Politica - 3 September 2013

Le migliori 5 follie di dittatori moderni

A volte il potere dà alla testa, o forse è la testa che dà al potere. Quello che è sicuro è che spesso nei dittatori moderni la follia dà i natali a situazioni talmente drammatiche da diventare comiche. Ecco qui le migliori 5 follie di dittatori moderni.

5 – Abdala Bucaram approfitta della carica di presidente dell’Ecuador per far decollare la sua carriera musicale

Abdala Bucaram fu inspiegabilmente eletto presidente dell’Ecuador nel 1996, nonostante sfoggiasse i baffetti alla Hitler più politicamente scorretti sin dai tempi di Hitler.

culturaredonda.com

Sguardo che rassicura.

Era conosciuto come “El Loco”, soprannome che si era guadagnato per due motivi: perchè quel soprannome se l’era dato lui e perché si comportava come uno totalmente fuori di testa. Dopo essere stato eletto, Bucaram celebrò la sua vittoria come Berlusconi avrebbe segretamente voluto, ovvero salendo sul palco per esibirsi nella sua imitazione di Elvis Presley attorniato da ballerine mezze nude. Non è uno scherzo, ecco la GIF che comprova la realtà dei fatti.

Non è necessario il sonoro per capire che siamo di fronte alla tragedia.

Il tutto è spiegabile dal momento che Bucaram era un’aspirante Popstar, aveva realizzato infatti un album –A Madman in Love– mentre lavorava ancora in ufficio, e quando venne eletto presidente decise di approfittare del suo nuovo lavoro per farsi un po’ di pubblicità, nel senso che fece circolare il suo demo tra i presidenti degli altri stati nella conferenza Iberico-Americana in Cile..
Ma non lasciate che l’indiscutibile talento musicale di Bucaran vi inganni, per il resto era una vera testa di cazzo. Uno dei suoi primi atti fu quello di mettere i suoi migliori amici nelle posizioni più prestigiose del governo, e di coprire le altre cariche rimaste con i suoi familiari. Inoltre piazzò suo figlio diciottenne Jacobo come ministro degli esteri. Cinque mesi dopo Jacobo diede una supermega festa per festeggiare il suo primo milione di dollari, mentre il paese attraversava a stenti la crisi economica. Ma questo non impedì a Bucaram di offrire un milione di dollari a Maradona per giocare una partita con lui, e ad imbastire un banchetto presidenziale in onore di Lorena Bobbit.

via Twitter

“Calcio e castrazione, calcio e castrazione per tutti!”

Il regno del terrore del Loco durò sei mesi, fino a quando nel Febbraio del 1997 il congresso dell’Ecuador lo ha deposto sulla base di un giudizio di “Incapacità mentale” a governare il paese (o a fare qualsiasi altra cosa). Dopo aver lasciato nella merda l’Ecuador tanto da farlo costringere ad adottare il dollaro americano ed eliminare la moneta nazionale, Bucaram ha trovato asilo politico a Panama, dove tuttora vive. Adesso potete seguirlo su Twitter, dove si può continuamente evincere la sua ossessione per Hitler.

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4- Hugo Chavez spende milioni per il telecazzo

Quello che separa Hugo Chavez dagli altri leader è che lui ha dovuto impegnarsi davvero tanto per rovinare il suo paese, che non era esattamente povero quando venne eletto. Durante il governo di Chavez il Venezuela guadagnò una barca di soldi con il petrolio, ma come avrebbe potuto fare il presidente a sputtanarli subito? Semplice, finanziando regimi comunisti moribondi, un programma spaziale e un telecazzo.

E ovviamente quello di cui volete leggere è il telecazzo.

lared.com

Di solito è più grande, fa freddo qui dentro.

Ossessionato dall’idea di avere un telefono interamente prodotto nel suo paese, Chavez spese Milioni per aprire un’azienda in Venezuela importando tutti i materiali dalla Cina (che di fatto contraddice l’idea iniziale di prodotto interamente venezuelano, ma va bene così), e siccome una delle cose fighe di essere il capo di un regime socialista è quello di poter dare nomi alle cose, decise di chiamare il telefono, il Vergatario, che in spagnolo, ancor più che in Italiano, significa Cazzo.

Chavez ha provato a spiegare che nella regione Maracaibo del sud del Venezuela Verga significa “figo” “alla moda”. Sta di fatto che per i restanti 300 milioni di persone che parlano spagnolo nel mondo significa cazzo.

Dopo uno sprint iniziale il telecazzo è crollato nelle vendite, provocando imbarazzo nel presidente che si è dovuto scusare.

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“La seconda scelta era bukkake”

Chavez è morto di cancro nel marzo del 2013, il suo partito è ancora al potere ed in sua memoria la politica di carenza diffusa di beni di prima necessità è ancora perpetrata dal governo. Ad esempio pochi mesi fa il Venezuela ha rischiato il collasso per la totale mancanza di carta igienica nel paese.

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Mike Zarrilli

Nel frattempo, negli Stati Uniti

3 – Il colonnello Jean-Bedel Bokassa si veste come un Re venuto fuori da un film Disney

Il colonnello Jean-Bedel Bokassa divenne leader dell’Africa Centrale dopo aver rovesciato il regno del precendente presidente David Dacko (suo cugino). Dopo aver trascorso la prima decade dilettandosi in fantastici giochi da tiranno, come nutrire i suoi coccodrilli con i corpi dei dissidenti assassinati o, come dicono voci di corridoio, mangiandoseli lui stessi, Bokassa decide di far comparire l’Africa centrale sulla mappa. Perciò pone fine alla povera Repubblica Centrale Africana e fonda l’Impero Centrale Africano.

Per far vedere che faceva sul serio, bokassa si nomina Imperatore Bokassa I dell’Africa Centrale” ed organizza una folle e costosissima cerimonia di incoronazione dove tutto sembrava venire fuori da un film Disney. Con i suoi abiti…

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berkeley.edu

…il suo scettro e il megatrono in oro massiccio.

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biography.com

Lo scenografo era lo stesso dei concerti dei Queen

L’intera cerimonia era ispirata all’incoronazione di Napoleone, il primo amore di Bokassa, e furono necessari dieci mesi per organizzarla. La cosa divertente e che costò al paese l’intero PIL di un anno. In uno stato dove due terzi della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno, Bokassa importò 240 tonnellate di prelibate cibarie francesi per la cerimonia lunga una setimana, vestì 3000 guardie con sontuose divise, e inviò alcune di queste in francia per imparare a marciare. La sua corona costava 3 milioni di dollari ed era tempestata di rubini, smeraldi e 8000 diamanti.

Dei 2500 ospiti previsti solo 600 si sono presentati ed hanno testimoniato al genocidio economico della popolazione del Centro Africa, gli altri si sono rifiutati di partecipare. La risposta di Bokassa? “Sono solo invidiosi perché io ho un impero e loro no.”

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biography.com

Nel 1979 le truppe francesi rovesciarono Bokassa per i suoi genocidi nei confronti di bambini, e in una serie di bizzarri eventi Bokassa tornò dall’esilio nel 1986 per essere condannato a morte ma poi perdonato e rilasciato dal governo. Morì in pace nel 1996 nella sua magione, affermando di essere il tredicesimo apostolo e di avere incontri segreti con il papa. Ha lasciato 62 figli, ma non c’è ancora un Imperatore Bokassa Secondo.

2 – Il presidente della Bolivia regala il suo regno in cambio di un cavallo

Il generale Mariano Melgarejo salì al potere in Bolivia nel 1864, venne destituito pochi mesi dopo dal vecchio presidente, per poi ritornare a riprendersi il trono sparando in faccia a quest’ultimo. Melgarejo nei anni di dominio non si fece mancare tutte le follie tipiche di un dittatore. Alcolismo, ignoranza, e la sobria decisione di sposare una donna che era andata da lui per implorarlo di concedere la grazia al fratello condannato a morte. Il fratello venne poi nominato generale.

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biografiasyvidas.com

Non passò molto tempo e gli stati vicini capirono che Melgarejo era completamente pazzo. Perciò decisero di approfittarne. I cileni gli inviarono dei doni e lui nominò un cileno ministro e concesse trattati vantaggiosissimi, ma i brasiliano fecero il colpo grosso. Durante il primo incontro ufficiale si presentarono con un cavallo bianco come dono. Il generale ne fu così abbagliato che prese una mappa della Bolivia, la mise sotto uno zoccolo del cavallo e regalò al Brasile l’intera area segnata in questo modo.

Melgarejo era così innamorato del cavallo che lo faceva partecipare alle feste a palazzo, bere birra e pisciare sugli ospiti. Un giorno un cortigiano coraggioso raccontò al generale la storia di Caligola e del cavallo nominato console. Invece che capire la morale, Melgarejo la considerò un’idea stupenda e nominò il suo stallone bianco generale della Bolivia.

 

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Globedia.com

Il generale mentre cavalca un altro Generale

Ma i rapporti di Melgarejo non erano ottimi con tutti i paesi. L’ambasciatore inglese in visita, per esempio, fu costretto a bere cioccolata calda fino a vomitare e fu cacciato dalla città legato ad un asino. In risposta la regina Vittoria dichiarò che la Bolivia non esisteva e cacciò tutti i boliviani dall’Inghilterra.

 

Dopo tutte le stranezze il generale Melgarejo governò per 6 anni, prima di essere deposto, esiliato e ucciso dai suoi stessi generali.

1 – Idi Amin Dada conquista l’Iinghilterra nella sua testa

Idi Amin Dada  era un campione di pesi massimi che prese il potere in Uganda nel 1971. Il film basato sulla sua vita, L’Ultimo Re di Scozia  è pieno di stronzate, perché la realtà è molto peggio. Per prima cosa il titolo che si diede fu “Sua eccellenza, Presidente a vita Al Hadji Dottore Idi Amin Dada, VC, DSO, MC Signore di tutte le bestie della terra e i pesci dei mari e conquistatore dell’Impero Britannico in generale e dell’Uganda in particolare.” Giusto per puntualizzare, l’Uganda non ha mai conquistato L’Impero britannico.

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theguardian.com

Molte cose del film sono vere, come il fatto che rivendicasse il trono di Scozia, si fosse offerto di sposare la Regina Elisabetta e governare il Commonwealth. Ma la sua ossessione per la Scozia era tale che portava abitualmente il Kilt e vestiva il suo esercito con effigi scozzesi. Per rispondere a coloro che dicevano che l’Uganda fosse senza cibo, istituì un fondo chiamato “Salva la Gran Bretagna” per togliere cibo ai suoi poveri contadini e donarlo alla Gran Bretagna.

Offeso perché la Gran Bretagna non corrispondeva il suo amore, durante un incontro diplomatico costrinse quattro diplomatici inglesi a portarlo in giro su una portantina e uno svedese a seguirlo con un ombrello.

ebbene sì, di notte

ebbene sì, di notte

La follia di Amin era talmente esagerata che molti osservatori internazionali pensavano fosse una strategia per coprire la corruzione del governo dell’Uganda. Ma anche nel privato il nostro eroe non se la cavava meglio. Ecco un estratto della trascrizione di un dialogo tra Amin e i ministri degli esteri israeliani Moshe Dayan e Abba Eban a Tel Aviv.

time.com

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Amin: Vorrei 24 aerei Phantom.

Dayan: Perché?

Amin: Devo bombardare la Tanzania

Dayan (in Ebraico a Eban): Questo è matto, cacciamolo da qui.

Con o senza Phantom, nel 1978 finalmente Amin decide di invadere la Tanzania, un paese grande cinque volte l’Uganda. Dopo la prevedibile vittoria della Tanzania Amin fuggì in Arabia Saudita, che fu costretta a concedergli l’asilo perché era musulmano. Prima della sua morte nel 2003 i Sauditi furono costretti ad invitarlo ad una manciata di eventi, tra cui un funerale reale Saudita. Amin ovviamente si è presentato in Kilt.

Articolo originale pubblicato qui http://www.cracked.com/article_20550_the-5-most-creative-acts-insanity-by-modern-dictators.html

 

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