Tipi umani

7 professori del liceo che odierai per tutta la vita

professori

In attesa delle elezioni presidenziali americane l’oltreuomo non fa altro che pensare a quale categoria sbertucciare con l’ormai famigerato post i tipi umani. Questa volta, in barba all’originalità, sacrificherò il mio prezioso tempo alla realizzazione di banali e inconsistenti, oltre che populisti e come sempre demagoghi, dagherrotipi dei professori. D’altronde come dice il proverbio: Sic equi sum deus equinoxuae triburtinam pariolinae sunt.

I professori di latino

Perennemente frustrato dall’idea che la lingua che insegna sia utile soltanto ai preti che devono difendersi dalle accuse di pedopornografia davanti al tribunale ecclesiastico, gli insegnanti in questione cercano un senso alle loro vite e alla loro carriera affermando che la conoscenza del latino sia imprescindibile per una piena e consapevole comprensione dell’italiano. Io un pessimo esempio sono. La mia professoressa del liceo, per dire, era una sorta di grassa foca che si truccava da Tutankamon; un perfetto mash up tra Moira Orfei e Mussolini, che mi introdusse in tenera età all’uso del malox e dell’En goccie. Cosciente del suo ruolo insensato si sfogava su noi povere creature instaurando una teocrazia dove lei era la rappresentante plenipotenziaria del Dio Latino in terra, e noi eravamo misere bestie, costrette a guardarla ciccioneggiare per ore e ore tra banco e banco sperando di non essere le prossime vittime sacrificali soggette all’interrogazione.

Le interrogazioni: vere e proprie pratiche vessatorie intrise di sadismo e integralismo spartano; se mi avesse denudato e preso a calci nei coglioni sarei stato più felice.

A volte la vedo ancora passeggiare tra le vie della mia città, mentre cerca di mantenere in equilibrio la sua flaccida ciccia che le dipinge l’anima. Spero che qualcuno la stupri.

I professori di matematica

Il professore di matematica è l’unico che mi sento in dovere di difendere. Insegna una materia che non ha nulla di difficile se non mettersi il pomeriggio a fare esercizi degni della settimana enigmistica. Nonostante ciò quei lobotomizzati degli studenti che si ritrova non hanno nemmeno la dignità di dedicare un po’ di tempo alla materia invece di stare ore ed ore a smenarsi il batacchio davanti a chat roulette. In compenso l’insegnante di matematica ha le stigmate dello sfigato. É evidente che la figa per lui sia un concetto talmente pratico da non dover essere preso in considerazione, e per questo passa la sua esistenza nella speranza di scoprire qualche teoria sui parallelepipedi invece di cercare di capire come ha fatto sua moglie a beccarsi lo scolo.

I professori di inglese

Uuuoooooooooooooooot aaaaaaaaaarrr iiiiiiiiiiiiiuuuuuuuuu duuuuuuuuuuuuuiiing. La professoressa d’inglese parla così lentamente che ogni volta che apre bocca ti verrebbe voglia di tirarle un destro e farle ingoiare i denti; poi vediamo come pronuncia la th. Zitella e con tendenze lesbosessuali, sembra la caricatura di se stessa, non comprendendo che insegnare sia diverso da indossare vestiti alla Tutcher e mangiare fish and chips fino ad emanare spontaneamente un intenso odore di olio fritto. Ora, non ho mai conosciuto nessuno che abbia imparato qualcosa di inglese a scuola. Serve cura Monti, tagliare…tagliare a mani basse

I professori di filosofia

«Ah, se avessi fatto quel master alla Sorbona, ah se avessi fatto l’erasmus a Tubinga, ah se avessi ingerito un po’ di formaldeide ieri sera…» Questi sono i pensieri del prof di filosofia mentre il meno dotato dei suoi studenti spiega alla classe meglio di lui la dialettica del servo-padrone. Convinto di essere un intellettuale prestato all’insegnamento, si sente appartenere ad un élite culturale non riconosciuta dalla società civile. Se all’università non si fosse interrogato sull’aporeticità dell’essere ma sul perché il voto minimo della sua facoltà fosse trenta trentesimi, probabilmente avrebbe capito prima la faccenda. Tutto sommato gli va piuttosto bene dal momento che percepisce un lauto stipendio insegnando una materia che non dovrebbe essere chiamata tale.

I professori di educazione fisica

Detentore di un posto più ambito di quello di consigliere regionale lombardo, l’insegnante di educazione fisica ha vinto sulla vita. La mattina arbitra partitelle di calcetto prendendosi la soddisfazione di rifilare venti adolescenti sudati al collega di matematica nell’ora dopo; il pomeriggio arrotonda lautamente lo stipendio insegnando aerobica a qualche vedrana in cerca di uno stallone che le spruzzi liquido testosteronico sulle vene varicose.

I professori di italiano

Esiste qualcosa di peggio dell’accorgersi che il tema di un sedicenne infoiato è qualitativamente superiore al romanzo che stai cercando di far pubblicare e sul quale riponi tutte le tue speranze?

Si esiste: Giovanni Allevi. Ma in tutti i casi la frustrazione è tanta, e la penna rossa diventa per il professore di italiano la migliore amica. Ho visto lo stessa tema valutato da due diversi professori (per diversi intendo omosessuali) rispettivamente con un 4 e con un 9. Questo capita perché alcuni insegnanti spacciano la totale assenza di punteggiatura e la profonda crisi di sintassi come scrittura creativa. Un po’ come Gualtiero Marchesi che fa i panini per la McDonald. Però Allevi è peggio, lo ripeto.

I professori di storia

Il professore di storia nasce nel marzo del 1953, due mesi dopo muore Stalin. Nel 1968 prende parte già quindicenne alla protesta studentesca e nel 1973, anno della crisi del petrolio, si iscrive alla facoltà di Storia. Nel 1975 le elezioni parlamentari ungheresi vedono il partito socialista trionfare (anche perché era l’unico), e il nostro professore si laurea in storia. L’anno dopo comincia ad insegnare; intanto in Texas, Florida e Georgia ritorna la pena di morte. Nel ’89 si sposa ed è l’unico avvenimento importante di quell’anno. Nel 2001 crollano le torri gemelle, anche se per qualcuno non erano proprio identiche, e il professore di storia diventa padre. Ai suoi studenti continua a ripetere: «vedete ragazzi? La storia è strettamente intrecciata con le nostre vite». Si, anche i baffi di Marco Columbro.

Su richiesta farò anche gli altri. Adesso sono stanco e me ne vado a dormire. Oggi ho avuto una giornataccia. Stamattina uscendo di casa ho pestato una merda, poi mi sono beccato una multa per divieto di sosta, e come se non bastasse mia moglie mi ha lasciato e il mio titolare mi ha licenziato; per dovere di cronaca mia moglie è anche il mio titolare. Insomma dovete capirmi, ma domani andrà meglio. Buone nanne a tutti 🙂

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