Sesso

Del perché i siti porno ci hanno rovinato la vita

Una settimana fa sono andato a fare il richiamo del vaccino antitetanico. La dottoressa era piuttosto attraente.

  • Lei ha figli piccoli?
  • No no…
  • Ha intenzione di averne a breve?
  • No, in realtà no.
  • Ne è proprio sicuro?
  • Beh si, per il momento non ci penso.
  • Si sta chiedendo perché glielo sto chiedendo?
  • Effettivamente me lo sto chiedendo.
  • Perché se voleva fare una prova potevamo farla adesso.
  • Beh una prova si può sempre fare.
  • Allora si abbassi i pantaloni e tiri fuori la sua siringa…

Una settimana fa sono andato a fare il richiamo del vaccino antitetanico. La dottoressa era piuttosto attraente.

  • Lei ha figli piccoli?
  • No no…
  • Ha intenzione di averne a breve?
  • No, in realtà no.
  • Ne è proprio sicuro?
  • Beh si, per il momento non ci penso.
  • Si sta chiedendo perché glielo sto chiedendo?
  • Effettivamente me lo sto chiedendo.
  • Perché altrimenti le facevo anche il vaccino per la pertosse?
  • Per la pertosse?
  • Si, è mortale per i bambini piccoli.
  • No grazie, come accettato. Mi accontento di tetano e difterite…

Ora, entrambe le versioni sono vere, con la sottile differenza che la prima è accaduta nella mia testa, mentre la seconda nel mondo empirico. Questo, però, non significa che la versione dove la dottoressa ed io ci diamo dentro come conigli sia meno “reale” dell’altra.

Non voglio entrare nel merito della questione su cosa sia reale e cosa no, ma essendo dotato di un cervello alimentato da logica semplice sono portato a pensare che tutto ciò che scatena delle reazioni fisiologiche meriti di essere considerato reale, e l’incordatura ai testicoli provocatami dalla mia fantasia mi è sufficiente come prova.

Perché tutto questo?

Perché negli anni più vulnerabili della giovinezza, un amico di un mio amico mi diede un consiglio che non ho più dimenticato. “Vedi Andrea” mi disse “se la tua compagna di classe che ti piace tanto ha dimenticato le sue mutandine nel tuo zaino quando sei andato a fare i compiti a casa sua, o ti vuole scopare o il tuo zaino è così lercio che l’ha confuso con il sacco della biancheria sporca. Entrambe esistono, sia la realtà vera sia quella pornografica. Scegli sempre quella che ti fa più comodo.”

Io scelsi ovviamente la realtà pornografica, ma quando mi sono fatto trovare nudo dopo averla invitata a casa mia, ho ottenuto da lei solo urla di disgusto e svariate minacce di morte da parte del padre.

Ma quella volta fu un’azione giustificata; molti potrebbero mal interpretare un segnale del genere: non è mica cosa da tutti i giorni trovarsi le mutande della propria amata tra il quaderno di fisica e il manuale di latino. E poi il mio zaino non sembrava così sporco.

Quella lezione però mi fu utile, perché imparai a dare meno peso alla realtà pornografica parallela, che leggeva a suo modo ogni episodio della mia vita.

Poi venne la tragedia.

Poi venne internet.

In una vecchia puntata di Friends, Joey e Chandler erano riusciti a intercettare per puro caso un canale porno via cavo, e per paura di perdere tale botta di culo non spegnevano mai la TV. La visione perpetua di film hard li aveva portati a stupirsi del fatto che la cassiera del supermercato non gli concedesse una fellazione assieme alla tessera sconto.

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Quella che negli anni ’90 era una situazione limite, con l’avvento dell’ADSL è diventata la normalità.

Tutti possono ora accedere ad un tale quantitativo di materiale pornografico che nessuna generazione o popolazione nella storia dell’uomo era mai riuscita nemmeno ad immaginare. Se potessimo prelevare il Marchese de Sade dal settecento con una macchina del tempo, costui probabilmente si iscriverebbe all’Opus Dei dopo aver visualizzato la cronologia di un tredicenne qualsiasi dei giorni nostri.

Dal momento che la realtà pornografica (checché ne dica quella buon’anima di Voltaire) è il migliore dei mondi possibili, la questione dell’interpretazione dei fatti si riduce al modello a cui più siamo abituati, e il modello a cui siamo abituati in quest’epoca è quello porno, proprio a causa della facilità con cui si può reperire materiale hard in rete. Non solo, dal momento che la fruizione usa e getta dettata dal web ha condannato a morte gli sceneggiatori delle pellicole per adulti, la maggior parte dei video adesso risultano privi di trama, privi perciò dell’elemento fantastico che li distinguono dalla realtà vera.

Quando visionavo con i miei amici capolavori del cinema quali Banana Meccanica, Lezioni Anali, o il leggendario Cicciolina e Moana Mondiali, il meccanismo di identificazione con il dotato protagonista era legato prettamente alla dimensione fiabesca della pellicola. Anche le scene tratte dalle banali esperienze di tutti i giorni erano rappresentate con quel non so che di naïf tale da farmi comprendere la differenza tra la mia vita e quella di Ron Jeremy.
Ora invece tutto sembra improntato al P.O.V. (point of view) e alla simulazione di episodi quotidiani in versione hard:

-prendo il taxi, la tassista me la dà
-ho un taxi, la passeggera me la da
-vado dal medico, l’infermiera me la dà
-vado in palestra, l’istruttrice me la dà
-vado in un locale, una sconosciuta me la dà
-vado in Repubblica Ceca, tutte me la danno

Per carità, tutti tòpoi che hanno sempre caratterizzato le produzioni pornografiche, con la differenza che adesso non vi sono più luci di scena, non vi è più quel distacco tra realtà vera – fatta di leggi scritte e non – e realtà pornografica.
Senza dimenticare la funzione didattica. Molti sceneggiati in chiave Hard (Io, Caligola su tutti) mi hanno insegnato più cose sulla storia romana che qualsiasi testo scolastico.
Adesso si riprende con la GoPro battendosene le palle di scenografia, illuminazione, eccetera, e i video pornografici sono così realistici e in tale numero da lanciarci inconsciamente il messaggio che
le due realtà sono giunte ad una sintesi, che non vi è più distacco tra i due mondi, che la cassiera del supermercato, così come pensava Joey, è pronta a farci una bella irrumazione da un momento all’altro.
Ma non è così.

Questo genera frustrazione.

Questa è anche l’educazione sessuale dei ragazzini d’oggi. Chi glielo spiega poi che la compagnuccia non è detto sia in grado di eseguire un deep throat come si deve? O che se palpa la professoressa questa finisce in galera? O che se va in gita in Repubblica Ceca le bionde non lo fermano per strada per farsi dare una ripassatina?

È un ragionamento scevro da moralismo o da bassa nostalgia, ma è un dato di fatto che la realtà pornografica si è avvicinata molto di più alla realtà vera che la realtà vera rispetto alla realtà pornografica, generando camion carichi di aspettative non soddisfatte.

Ad esempio un paio di giorni fa un mio amico mi ha confessato, con un certo tono di gravità, che la sua vita sessuale in questo periodo è piuttosto insoddisfacente perché la sua fidanzata non riesce a squirtare; fino a un anno fa non sapeva nemmeno cosa volesse dire, adesso lo squirting e la sua assenza sono diventati tasselli fondamentali della sua relazione sentimentale.

Così la nostra familiarità con categorie quali creampie, double anal, rough, BSDM, fetish, bbc, swallow, threesome, dirty sanchez, peeing, bukkake, swingers, voyeur, gang bang, footjob, casting, eccetera, ci porta a considerare il rapporto sessuale classico – due giri dietro, due davanti e sigaretta – alla stregua di un bacino sulla guancia. Ma il rapporto sessuale classico, salvo rare eccezioni, è al momento ancora il più gettonato; bisogna accontentarsi per forza.

Perciò per tornare con i piedi per terra, ed evitare di rimanere delusi se la ragazza che ci piace non indossa una tutina in latex prendendoci a calci nelle palle, forse dovremo cercare di diminuire un po’ il consumo giornaliero di megabyte a luci rosse o perlomeno cliccare sulla categoria vintage per recuperare un più salutare effetto fiabesco.

Comunque alla fine la dottoressa del vaccino me la sono fatta davvero.

Solo che adesso ho il tetano.

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