Lo spazio dei lettori

Una giornata particolare

Ieri, venendo a conoscenza di un concerto punk rock, decido verso le 21 di recarmi verso tale loco.
Il posto in questione è, per come poi mi verrà descritto dal padrone, un “Frei Platz”, un posto dove non vige nessun tipo di regola scritta (in sostanza, una sorta di centro sociale autogestito senza politica apparente di fondo)un luogo in cui si può tranquillamente fumare, bere, far casino fino a notte inoltrata etc etc.
Tralasciando la cronaca dell’evento (in questo caso prettamente superflua), la serata si rivela da subito essere surreale.
Il loco pullulava di pezzi da novanta d’ogni genere e tipo, età e sesso. Uno stupendo manifesto di disagio metropolitano da cui mi era impossibile starne fuori.
Recandomi al bancone per una birra, faccio la conoscenza di uno dei tanti organizzatori dell’evento, il quale si scopre essere un insegnante di shaolin/cultore della marijuana e degli apparenti effetti benefici/amante della cucina italiana.
Prima che riesca a prendermi totalmente sotto la sua ala, un uomo distinto dai caratteri tipicamente germanici (paffutello, gel ai capelli, vestito da businessman) si avvicina e mi offre degli Jagermeister.
Da questo momento mi sembrava di essere in un film di David Lynch. Ero Dale Cooper impegnato ad unire le parti di un puzzle d’altri tempi.
Il ragazzo in questione, ben propenso a cantare in compagnia ed a descrivermi esperienze di vita, è un agente immobiliare, nostalgico nazista, amante di Paolo Di Canio e della Lazio (ho dovuto filmarlo quando cantava l’inno e ripeteva i discorsi di Mussolini, non vogliatemene).
Fino alle 2, tuttavia la serata passa tra discorsi senza senso con interlocutori disimpegnati e musica in sottofondo.
Ad un certo punto, all’omuncolo bavarese passa per la testa di entrare nel locale ed esclamare Sieg Heil.
La fine.
Due skinhead, molto lontani dall’estetica proposta da questa subcultura giovanile, escono e cominciano a sbraitare contro il cavaliere teutonico.
Lui risponde ridendo, mostrando il dito medio e facendo pernacchie.
Incredibile come l’alcol non ti faccia sentire il pericolo.
Parte una rissa tra sbronzi.
Si uniscono esterni, anch’essi palesemente alticci.
Ebbene…Non sta a me giudicare il loro operato, ma la scena era surreale.
Immaginatevi dei clown picchiarsi ad Harlem. Questa era l’immagine costantemente presente nella mia testa.
Tutto si placa quando uno dei tanti padroni interviene e calma le acque.
Purtroppo però, un barbone in preda a Bacco, cercando l’approvazione di qualche filonazista si avvicina a questi skinhead dicendo: “KAMERAAAAAAAAAADEN!!!”
Viene però pienamente assecondato e parte qualche risata.
Sornione, dopo accaldate discussioni tra le parti, levo le tende.
La metropolitana è bloccata ed il monitor mi invita ad usufruire della night line.
Essendo in una zona periferica, cammino per 45 minuti fino ad arrivare a Westbahnof.
Sono le 3 e 15.
Aspettando l’arrivo del bus, noto che ci sono dei tossici completamente barcollanti alla fermata.
Tengo le distanze per evitare ogni tipo di coinvolgimento.
L’eye contact in certi casi è pericoloso ed io ero stanco.
Qualcuno dall’alto decide di far passare una volpe in mezzo alla strada.
A questo punto, il vero Circo di Vienna entra in azione.
Il gruppetto in preda ai fumi di qualche sostanza, comincia a rincorrerla urlando ed intonando canzoni d’altri tempi.
Io, assonnato, osservo la scena.
Non capivo chi fosse l’animale.
Il bus arriva.
Dopo venti minuti rincaso.
Sento il coinquilinio chiavare con l’elefante.
Inorridisco.
Vado a letto.
Mi sveglio con l’odore di merda ed un turco che sta sturando il water.
Non capisco perchè e non voglio saperlo.
Manca un mese ed amo Vienna.

IL PASSANTE

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