Benessere

Come smettere di bestemmiare in 5 semplici mosse

Bestemmiare non è un’azione, ma un’attitudine nei confronti della vita. Tuttavia è anche un modo per complicarsela, perché è opinione comune che bestemmiare sia maleducato. Infatti, se sei un concorrente del Grande Fratello e molli un porco in diretta, vieni eliminato. Come se la cosa peggiore di te fosse l’attributo di “bestemmiatore” e non quello di “concorrente di un reality show”.

Ma non è per impedirvi di venire eliminati dalla prossima edizione di Pechino Express che ho redatto questa guida, ma per salvarvi l’anima. Quindi iniziamo.

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Come smettere di bestemmiare in 5 semplici mosse

 

#1. Prendine coscienza

La bestemmia dà assuefazione e nel tempo inizi a farne un uso costante e quasi inconsapevole. Proprio come il caffè, le sigarette o i gli status di Gianni Morandi. Quindi per prima cosa bisogna rendersi conto di esserne dipendenti. Monitorati durante il giorno. Se il tuo linguaggio è un bislacco coacervo di termini veterinari e teologici, probabilmente questa guida fa per te. Perché solo Piero Angela risulta un gentiluomo anche quando mescola zoologia e cristologia.

#2. Fai dei test A/B

Nessun cambiamento avviene senza un forte incentivo. Anche in questo caso a venirci in aiuto è la figa. Quando ci provi con una ragazza, prova a fare dei banalissimi test A/B, cioè modificando una sola variabile del tuo comportamento. Evidentemente in questo caso l’elemento in esame è la bestemmia. Invita a bere una ragazza e impegnati a non dire nulla di più volgare di “cazzo”, poi provaci con un’altra e lasciati andare all’enumerazione dei molteplici attributi di Dio. Infine guarda quale delle due vorrà uscire di nuovo con te. Se solo quella con cui non hai bestemmiato ti vorrà rivedere, capirai quanto è importante fare a meno della blasfemia. Se invece anche quella che ti ha conosciuto per ciò che sei vorrà uscire ancora con te, hai trovato la donna della tua vita.

#3. Bestemmia con fantasia

“Non ti bagnerai due volte nello stesso fiume”, quindi “Non dirai due volte la stessa bestemmia”. Porta un po’ di fantasia nel tuo inventario di offese al Signore. Non limitarti ai soliti grandi classici. La tua playlist deve somigliare più alla sterminata libreria musicale di Spotify che alle quattro hit che RDS propone 38 volte al giorno. Qual è il senso di questa procedura? Diventare degli indie della blasfemia? No, solo rendere più macchinosa l’azione di bestemmiare. Insomma, disincentivarla. Come le mamme che mettono la Nutella negli scaffali più alti della dispensa sperando che il loro figlio obeso sia troppo pigro per arrivarci. Quindi fai uscire di scena cani e maiali ed entrino sul palco giraffe, delfini, zebù.

#4. Trova degli equivalenti

Come esistono i farmaci equivalenti devono per forza esserci pure le bestemmie equivalenti, delle esclamazioni che sfogano la rabbia e il disappunto senza insultare i lettori di Paolo Brosio. Qui riporto alcuni possibili metadone della blasfemia:

La bestemmia interreligiosa. Ovvero prendersela con il dio di qualcun’altro. Solo trent’anni fa bestemmiare Maometto, il Dalai Lama o Paolo Fox era comodissimo. La probabilità che ci fosse un terrorista dell’ISIS in ascolto era minima. Invece ora è un attimo che un fanatico degli oroscopi faccia saltare in aria la tua auto;

Il coito interrotto. Ovvero “ma porco…”. Cioè iniziare la bestemmia, però essere in grado di riprendere il pieno possesso di sé prima di finirla, e quindi dire solo una delle (almeno) due parole che servono per produrre un moccolo. Da utilizzarsi in casi di estrema necessità come i mignoli sugli spigoli o le partite dell’Inter;

L’imprecazione comica. Ovvero “Zio Billy!”. Che ti farà perdere un buon 74% della dignità, ma è sempre meglio che bruciare all’inferno per l’eternità;

Il morso della lingua. Ovvero il morso della lingua. Che fa male, però in effetti ti impedisce di bestemmiare. Metodo assolutamente vietato a friulani, veneti e toscani a meno che nella bocca al posto della lingua non vogliano ritrovarsi un piatto di gulash.

#5. Resistere all’astinenza

Come sa bene chi ha guardato The Knick, l’astinenza è una brutta bestia. Perché poi vai su Facebook, scopri che un tizio – brutto come l’ebola – che conosci sta insieme a una ragazza bellissima e lì davvero ti chiedi perché dio è così autolesionista da permettere ci siano così tanti motivi per bestemmiarlo.

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