Cinema e TV

“The Lady”, la web series definitiva

Non è vero, la web series definitiva è Fermenti. Però quella può vincere il premio come miglior commedia, mentre The Lady si guadagnerà sicuramente quello per l’opera drammatica, oltre al premio della giuria. Alcuni di voi conosceranno già questa web series, altri no. Oggi cercherò di darvi una panoramica che è anche una guida introduttiva a questo attacco di diarrea cinematografica.

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La mente

The Lady è la prima web series di Lory Del Santo, soubrette ex fidanzata di Eric Clapton, che a sentir lei ai tempi non le diceva più di un paio di frasi al giorno. Come dargli torto? Lory è una cougar vera e propria, che a Dagospia si è raccontata:

A me è capitato che dei minorenni si spacciassero per 20enni. Sono arrivata quasi al limite del rapporto fisico. Ma io quando ho dei dubbi sulla loro reale età prima di stenderli sul letto chiedo la carta di identità. A me l’uomo piace giovanissimo. Ma almeno maggiorenne.

Tanto che quasi non si prendeva l’attuale fidanzato perché ha già 23 anni, età in cui comunque l’unica donna coetanea di Lory che conoscevo era la mia vicina di casa. E poco importa perché tanto non avevo ancora raggiunto la pubertà. Comunque la Del Santo di The Lady ha:

  • ideato il soggetto
  • scritto la sceneggiatura
  • scelto i costumi
  • curato la fotografia
  • curato il montaggio
  • fatto le riprese
  • curato la regia

Giusto per sapere a chi dare la colpa.

Cast e personaggi

Un parterre di stelle cadenti forma il cast della serie. In ordine di importanza:

  • Gloria Contreras aka The Lady. L’attrice feticcio della Del Santo (l’avevamo già vista in The Night Club_Osare Per Credere un cortometraggio di stampo surrealista sull’esibizionismo) è la protagonista della serie e interpreta una giovane e sexy vedova.
  • Costantino Vitagliano, il fidanzato della Lady con l’espressività di un armadio in faggio.
  • Natalia Bush nel ruolo dell’amica zoccola della Lady. Vive a Londra e gira per casa vestita come i prodotti tipici delle vetrine di Amsterdam. Non i tulipani, gli altri.
  • La segretaria slava della Lady
  • Due domestici cingalesi decisamente ritardati
  • Un cattivo
  • Un DJ nero che parla napoletano
  • Altri

Il motivo per cui neppure il prossimo anno Di Caprio vincerà l’Oscar.

Tecnica

La tecnica è il punto debole della web series, lo ammetto. La Del Santo utilizza la videocamera come userebbe un mattarello: male e confondendolo con qualcos’altro. Il bilanciamento del bianco fatto alla sborrinculo, le riprese indecise e goffe, gli zoom che stuprano l’arte cinematografica. The Lady è talmente brutto da sembrare bello.

La trama

La trama invece segna uno stacco netto di The Lady rispetto a produzioni più ricche, ma meno originali e ispirate, come ad esempio True Detective Game of Thrones. La protagonista è la lady del titolo, facoltosa ereditiera legata sentimentalmente a Luc (Vitagliano). Apparentemente la storia sembra l’ennesimo polpettone sentimentale, ma già dalla metà del primo episodio la trama principale sprofonda, lasciando emergere dei filoni secondari. Storie alla cazzo di cane che disorientano lo spettatore. I casting per assumere un bodyguard e una modella per la lady, gli scugnizzi in cerca di riscatto sociale, un pericoloso criminale che incombe nella prima puntata e poi scompare, il fidanzato della segretaria che mira alla lady e molto altro. Tutto accennato, tutto sottinteso ma mai esplicitato con la forza di una narrazione coerente.

Sì, avete capito bene: The Lady è una web series postmoderna, dove il piano del racconto si compone di una miriade di microfratture narrative ognuna delle quali apporta un contributo ad un mosaico che nel suo intero è volutamente frammentario e caotico. Ma, e questa è una mia personale opinione, la Del Santo si rifà anche al Cortazar di Rayuela (tra l’altro la Contreras è messicana, mentre il romanzo è ambientato a Buenos Aires: è un caso? Noi crediamo di no). E il vuoto cerebrale e di valori dell’ambiente sociale attorno alla Lady non è forse una critica dell’edonismo fine a se stesso? Nella web series della Del Santo riconosciamo la carica dirompente di un giudizio spietato sulla nostra società, una posizione simile a quella del Joker di Heath Ledger, per intenderci. Tra l’altro la Del Santo a Joker ci somiglia pure.

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Ma non voglio allungare ancora la mia recensione. Sarebbe come imbrattare di parole un’opera d’arte o affondare le dita nella merda. Vi consiglio comunque di andarvi a vedere tutti gli episodi. Siamo ancora alla quinta puntata: il meglio deve ancora venire.

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