Tipi umani

I tipi umani dei padroni di cani

Se è vero che i cani assomigliano ai loro padroni è anche vero che i padroni di cani si somigliano tra loro.

Analizziamo le varie tipologie di padroni di cani.

cani

Lo studente universitario.

Se c’è qualcuno che non è in grado di badare a se stesso è lo studente universitario. La maggior parte lo sa e si rassegna a vivere gli anni degli studi senza alcuna progettualità: acquistando le scatolette di tonno giorno per giorno, rincasando solo se non c’è un divano o al limite un pezzo di tappeto libero in casa di amici, badando alla propria igiene personale a giorni alterni e pulendo casa solo quando non riesce più a distinguere il lavello dal bidone dell’umido. Altri, in questo scenario di degrado umano comprano un cane. L’acquisto dell’amichetto peloso interferisce con il percorso di studi. La frequenza alle lezione viene sostituita con le gite al parco, gli esami universitari con gli esami veterinari, le scatolette di tonno con le scatolette di IAMS e la frase ‘posso portare un amico’ acquista tutto un altro senso. Ci metteranno in media tre anni in più a laurearsi alla triennale. Lasceranno il cane a casa dei genitori quando partiranno per l’erasmus e non andranno più a riprenderselo.

Il punkabbestia.

Il cane e il punkabbestia sono indistinguibili. Entrambi siedono per terra, mangiano per terra, dormono per terra e a volte per terra fanno anche i loro bisogni. Però mentre il cane se ne va in giro per la piazza a cercare qualcosa da mangiare o semplicemente qualcuno con cui fare conoscenza, il punkabbestia se ne resta seduto in un punto preciso senza muoversi quasi mai.

Il ricco.

Il ricco compra cani di razza perché sono più belli o perché vanno di moda. Generalmente si ritrova al parco con persone proveniente da tutte le classi sociali e interagisce democraticamente con tutti. A volte ci scappa anche una storiella di sesso in stile carica dei 101. Una sotto categoria del ricco è la ragazza ricca che compra cani orribili di piccolissima taglia, che poi porta a spasso in braccio o infilati nella borsetta griffata. In inverno spende milioni in cappottini firmati per il suo topo.

La zitella.

Non è l’età anagrafica a fare di una donna una zitella bensì lo scarto tra la voglia di procreare e la possibilità di farlo. Quindi, siccome non può avere figli, questa donna riversa tonnellate di amore materno verso il suo quadrupede peloso. Lo porta a scuola e si vanta con le amiche perché il suo Bucky è il più bravo del corso a rotolarsi sulla schiena. Oppure lo porta alle gare e appende in salotto la foto del terzo posto alle comunali di Jack Russell, per mostrarla alle amiche invitate per il tè delle cinque. Spesso il rapporto diventa incestuoso.

L’uomo di campagna.

L’uomo di campagna ha sempre vissuto in sintonia con la natura circondato da animali. Non è stato intaccato dalla mania di dare un’anima alle bestie e quindi è l’unico che le tratta con rispetto genuino. E sono genuine anche le bestemmie che tira quando degli animalisti invasati lo denunciano perché lascia il cane attaccato alla catena come faceva suo padre e prima di lui suo nonno e prima ancora il suo bisnonno e prima ancora…

L’invasato.

L’invasato è il contrario dell’uomo di campagna. Lui crede che il cane sia una persona umana e ci fa lunghi discorsi molto profondi sul senso della vita, gli affetti e il lavoro. Il cane risponde come può: fissandolo, abbaiando nelle pause o correggendo eventuali difetti di pronuncia del suo padrone. Il problema dell’invasato è la totale assenza di empatia nei confronti degli altri esseri umani. Se qualcuno gli fa notare che l’odore di cane bagnato potrebbe infastidire le altre persone che cenano nel ristorante, l’invasato si indispone e accusa di nazismo l’intera categoria dei ristoratori.

Il bimbo.

Il bambino che diventa padroncino di un cagnetto è la cosa più commovente al mondo. Non essendo lui a occuparsi direttamente delle necessità del cane rimedia occupandosi dell’affetto. Diventano fratellini.

 

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