Lo spazio dei lettori

Decalogo semiserio del giocatore medio di PES

Continua la rubrica lo spazio dei lettori, nella speranza che quello che nasce come un grossolano errore di strategia editoriale si trasformi nella rivalsa della democrazia popolare.

Claudio Agave ci manda un pezzo tratto dal suo blog The Voice of Voiceless che parla di PES.

Buona lettura!

Quando senti che un amore nuovo sta sbocciando, te ne accorgi subito. Sarà per via di quei brividi, il battito che di colpo accelera, le parole farfugliate che ti fanno sentire un po’ cacaglio. Direi che sono più o meno queste le sensazioni che ho provato quando per la prima volta nel leggendario primo modello della Play Station targata Sony ho avuto modo di vivere l’esperienza calcistica di PES.
All’epoca (vi parlo più o meno del 2001, 2002 massimo) si chiamava Iss Pro Evolution, ed era di un pacchiano e di uno sperimentale che però lo rendevano diversamente geniale: un messaggio “chiarificatore” ogni volta che la palla usciva, la telecronaca quasi imbarazzante, l’aliasing evidente nella console (problema a quanto pare piuttosto arduo da affrontare, visto che non è stato ancora risolto). E’ stato un colpo di fulmine.
Si pensava ad una breve parentesi trash, così non fu: con l’avvento della Ps2, la saga di Pro Evolution Soccer ha dominato il panorama videoludico calcistico con una ventata di freschezza che ha portato con sè una grande intensità di gioco, atmosfere stellari ed un gameplay che si avvicinava al capolavoro.
Sfortunatamente la nascita delle console di nuova generazione ha messo in mostra tutti i limiti di un titolo che non si è adattato benissimo al cambio d’involucro, e che pian piano ha ceduto lo scettro del potere a Fifa della EA per quanto concerne le vendite e la maggior parte delle licenze principali (ma noi abbiamo Champions, Europa League e Supercoppa Europea, tiè).
L’atmosfera che si vive in PES si rivela però innegabilmente superiore: ti gasa, poi ti distrugge e infine ti riporta alla gloria, somiglia quasi ad una Divina Commedia virtuale: Inferno e Paradiso possono essere dietro l’angolo.
Il player medio di Pes è un elemento complicato, vittima e carnefice delle sue abilità, fantastiche o deprimenti che siano. Questo è solo un breve decalogo che ho potuto presentare in base a cose viste di persona, ma se avete da suggerire altre categorie a me sconosciute fate pure.
N.B.: Prima di procedere, ricordo a chiunque sia un convinto fautore dell’equazione troppo lungo=non leggere che la psichiatria ha fatto passi da gigante e che una visita può sempre far comodo.

LO SCARSONE: l’anticalcio per eccellenza. Un newfag che con il mondo del pallone c’entra quanto Ilona Staller con la politica; spesso e volentieri si avvicina ai giochi di calcio “per provare”. Generalmente è identificabile come un nerd di altissimo livello(aficionado di giochi come MW, Team Fortress, Gears Of War, Dead Space solo per citarne alcuni; mammasantissima di materie scientifiche in generale) o tipetti snob che “il calcio non mi piace, 22 uomini che corrono dietro una palla” etc etc etc.
La tattica dello Scarsone è veramente poca cosa, così come le sue “abilità”: tentativi a vuoto di falli, difensori che senza motivo corrono in binario retto manco avessero visto Belen Rodriguez nuda in campo, passaggi in curva e tiri da centrocampo verso la porta avversaria (o, più spesso, verso la propria di porta). Inevitabilmente, dopo qualche partita decide d’interrompere la serie consecutiva di umiliazioni, a meno che non sia spinto da un’improvvisa ed inspiegabile passione.

IL FINTO SCARSO: un vero maestro dell’inganno, questo giocatore farà di tutto per farvi abbasare la guardia mettendo le mani avanti con frasi quali “Ma guarda che io non so giocare molto bene” o la temibilissima “Stai certo che vinci tu/perdo io SICURO” (e qui vi dovete preoccupare seriamente).
Ebbene, dopo avervi fatto fessi e contenti, il suddetto Houdini vi rifilerà una lezione che ve la ricorderete per tutta la vita.
Bisogna essere davvero un buon amico per superare il trauma della sconfitta contro il Finto Scarso; se la caduta dovesse avvenire contro uno sconosciuto o, peggio ancora, un semplice conoscente, l’odio che provereste verso quella determinata persona sarebbe grande più o meno quanto il randello di Rocco Siffredi, un peso enorme che porterete in spalla fino alla fine dei vostri giorni in attesa di una vendetta che difficilmente arriverà.

IL SADICO: inspiegabile evoluzione dello Scarsone, il Sadico è colui che pur riconoscendo la sua inferiorità nel mondo pessistico e l’assoluta mancanza di talento, per noia o per competizione personale vorrà continuare a giocare, convinto che prima o poi una botta di culo capiterà anche a lui.
“Gioco fino a quando non vinco” è il suo grido di battaglia. Nel corso degli anni si è assistito sempre più spesso al ritrovamento di cadaveri mummificati con in mano un joypad dell’Xbox 360.

LO SCORRETTO: tipico giocatore online, di solito le spoglie sono quelle di un bimbominchia calcistico tunz tunz w Ronaldo e Murigno special uan!11!1!!!1; è la rovina di PES e dei videogiochi di qualsiasi tipo (ovviamente non solo di quelli, ma non andiamo off topic).
Durante tutta la partita, i tuoi giocatori prenderanno più falli per mano dello Scorretto di quanti Moana Pozzi ne abbia mai presi in tutta la sua carriera nel porno. Ovviamente nella maggior parte dei casi, essendo decisamente inferiori sia nella tattica che nel modo di giocare (anche se la loro squadra è il Barcellona), finiscono per laggare o interrompere la partita puntualmente nel recupero sul 4-0 per te, facendoti perdere un’infinità di punti (maledetto Online di Pes 2012) e soprattutto portandoti a ripassare più o meno tutti i Santi conosciuti e non. Altra caratteristica dello Scorretto è quella di utilizzare un solo giocatore (facilmente individuabile in Messi, Ronaldo ed in rari casi Robben, in ogni caso uno con la carta abilità “Pendolino”) per tentare di vincere le partite, facendolo correre in lungo e in largo sfruttando la sua velocità e mandando a benedire il gioco di squadra, colonna portante della simulazione calcistica.
La variante in presa diretta è quella dell’amico che, scottato dalla batosta, stacca la console e fugge via incazzato nero (esperienza personale, giuro).
In qualche caso, può trasformarsi nel FANATICO: esulterà ad ogni gol siglato come Grosso quando infilò Lehmann contro la Germania, si dispererà come un Den Harrow qualsiasi in caso di rete subita.

L’IMBROGLIONE: da non confondere con Lo Scorretto, questo player è l’Arsenio Lupin del mondo di PES: con i suoi mind games (un esempio su tutti la pressione del tasto “start” nel bel mezzo di una tua azione pericolosa, ovviamente accompagnata da una scusa farlocca quanto i capelli di Berlusconi) e le sue frecciate malefiche ti stordisce, e con l’utilizzo di vecchi trucchi del mestiere come il cambio di joystick tarocco, l’occhiatina ai pulsanti quando calci un rigore, la spintarella mentre sei pronto a battere un calcio piazzato o il colpo di tosse/starnuto simulato mentre sei pronto a calciare da buona posizione ti da il colpo di grazia.
In molte occasioni subisce in corsa una mutazione ancor più maligna, trasformandosi nel FURBETTO DER QUARTIERINO: tale personaggio, vedendosi in difficoltà durante la partita, cerca in ogni modo di distrarti con qualsiasi tipo di discorso impegnato o meno, al fine di toglierti concentrazione. Tutt’oggi, pochi restano immuni agli effetti di questa trasformazione luciferina.

IL PERDITEMPO: uno dei giocatori più odiati di sempre, Il Perditempo fa della sua lentezza esasperante l’arma migliore: mentre tu finisci la formazione in 30 secondi scarsi, lui si prende tutto il tempo del mondo, regalandoti il minutaggio necessario per farti un caffè, una sveltina con la tua ragazza e 3-4 circumnavigazioni dell’Africa.
Durante la partita poi si consuma un vero dramma: prega che non debba operare qualche cambio (ed in particolare che non abbia dubbi su cosa/chi cambiare), altrimenti puoi dire addio al pomeriggio intero.
La ciliegina sulla torta Il Perditempo la mette in caso di vittoria di misura: dopo aver siglato il gol decisivo negli ultimi minuti, riconquisterà subito palla per sbeffeggiarti con un’infinita e scorrettissima melina. Dopo ovviamente andrà incontro ad un pestaggio quasi certo.

IL ROSICONE: il più delle volte un discreto giocatore, Il Rosicone ha però un unico, enorme difetto: quello di non sapere ammettere la sconfitta.
Quando penso a giocatori di questo genere mi viene sempre in mente un episodio particolare della mia gioventù pessara: quando ancora non sapevo giocare molto bene (e vi giuro che non ho tentato di fare Il Finto Scarso) mi capitò di affrontare un vecchio amico delle medie in un turno eliminatorio della famigerata Coppa Konami (quanto ci manchi): un Real Madrid (lui)-Bayern Monaco (io) apparentemente senza storia.
Clamorosamente, ribaltai il vantaggio di Raùl con un gol di Ziegler ed un’altra rete splendida in rovesciata con Elbèr (fate un po’ due conti sulla longevità della mia passione pessara…); ebbene adducendo un botto di scuse impossibili questo ragazzo tentò di giustificare in ogni modo quella sconfitta subita contro un dilettante quale io ero in quel momento, rifiutandosi poi di continuare il torneo ed andandosene via al termine di una scenata epica.
Ancora oggi quando lo punzecchio sull’argomento non può fare a meno di arrabbiarsi come un matto.

IL COMPLOTTISTA: molto simile al Rosicone, il tipico esponente della categoria è colui che ad ogni sconfitta non se la prende con l’avversario, bensì con il gioco, reo di essere buggato all’inverosimile.
Anche se a volte può aver ragione, il Complottista si rende antipatico per via del fatto che quando i replay lo sbugiardano pretende sempre di essere nel giusto.
“Gli arbitri saranno sicuramente appartenenti al Nuovo Ordine Mondiale”, “Il gioco è stato creato così volontariamente” o “Le partite sono ovviamente scriptate” sono le scuse più gettonate del player anticomplotto, che a volte ci arricchisce o ammonisce con perle di saggezza/insegnamenti come “Voi spendete 60 euro per acquistare un gioco fatto così male e palesemente pieno di errori ed inesattezze, dovreste tenere gli occhi un po’ più aperti!”.

L’INNOVATORE: apparente buon conoscitore dei meccanismi pessari e ottimo giocatore dal vivo (meno in online), L’Innovatore si rivela alla stregua di un nuovo Messia in un calcio saturo di tatticismi e con squadre sempre più speculari.
L’invenzione di nuovi moduli (ho visto gente giocare con un 4-3-5) e lo spostamento in casi estremi di determinati giocatori in posizioni improbabili del campo basandosi sulle loro caratteristiche, fraintendendole quasi sistematicamente (Roberto Carlos ala d’attacco, Abbiati in difesa, Rinaudo punta centrale) sono solo alcuni dei lampi di genio che vagano liberi nella mente di questo eroe moderno. Inutile dire che i pareggi nelle sue partite sono veramente improbabili.

IL CAMPIONE: Categoria della quale faccio senz’altro parte. Il Campione è la Favola per eccellenza, è il Miglior Attore Protagonista, the Best in The World.
Col suo gioco fatto di possesso palla e filtranti precisissimi, cross perfetti, cavalcate sulla fascia e tackle misurati ma corretti e decisi, è il giocatore che tutti vorrebbero affrontare, ed ovviamente battere. Spesso però il possibile sogno s’infrange sul muro di cemento chiamato realtà.
Al primo torneo ufficiale della Pes League di quest’anno svoltosi a Napoli nel mese di Novembre, ho avuto il piacere di giocare nello stesso girone del Campione del Mondo in carica di Pes, un ragazzo pugliese di nome Ettore Giannuzzi (per la cronaca, sono arrivato agli Ottavi di Finale): utilizzando per una questione di principio unicamente il Napoli, sono riuscito addirittura a segnargli un gol, e nel girone eliminatorio sono quello che ha subito meno reti contro di lui in partita.
Eppure, nonostante la popolarità, la “fama” e la bravura in questo gioco che lo hanno portato a vincere tanti, tanti premi si presenta come un ragazzo cordiale, socievole e scherzoso, neanche un briciolo di puzza sotto il naso e non una mancanza di rispetto durante la simulazione alla console.
Che volete che vi dica, anche questo vuol dire essere Campione.

Fonte articolo: http://www.clathevoiceofvoiceless.blogspot.it/2012/04/decalogo-semiserio-del-giocatore-medio.html

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