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Donare è come amare: perché concedere il lato B

Che cosa significa donare? La risposta sembra scontata, in realtà è foriera di complicazioni e ambiguità.

I cinici pensano che significhi “cedere”, privarsi di qualcosa, sacrificare ciò che è mio per renderlo tuo.

lato b

Poi ci sono i figli dei nostri tempi, convinti che il dono sia uno scambio. Dono qualcosa per ricevere qualcos’altro in cambio. Per queste persone, dare senza ricevere è come essere ingannati. La gente arida percepisce il dato come un impoverimento. Prima possedevo qualcosa ma poi l’ho donato.

I cattolici trasformano il dono in un atto di sacrificio e trovano la loro virtù nell’accettare questo sacrificio. Donare mi costa sofferenza e la sofferenza verrà sempre ricompensata. Addirittura è meglio dare che ricevere, perché il sacrificio mi vale il regno dei cieli, la gioia è la porta del maligno.

Non tutti sono così. Ci sono persone per cui dare è la più alta espressione di potenza. Quando dono esprimo la mia forza, la mia ricchezza e il mio potere e questo mi rende vivo e gioioso. Mi sento traboccate di vita e di felicità. Donare dà più gioia che ricevere perché in quell’atto mi sento vivo.

Applicato al sesso questo principio diventa ovvio.

Il culmine della funzione sessuale maschile è nell’atto di donare. Dona se stesso, il suo sesso e il suo seme. Non può fare a meno di darglielo se è potente. Se non può darglielo è impotente.

Per la donna il processo non è diverso, ma è più complesso.Anche lei si dà, apre tutto il suo essere; nell’atto di ricevere, dà. Se è incapace di questo atto, se può solo ricevere è frigida. L’atto di donare si ripete per lei oltre che nella sua funzione di amante anche in quella di madre. Dà al bambino che cresce in lei, dà il suo latte al neonato, gli dà il suo calore fisico. Non donare le sarebbe penoso.

Erich Fromm, nel suo best seller “L’arte di amare” si ferma qui. O per meglio dire, imbocca un’altra strada. Trasforma il dono in condivisione. La sfera più importante del donare non sta nelle cose materiali ma nel regno umano. Una persona dona all’altra la propria gioia, il proprio interesse, il proprio umorismo, la propria tristezza, tutte le espressioni e manifestazioni di ciò che ha di più vitale. In questo dono di se stessa essa arricchisce l’altra persona, sublima il senso di vivere dell’altro sublimando il proprio.

Per quanto mi riguarda, tutte queste belle teorie sull’amore e sul dono, fatte da un uomo con alle spalle due divorzi e un terzo matrimonio, sottendono solo la sua incapacità di farsi dare il culo.

 

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