Tipi umani

I tipi umani delle ragazze che postano le foto delle vacanze sui social

Il titolo di questo post è decisamente macchinoso, perciò, potrei, renderlo, tutto; macchinoso; con punteggiatura: a cazzo. Ma non lo farò, scrivo già abbastanza male di mio. La questione fondamentale è che l’estate è ancora in mezzo a noi -anche se per fortuna questa bassa pressione sembra in grado di levarcela dalle balle- e tutti continuano a postare le foto delle loro mirabolanti inenarrabili vacanze, talmente belle e irripetibili che sono solo uguali alle precedenti dieci. Per questo motivo torniamo alla ribalta con il format che ci ha resi famosi in tutto il mondo tranne le terre emerse: i tipi umani. Via col proiettore.

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#1. La P.O.V

Si proprio lei, la P.O.V. (acronimo di point of view per coloro che non frequentano i siti giusti) colei che ama immortalare quei due stecchi che si ritrova sotto le anche che grazie alla prospettiva assumono le fattezze di tonici e snelli wurstel appena cotti. Non solo, la P.O.V. Si è cimentata negli ultimi anni in nuove mirabolanti varianti: foto dei piedi, della scollatura del pube e del culo mentre è supina, che tra l’altro richiede una notevole elasticità, quindi complimenti.

#2. La bulimica

Quella che mantiene invariato il soggetto delle sue foto tutto l’anno: il cibo. In estate aumenta però il numero delle foto pubblicate, semplicemente perché ha meno da fare del solito. Quindi la bacheca viene invasa da duecento milioni di foto di piatti diversi, che va benissimo, ma se voglio vederle mi compro un libro di ricette, almeno le foto sono più carine. Una variante divertente sarebbe se pubblicassero le foto di ciò che mangiano dopo averle espulse per via rettale, ma attualmente sembra un sogno lontano dal realizzarsi.

#3. La costumata

Quella che rallegra la bacheca di facebook sfoggiando foto in bikini. La cosa curiosa è che anche le ragazze di solito meno tendenti ad essere vanesie sui social faticano a resistere alla tentazione di pubblicare una foto che le ritrae con il culo più sodo del solito. Comunque la cosa importante da dire su questo punto è che i ragazzi si masturbano guardando queste foto. Nessuno lo ammette ma è così. Quindi grazie.

#4. L’artista concettuale

Quella che in vacanza è sempre alla ricerca del particolare più insensato, da fotografare e riempire di significati grazie a quella cosa insopportabile che non esiste ma si chiama simbolismo. Questa Marina Abramovic dei poveri, pur essendo la Abramovich stessa già dei poveri, merita di essere segnalata come spam.

#5. L’innamorata

Una volta succedeva questo, qualche coppia di parenti o di amici tornava dalle vacanze con un pacco di diapositive e tu dovevi subire la tortura di guardarle tutte che neanche Alex DeLarge. Ora questa tortura devi subirla ogni volta che prendi in mano il cellulare. L’innamorata infatti non si sforza nemmeno di pubblicare foto di qualche palazzo decente, ovvero non costruito dopo il 1930, ma si accanisce nel proporre foto del suo moroso appena sveglio, appena uscito dalla doccia, appena venuto, appena scottato, ecc… ecc… Cose insomma che interessano a tutti.

#6. La fotografa

Abbellire l’estate con orpelli al sapore di velleità non è mai stato così divertente. La fotografa quindi non può evitare di immortalare paesaggi suggestivi fottendosene degli ISO, della fuga prospettica e di qualsiasi basilare regola dell’iconografia occidentale. C’è solo da pregare che le cada la reflex in mare.

#7. La viziata

Quella che sostanzialmente è da maggio che pubblica trenta foto al giorno, da dodici continenti diversi e che a durata delle vacanze se la gioca con Paris Hilton. Abbellisce il tutto con importanti hashtag, tipo #sempreinvacanza #cittadinadelmndo #viaggiareismylife #travelovers e tutte altre cagate tipiche di chi non ha mai avuto a che fare con la tassazione a scaglioni.

#8. La studentessa sotto esami

Quella miseranda che si ritrova chiusa in casa con le tapparelle abbassate emulando la finestra sul cortile. Le sue foto sono tomi di procedura civile, anatomia, e di tutti quegli argomenti trattati dalle facoltà che meritano di essere chiamate facoltà. Sarebbe una preda facile da corteggiare vista la solitudine e la depressione in cui sguazza, ma probabilmente in questo periodo ha i peli sulle gambe più lunghi della barba di Tolstoj. Meglio aspettare la fine della sessione.

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