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Le 10 fasi d’ansia del ritardo mestruale

È capitato a tutti almeno una volta: il ritardo mestruale rappresenta per lui e per lei uno dei momenti di maggior angoscia esistenziale della vita.

Nella maggior parte dei casi si conclude con un lieto fine, mentre per gli altri sfocia nella tragedia della gravidanza. Analizziamo qui le fasi ansiogene che si presentano quando il ritardo mestruale fa capolino nelle nostre vite.

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Ecco le fasi d’ansia del ritardo mestruale

#1. 0-5 giorni – Tranquillità

Lei: “Toh, sono in ritardo di qualche giorno, beh mi è già capitato.”

Lui: “Ma si, un piccolo ritardo non significa nulla.”

#2. 5-10 giorni – Lieve preoccupazione

Lei: “Mmm strano, è passata più d’una settimana, spero di non essere incinta.”

Lui: “È normale vero? È normale? No ma è normale? Le ho dato solo due colpi senza preservativo, mica si rimane incinta in sto modo.”

#3. 10-15 giorni – Alta preoccupazione

Lei: “Merda qui la cosa si fa seria, speriamo sia uno di quei casi di ovulazione saltata”

Lui: “Oddio, oddio, oddio, quindici giorni… quindici giorni! Lo sapevo che non dovevo fare il salto della quaglia, lo sapevo. Speriamo che sia solo un mega ritardo, speriamo sia solo un mega ritardo!”

#4. 15-17 giorni – Paura

Lei: “Cavolo i test di gravidanza non confermano nulla, forse è meglio andare dal medico.”

Lui: “E se è davvero incinta? Cosa faccio? COSA FACCIO? Col cavolo che andiamo dal medico, che poi viene fuori che è davvero incinta. Calma, calma e stai tranquillo… c’è sempre l’aborto.”

#5. 17-18 giorni – Rabbia

Lei: “Cazzo non arrivano più, ma mi dovevo far ingravidare proprio da quel fallito?”

Lui: “Perché? Perché? Perché uno non può fare sesso liberamente senza rischiare di rovinarsi la vita? Dannato mondo, Dannata procreazione! Dannato ritardo mestruale!!! Io vi maledico!”

#6. 18-20 giorni – Rifiuto

Lei: “No non può essere vero, non può essere vero.”

Lui: “Non è mio figlio, sono sicuro che mi tradiva in quel periodo quella zoccola. Figurati se è mio figlio, anzi, sono sicuro di essere sterile dopo la pallonata che ho preso a calcetto lo scorso anno. Ma io le piazzo un bel test del DNA e poi vediamo com’è la questione.”

#7. 20-22 giorni – Disperazione

Lei: “Dovrò abbandonare l’università, ma perché non sono stata più attenta?”

Lui: “NOOOOOOOO!!! NOOOOOOOOO!!! È finita, la vita è finita, non potrò più fare nulla, non potrò uscire, non potrò giocare alla Playstation! E i soldi? La vita è finita!!! NOOOOOOOO!!! Perché, perché a me? PERCHE’ PROPRIO A MEEEE!!!”

#8. 22-24 giorni – Delirio mistico

Lei: “Ormai ci vorrebbe un miracolo.”

Lui: “Ciao Dio, ascolta: è un po’ di tempo che non ci sentiamo, sai ho avuto da fare, ma ti prometto che se con la tua grazia fai sì che non sia incinta io non scoperò mai più in vita mia, mai più, lo giuro!”

#9. 24-26 giorni – Accettazione

Lei: “Spero di essere una brava madre, di dargli tanto amore.”

Lui: “Quasi un mese, mi sa che oramai me la devo mettere via. Io: padre. Incredibile! Beh almeno potrò giocare con lui con i lego senza sentirmi uno sfigato, o provarci con le mamme dei suoi compagnucci di scuola. Oppure potrei suicidarmi.”

#10. 26-28 giorni – Gioia splendente di mille soli

Lei: “Era solo un’ovulazione saltata, che sollievo.”

Lui: “SIIIIIIIIIIII!!! LA VITA E’ BELLISSIMA!!! CHE FELICITA’, CHE GIOIA INCOMMENSURABILE!!! SALVE UCCELLINI, SALVE CIELO AZZURRO, ECCO QUI L’UOMO PIU’ FELICE DELLA TERRA!!! SIIIIIIII!!! TI AMO MONDO, TI AMO VITA; TI AMO UNIVERSO!!!”

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La sera

-lei: L’abbiamo proprio scampata bella.

-lui: Già, sono al settimo cielo, Che ne dici di fare l’amore per festeggiare?

-lei: Perché no? Hai i preservativi?

-lui: No ma tranquilla, so controllarmi io.

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