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Dimmi come festeggi Capodanno e ti dirò chi sei

Capodanno si avvicina. Rispetto al Natale, dove è opportuno sorridere a chi ti fa gli auguri mentre tenti di ricordarne il nome, il 31 dicembre tutti si sentono liberi di essere se stessi. Per questo la varietà di modi con cui si festeggerà la fine del 2013 è tanto ampia. L’umanità ha molti difetti, ma sa divertirsi.

L’ultimo dell’anno coincide anche con la speranza che insieme al calendario cambi pure la nostra vita. In meglio, ovviamente. Come mi ha insegnato mia nonna però, passano gli anni ma il calendario rimane sempre quello di Frate Indovino. Con lui resteranno anche le piccole e grandi frustrazioni. Ma questo non è un buon motivo per non festeggiare il 31 dicembre sperando che un futuro migliore sia davvero vicino.

Perciò ecco una rassegna dei vari modi di passare il Capodanno. Ad ognuno corrisponde un’attitudine verso il domani, diverse aspettative, diverse scuse per essere ubriachi a mezzanotte.

 #1. Il cenone

Il più classico dei ritrovi di fine anno. Per chi vi partecipa la felicità è un bottone dei pantaloni che esplode. Si tratta di persone allegre e crapulone, gente che il 27 dicembre riporta al negozio i libri ricevuti a Natale e chiede se è possibile scambiarli con bottiglie di vino. Per loro l’anno nuovo sarà felice solo se si presenterà a bordo del furgoncino di una salumeria. Il cenone subisce la crisi economica, ma non quella morale. Perché si basa sull’infallibile assunto per cui, chiunque sia lo sconosciuto accanto a te, dopo il prossimo brindisi diventerà certamente tuo amico.

 #2. La settimana bianca

E’ il ritrovo degli sportivi, di quelli che misurano la qualità della vita con il numero di volte in cui hanno sciato durante l’inverno. Una casta a cui può accedere solo chi risponde affermativamente alla fatidica domanda: “Sai sciare?”. Al 2014 chiedono una mandria di slavine che uccida gli sciatori inesperti e qualche grizzly per movimentare le loro escursioni fuori pista. Una compagnia da evitare se non ci si sente almeno un po’ yeti.

#3. La piazza

Non sono solo i cinquantenni a ritrovarsi in piazza per il concerto di Dolcenera la notte del 31. Gli under50 risultano però sospetti. Per due motivi: il primo è che conoscono sul serio i pezzi dei cantanti sul palco. Il secondo è che non puzzano di spumante. Il loro 2014 ideale è un anno in cui Carlo Conti continua a condurre L’Eredità e Radio Italia riporta in auge Riccardo Fogli. Sono anche il motivo per cui vostro padre vi biasima. Li ha scorti in mezzo alla folla la notte di Capodanno e si è chiesto perché loro si divertono con le proposte dell’Assessorato alla Cultura e voi con l’Havana Cola.

#4. I viaggiatori

I viaggiatori non riescono a sentire lo spirito della festa se non spendono almeno 500€ per andare una settimana a Tallin. Un Capodanno casalingo, per loro, è come una vacanza senza Lonely Planet. Rifuggendo il mainstream, evitano città sopravvalutate come Parigi o Londra, preferendo passare la notte del 31 nelle campagne della Polonia orientale. Per loro la felicità è inviare coincisi sms di auguri agli amici, accennando ad avventure mirabolanti con fighe slave e contadini imbevuti nella vodka. La verità è che stanno invidiando il vostro cenone.

#5. Da soli in casa

Se davvero avete un amico solo in casa la notte del 31, vergognatevi e tiratelo fuori di lì. Sappiate che, se accenderà la tv sul countdown di Rai Uno o Canale 5, sarete ritenuti responsabili.

#6. Last Minute

C’è anche chi del Capodanno se ne frega. Proprio gli stessi che a metà pranzo di Natale hanno avuto un attacco epilettico per i troppi auguri. Sono comunque persone abbastanza adattate da accettare il primo invito che passa e, una volta alla festa, ubriacarsi fino a non ricordare più il proprio orientamento sessuale. Per loro la felicità è non dover mai dire “Buon anno”.

#7. La discoteca

Sono gli eroi della razza piselluta. Gente che per 365 giorni l’anno vive pensando alla copula. Hanno come obiettivo quello di festeggiare la mezzanotte avendo già collezionato due pom*ini e un rapporto completo nei bagni del locale. Vivono il Capodanno come la massima espressione di un normale sabato sera. Alle lenticchie e lo spumante hanno sostituito Avicii e il tavolo prenotato con un mese di anticipo. Per loro, nonostante le apparenze, la felicità non è l’atto sessuale in sé. Ma poter gridare insieme al DJ “Chi non scopa a Capodanno, non scopa tutto l’anno!”.

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