Musica

Le canzoni che hanno segnato la mia adolescenza

Tantissimi, soprattutto filosofi e perfino Baricco hanno parlato di musica ma il poeta britannico Wystan Hugh Auden è quello che meglio di tutti è riuscito a riassumermene il senso “la musica è il miglior mezzo per sopportare il tempo”. La frase più vera se ripenso a come stavo quando avevo quindici anni, un’adolescente in carne che ogni volta che litigava con suo padre si chiudeva in camera e metteva lo stereo a manetta coi System of a Down oppure accendeva candele per richiamare lo spirito defunto di Kurt Cobain. Così, ho scoperto che la musica era la cosa migliore per sopportare quel tempo chiamato adolescenza durante il quale non hai veramente una forma definita ma provi un sacco di emozioni e piangi e ridi e hai voglia di scoprire tutto. Alle elementari ho avuto il mio primo walkman ed era bellissimo passare ore in camera a fare delle compilation con le cassette e poi disegnarci la copertina e scrivere i titoli sulla custodia. Quelli più fighi riuscivano addirittura a ricreare le copertine degli originali con le fotocopie e poi col computer. Poi coi cd era ancora abbastanza divertente perché potevi fare un sacco di compilation da cd a cassetta, ma con l’arrivo di internet nessuno considerava più le tue doti manuali perché con emule potevi avere tutto. Adesso colleziono vinili per riappropriami delle cose. Non che il digitale non mi piaccia ma sono due cose diverse.

Per il concorso dell’oltreuomo ho pensato bene di fare una mini compilation della mia adolescenza. Le canzoni che se ancora le risento quasi piango oppure mi agito un sacco perché mi ricordo gli amici del tempo, i primi concerti, la scuola quando c’era l’occupazione, quelli che sono morti, le risikate, il biliardo e quelle cose così insomma.

p.s. Ho scelto solo canzoni straniere perché l’oltreuomo è letto anche all’estero e non volevo risultare nazionalista. Se mi votate faccio anche la compilation con quelle italiane per es. Articolo 31 e Ligabue.

SIDE A

1st track_Red Hot Chili Peppers “Under the Bridge” 1991

Un mix di malinconia e solitudine che parla di come a volte la città dove vivi sia la tua migliore amica ma allo stesso tempo resti triste perché non trovi nessuno che ti capisca e continui a sentirti triste. Perfetta se vivi in provincia.

2nd track_Blur “Song 2” 1997

Un brano che ti aiuta un po’ a superare la malinconia del precedente, che ti spinge a saltare sul letto o dovunque tu sia per dare una scossa alla tua vita ma alla fine resti comunque non sicuro di essere felice.

3rd track_System of a Down “Toxicity” 2001

Un pezzo che finalmente aiuta a fare un po’ di outing col rischio di lacerarsi il collo, ma salutare per eliminare le tossine, infatti nella società c’è troppo disordine e anche nella tua vita.

4th track_Oasis “Wonderwall” 1995

Un classico che parla d’amore ed empatia, una speranza che ti viene suggerita nell’incontro dell’altro che probabilmente ti deluderà comunque. Ma quando si è giovani è bello così. Il testo si presta anche a simpatiche parodie.

5th track_Nirvana “Lithium” 1992

Un brano che riassume un po’ tutte le sensazioni di quando sei giovane, il fregarsene di tutto, di essere brutti o soli perché tanto anche gli altri lo sono. Alla fine si urla ma si tiene duro e non si crolla mai. O quasi mai.

6th track_Guns’n’roses “Don’t cry” 1991

Uno dei pezzi più struggenti di sempre, ha sicuramente fatto da colonna sonora a un momento romantico della vita di tutti. Era il tempo dei primi amori e dei primi pianti, ci si lasciava e ci si riprendeva o forse no, forse era solo per fare i romanticoni.

SIDE B

1st track_Green Day “Basket Case” 1994

Un pezzo felice che ti tira su il morale quando sei giù e che tutti canticchiano con te. La tristezza è stata scacciata grazie all’erba, una perdita di controllo spensierata dove non c’è più spazio per la paranoia.

2nd track_Metallica “Nothing Else Matter” 1992

Altro brano strappa lacrime che parla d’amore ma anche di rifiuto della società “never care for what they say”, quello che conta ed è molto importante da capire è che la vita è nostra e possiamo fare quello che volgiamo anche se gli altri non ci capiscono.

3rd track_The Clash “Should I Stay Shoul I Go” 1981

Melodie punk un po’ datate certo ma che aiutano a uscire dalla tristezza e a divertirsi ballando con gli amici. Un classico che non si prende troppo sul serio, che si pone domande e non da risposte ma apre possibilità.

 4th track_The Doors “Light my Fire” 1966

Un intramontabile successo psichedelico che parla d’amore e acidi. La perfetta armonia di musica e parole aiuta a scacciare via tutti i problemi e i brutti pensieri e a immergersi in un universo sognante.

5th track_R.E.M “Loosing my Religion” 1991

Un classico di musica leggera che parla dell’insicurezza, di non sapere mai se si ha fatto o detto abbastanza, se si poteva fare meglio, se si aveva visto o pensato giusto. Una serie d’interrogativi che non vengono risolti ma quello che era solo un sogno era solo un sogno.

6th track_The Cure “Friday I’m in Love” 1992

Una canzone allegra che aiuta a superare la settimana di scuola in attesa del venerdì quando si è nello stato d’animo dell’amore, quando qualcosa è finito e qualcos’altro sta per cominciare. Voglia di rinnovamento e di felicità.

Charlie

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