Lo spazio dei lettori

I 7 tipi di sapiente

Ok, non è mai bene generalizzare.

Ma certe volte non ne puoi fare a meno, soprattutto se di venerdì sera ti trovi nella capitolina Campo dei Fiori a tracannare birra come non ci fosse un domani, quando ad un certo punto ti guardi intorno e ti ritrovi circondato da alcune rare specie di individui, che non puoi fare a meno di scrutare per capire da dove provengano, quale sia la loro classificazione scientifica, se siano raggruppati in specifiche categorie animali, se carnivori, erbivori od onnivori, cosa facciano nella vita e perché portino quei marziani occhiali rotondi. Così, ti avvicini con aria furtiva, scrutando l’animale nel suo ambiente innaturale, chiedi informazioni. E’ lo studente universitario sapiente, il bipede homo sapiens, quello che “ce l’ha solo lui”: colui che un giorno chiamerai “Dottore”.

#1. Il graphic-designer

Alto, bello, slanciato, un radical-chic, ma neanche troppo radical. Non puoi fare a meno di osservare quella sua bionda chioma da surfer californiano che a suo tempo avrà portato alla Ryan Atwood di O.C o, meglio, alla Justin Bebè. Lo ascolti conversare, pardon, monologare col suo pubblico come fosse la più luminosa star hollywoodiana on the red carpet. Tratta tematiche quali l’importanza della scelta del font o come il Comic Sans sia la reincarnazione del male o anche del perché convertirsi all’Applesimo, religione di cui lui stesso è sacerdote. Fa surf, suona musica elettronica, organizza eventi, ascolta gruppi che conosce solo lui, ha girato il mondo intero sei volte, tanto che a confronto Colombo con le sue misere zattere era un fallito. Peccato che Cristoforo non avesse la fabbrichetta del papi.

#2. Il medico

Tendenzialmente timido, introverso. In realtà la sua riservatezza è legata al fatto che dialogare con altre persone comporterebbe un potenziale scambio di malattie infettive, da cui deriverebbe il forzato ricorso a sterilizzazione, disinfezione, prescrizione di antibiotico. In realtà è solo ipocondria. Questa specie è soggetta all’autodiagnosi di qualsiasi malattia esistente in natura: febbre, scabbia, tetano, peste, virus della pseudorabbia. Se esistesse la malattia dovuta al dialogo con le persone, il medico potrebbe seppellirsi in una quarantena perpetua. Ma forse, il nostro medicus, già lo fa.

#3. L’ingegnere

Signori e signore, ci siamo: “Non avrai altro Ingegnere al di fuori di me” recitava un famoso Libro. O forse non era proprio così? Così o non così, non conta: il concetto è quello. Sono loro, gli INGEGNERI. Le divinità scese in terra per salvare il popolino dalla sciatteria intellettuale. “Miseri plebei che non sanno contare!” Il potere dei Numeri è loro oracolo, a loro tutto è dovuto e tutto ritornerà. Anche i conti: del resto la matematica non è un opinione. Un tempo questa specie era denominata NERD: il grasso, occhialuto programmatore con le chiappe incollate 24/24 di fronte a un monitor. Ora l’evoluzione della specie li ha trasformati in ingegneri (informatici e non) e guai a voi – “oh, miseri stolti!” – a privarli del loro appellativo. Il dio pi greco, vi punirà.

#4. Il filosofo

Tendenzialmente contraddistinto da un papillon rosso pompeiano, giacchetta vellutata sotto una folta, foltissima barba a punta, si suddivide in due sottoclassi: l’homo homini lupus, solitario ed esploratore, vaga tra le lande della società con un punto interrogativo perennemente stampato sulla testa, stile nuvola di Fantozzi. Schopenhauer la sapeva lunga: la vita è una merda, in sintesi. L’altro è hegeliano – “Tutto è bene ciò che avviene” – ed è anche un essere adorabile. Si chiede, zompetta e s’interroga con tale innocenza da volergli bene anche se è un perfetto sconosciuto con le ascelle ammuffite. La cura del corpo di certo non è tra le sue attività predilette, ma è proprio questo a renderlo così amabile. Fanculo: siete i miei preferiti e voglio abbracciarvi. Ora.

#5. Lo psicologo

Eccoci qua. Una delle classi animali più sapienti nella storia delle contraddizioni. Lo psicologo non chiede: sa. Conosce l’INCONSCIO. Sa perché hai mangiato broccoletti a pranzo anziché pasta al sugo: “vuoi dimagrire!”. Sa perché giovedì sera a Risiko hai conquistato la Kamcatka: “Hai ricevuto un attaccamento evitante da piccolo e ora sei una persona fredda.” E sa anche perché indossi quel cappellino comprato l’altro ieri dai cinesi, è palese: “Non hai ancora risolto il complesso edipico verso tuo padre, così tenti di emularlo per colpire tua madre, corteggiarla e successivamente fotterla.” Palese. Non fare domande a questa specie e non avrai da preoccuparti. Dicono che è la vita ad averli condotti a questa scelta. In realtà studiano per conoscere se stessi. Se mai un giorno vorranno sapere perché conquistano la Kamcatka, avranno già la risposta.

#6. L’economista

Gordon Gekko e Jordan Belfort in confronto sono Mimì e Cocò. Il tuo futuro è nelle loro mani, indagano la finanza e i massimi mercati mondiali. Conoscono il PIL, il BIL, il PNL, il DUDUDU e il DADADA dello Zimbawe, della Corea del Nord e dell’Azerbaijan: cosa farci poi si vedrà. Saranno i broker del futuro, coloro che tesseranno le fila dell’economia finanziaria transcontinentale, o magari di quella di Pasquale, il salumiere tre civici dopo la Banca d’Italia. Che poi va be’, sempre economia è…

Abbiamo concluso…ops, no, dimenticavo:

 #7. Il giurista

“Il giurista è una delle classi animali adibite al processo di reificazione dell’altrui diritto nel momento in cui uno dei consociati viola la suddetta relazione tra pari, nel proprio interesse.” Eh? In sintesi, una specie adibita a fottere. Fottere qualsiasi cosa si muova nell’aria, una filosofia di vita. Cresciuto molto spesso in una realtà incravattata, altolocata e benpensante, è colui che propone di tutelare l’interesse altrui garantendo in primis “le proprie saccocce” (detto alla francese). Frequenta circuiti d’élite, rispetta le norme, si erge a portavoce della sacralità della Legge. Peccato che quel esamino di Diritto Pubblico sia stato passato grazie alla telefonatina del papi…

Insomma, se tra una birra e l’altra vi capita di inciampare in uno discorso con questi fanatici sapienti (sia chiaro, non coloro che studiano realmente, ma coloro che dicono di studiare), siate pronti a sventare il pericolo a gambe levate: fingete un attacco d’asma, di crampi al culo, mimate la morte, se necessario. Tanto non vedono altra realtà che se stessi…

Riccardo Pongetti
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