della gioventù, non mi sento né onesto, né forte.

Lo sport, ancor più di Bim Bum Bam e Grand Theft Auto, mi sembra abbia reso peggiore la mia persona. E non penso all’attività agonistica vera, quella che serve agli adolescenti per non soccombere sotto il tiranneggiare degli ormoni, ma a quella vissuta indirettamente, tramite la tv.

Così lascio questo appunto dove ripercorro le tappe pseudo-sportive che mi hanno reso ciò che sono, sperando siano d’aiuto a chi, come me, è riuscito a farsi imbrogliare addirittura dalla prof. di ginnastica.

Il Gran Premio d’Australia

A quel tempo ancora non me ne rendevo conto, ma i motori mi facevano già schifo. Pensavo che sapere che il pit-stop è una fase della gara e non il nome di una birreria equivalesse a intendersene di auto. Così, quando iniziava la stagione della Formula 1, mi svegliavo nel cuore della notte e andavo in salotto a guardare la tv perché, come forse ricorderete, il primo Gran Premio era sempre quello australiano. Nonostante ora, quando qualcuno mi parla insistentemente di alettoni e pistoni, l’unica reazione sia quella di passargli il numero del mio esorcista, il GP di Melbourne mi ha reso una persona peggiore. Guardo schifato chi, per seguire le proprie passioni, non riesce a rinunciare a sonno, cibo e benessere mentale. Grazie a Schumacher sono convinto che, se è qualcosa è comoda da raggiungere, si tratta di un imbroglio o una cazzata.

uomo che dorme sul divano

E comunque subito dopo la partenza finiva così

I giornalisti sportivi

Il giornalista sportivo è quello che nei film porno tiene la telecamera. Non si divertirà mai. Sarà sempre il passaggio intermedio tra chi se la spassa e chi se la spassa guardando gli altri spassarsela. E’ un lavoro infame, fatto di umiliazioni quotidiane e paghe scarse. Con dolore ho compreso che c’è chi è fatto per essere protagonista e chi invece è solo un satellite. Temendo di rientrare in quest’ultima categoria, ho abbandonato la carriera di cronista sportivo e smesso di fare il cameraman per i miei amici.

Alex l’Ariete

Alberto Tomba non mi è mai stato simpatico. Non riesco a capire come faccia a diventare campione di sci uno di Bologna, una città dove le uniche montagne sono quelle dei tortellini nei ristoranti. Comunque, finché si limitava a evadere il fisco e stare con la Colombari, non gli prestavo troppa attenzione. Sono invece impazzito quando ho scoperto che sarebbe diventato l’attore principale di Alex l’Ariete, un b-movie italiano che però aveva come coprotagonista Michelle Hunziker. Lì ho capito che, se sai fare bene qualcosa, penseranno tu sia bravo in tutto e verrai premiato ben oltre i tuoi meriti. Il mio obiettivo nella vita è allora diventato imparare a sciare per farmi la Colombari. Ci sto ancora lavorando.

Alex l'ariete - Alberto tomba

Il rigore di Baggio

Insieme agli aggiornamenti del traffico, le partite di calcio sono i programmi più noiosi che possiate trovare alla tv. Fanno però eccezione i rigori. Per crudeltà e ingiustizia i tiri dagli undici metri sono paragonabili solo ad un colloquio di lavoro. Magari sei Baggio e può finire che tutti ti ricorderanno per aver sbagliato un rigore. Il padre di un mio amico era un eccellente chirurgo, una sola volta ha operato ubriaco ammazzando il paziente e la sua carriera è finita. La morale non è evitare di battere i rigori o il cabernet prima degli interventi, ma rimanere per sempre panchinari o dermatologi.

Mondiali Rigore di Baggio

I morti in montagna

Alle elementari le maestre ci portavano nei boschi ad osservare la fauna e la flora. Non si vedeva nulla, se non i resti di un pic-nic. Però un po’ in testa mi era entrato il concetto per cui la natura è bella e l’uomo dovrebbe volerle bene. Poi ho iniziato a guardare il telegiornale e tutti quei morti in montagna mi hanno impressionato. Ora il tg non lo guardo più, però sono convinto che con la natura è meglio non averci troppo a che fare (oltretutto le bestie mi fanno pure un po’ senso).

zanzara

Un altro buon motivo per avere in odio la natura

Alex Schwazer

Un’altra categoria a cui mi sento molto vicino sono gli sportivi dell’atletica leggera. Non hanno un soldo e nessuno se li fila, se non durante le Olimpiadi. Può starci, l’invisibilità è anche il destino di chi studia filologia romanza o suona cover di brani tipici giapponesi. Però mi sembra crudele che, per una volta in cui un corridore è famoso al punto di diventare il testimonial del Kinder Pinguì, subito si scopra che non solo è dopato, ma pure altoatesino.

Il subbuteo

Da piccolo ero un bambino molto curioso e leggermente autistico. Perciò ho passato un paio di estati giocando a subbuteo. Da solo. Utilizzavo entrambe le squadre e facevo vincere la migliore. Da qui mi sono convinto che sarei potuto diventare un bravo allenatore. Le rare volte in cui ho esposto questo ragionamento sono arrivate poche conferme e uno psichiatra. Ho allora imparato che i sogni più cari bisogna tenerseli stretti e irrealizzati, altrimenti qualcuno potrebbe rovinarli. Per questo la mia band suona solo sotto la doccia e i miei viaggi li faccio su Wikipedia.

La fine di Giochi senza frontiere

Non è attraverso l’Erasmus che la mia generazione ha conosciuto l’Europa. E’ stato Giochi senza frontiere a farci comprendere quanto tra gli abitanti del Vecchio Continente non vi siano differenze insormontabili. In sostanza si tratta sempre di una ciurma di coglioni che non vede l’ora di travestirsi da mucca e scendere con i pattini lungo uno scivolo insaponato. Nonostante agli amichetti dicessi che rimanevo a casa per guardare il Festivalbar o ascoltare Hit Mania Dance 1998, in realtà coltivavo la mia coscienza europeista. Quando il programma è stato inspiegabilmente cancellato dal palinsesto, ci rimasi malissimo. Quel giorno ho capito che le cose belle non durano e, a un certo punto, al loro posto troverai una replica di Rex.

La Gazzetta dello Sport il sabato

La Gazzetta dello Sport del sabato è uno dei più fantasiosi esercizi letterari del secolo scorso. Non essendoci partite da descrivere, ma solo da aspettare, i redattori del quotidiano riempiono le pagine di beckettiana attesa. Questo coraggioso affidarsi alla propria fantasia non mi fa però dimenticare che, in qualsiasi verso la si guardi, la vita è fatta da almeno un 20% di triste nulla a cui, semplicemente, non possiamo sottrarci.

giornalista piange

Un redattore della Gazzetta il venerdì pomeriggio

Le campagne acquisti di Moratti

A un certo punto della sua storia, l’Inter è diventata famosa per essere la squadra di proprietà di un megalomane impegnato a dilapidare il patrimonio di famiglia nell’acquisto di calciatori provenienti da ogni angolo del mondo.Tutti lodavano la generosità del presidente Moratti, ma io non capivo perché lui passasse per una persona di buon cuore, mentre io, che spendevo l’intera paghetta per comprarmi le figurine, venivo sgridato da mia madre. Questo discrepanza nei giudizi ancora mi indispettisce. Credo però di aver capito che, se tutti dicono che stai andando bene, è perché si divertono un mondo a guardarti mentre ti scavi la fossa da solo. Gli altri sono cattivi.

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