Benessere

L’inferno che solo le persone ansiose possono capire

Sabato sera sono andato a bere una birra con i miei amici ansiosi. Pure io sono ansioso quindi ci capiamo benissimo e amiamo scherzare della nostra disgrazia.

– Anche tu non riuscivi a deglutire? Figata! Io per riuscirci dovevo mangiare in piedi.

Intorno a noi tutti si propongono come maghi capaci di far svanire le nostre paturnie in un battito di comportamentismo o con una formula psicoanalitica. Nella migliore delle ipotesi riusciranno a farci prendere un aereo su cui avevamo giurato di non mettere mai piede. Ma nessuno nessuno nessuno riuscirà mai a farci godere la vita.

Perché la tragedia dell’ansioso è proprio questa. Non si gode mai un cazzo.

Tranne ciò che dicevo: i momenti in cui con i nostri simili ridiamo di noi stessi.

Eccovi il canovaccio della nostra sopravvivenza quotidiana raccontato davanti a una birra bevuta pensando alla possibilità del ritiro patente.

Deglutire.

Non riuscire a deglutire è la cosa peggiore dell’universo. Ogni boccone gira e rigira per la bocca come quando cercate parcheggio in centro la vigilia di natale. Ingoiare è una prova di coraggio. Di solito si comincia a tossire o a schiarirsi la gola producendo il classico rumore della partenza del gran premio di Monza. Alla fine non si mangia più nulla, si rifiutano le cene in compagnia e ci si diagnostica un problema neurologico o cardiaco dopo aver consultato l’internet.

Diarrea.

La fronte imperlata di sudore e l’intestino pressato come il mocho vileda nel secchio vi suggeriscono di cercare un bagno. I sintomi purtroppo si manifestano quando il ristorante è ormai lontano quindi le opzioni di solito sono due. La prima, fiondarsi in un bar e con acrobazie circensi liberare la vostra frana anale in qualche cesso laido. Oppure accostare la macchina e farla in un fosso. Sì, la carta igienica in macchina serve a questo, altro che vita sessuale.

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Vita sessuale.

Il sesso dell’ansioso è costellato di pensieri che ritarderebbero il coito degli adolescenti molto più efficacemente che immaginare la propria nonna nuda. Malattie veneree, gravidanze indesiderate, giudizio sulla performance e poi il famigerato ‘spero che non rientrino i miei?’.

Viaggiare.

Per noi programmare un viaggio è come informarsi sui costi del suicidio assistito in Svizzera. Solo che informarci sui costi del suicidio assistito in Svizzera avrebbe una chiosa finale liberatoria.

Incontrare gente nuova.

Un estraneo è come un cane. Lo puoi accarezzare ma in cuor tuo hai sempre il dubbio che si volti per morderti. Poi ti vergogni perché non sei sicuro di accarezzarlo nel  modo giusto. E comunque ti annoi. Che bella la socialità.

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Uscire di casa.

Prima di tutto perché? Secondo, anche ci fosse una motivazione questa deve superare una serie di controindicazioni che suggeriscono di restare a casa. La fatica di scegliere l’abbigliamento adatto, il dubbio di lasciare porte, finestre o gas aperti. Poi i soldi, il cattivo tempo,  Spiegatelo voi a chi riesce a godersi la vita che uscire o stare a casa è la stessa cosa.

Internet.

L’ansioso grazie a internet riesce a sublimare il suo bisogno di relazioni sociali. Scherzo. L’ansioso con internet riesce a sublimare qualsiasi bisogno, eccetto nutrirsi e andare di corpo.

Ipocondria.

La nostra ipocondria è un’altalena. Da un lato spinge la paura di avere una malattia mortale e dall’altro quella di un esame medico. Viviamo nella certezza che stiamo per morire. C’è scritto su Medicitalia non occorre farselo dire dal medico.

Persone ansiose

Il giudizio degli altri.

L’unico modo per affrontare il giudizio degli altri è considerare l’intero genere umano imbecille. Questo implica parlare male di qualsiasi cosa facciano gli altri. Se vi trovate a fare le stesse cose di un conoscente piuttosto che accettare la sfida è meglio non farle.

Rimuginio.

Abbiamo una fenomenale capacità di astrazione attraverso la quale riusciamo a creare infiniti scenari ipotetici. Solitamente usiamo il nostro potere in tre modi. Primo, immaginare come ci comporteremo durante un evento futuro. Secondo, pensare come avremmo dovuto comportarci durante un evento passato. Terzo, aprire la nostra vita a possibilità tanto folli quanto ansiogene: e se un giorno mi svegliassi e improvvisamente tifassi Inter?

Cinismo.

Siccome non ci godiamo un cazzo ci sembra che tutto sia brutto come la merda. Chi critica ogni cosa non è un formidabile conoscitore della vita bensì uno stronzo che non se la vive. Come noi.

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