Tipi umani

I 7 compagni di scuola che avresti voluto uccidere

compagni di scuola

Ah l’adolescenza, questa meravigliosa fase della vita piena di sogni, speranze, incertezze, brufoli. L’oltreuomo oggi cercherà di navigare attraverso l’oceano dell’età post-puberale. A qualcuno di voi scenderà una lacrimuccia, riconoscendosi nei tipi descritti, altri avranno voglia di sterminare i vecchi compagni di classe. Ah l’adolescenza, sweet sweet sixteen. Bando alle ciance.

I 7 compagni di scuola che avresti voluto uccidere

Lo sfigato

Frequentatore del liceo, il suo rendimento scolastico galleggia a metà tra la mediocrità e alcuni spunti di eccellenza. É il classico individuo colpito dal morbo della deformazione da crescita, braccia troppo lunghe, naso enorme e mento corto, leggera gobbetta, acne. Emarginato da tutti passa i pomeriggi chiuso in casa, guardando la De Filippi nel divano con la madre, sparandosi duecento pippette, fantasticando su impossibili riscatti sociali. A scuola viene continuamente dileggiato, ridicolizzato, evitato. La verginità lo accompagnerà fino all’università, dove finalmente toccierà il biscotto con una studentessa fuoricorso di scienze della formazione di 147 Kg. Da lì in poi comincerà ad acquistare un po’ di fiducia in se stesso, fiducia che durerà ben poco perché è destinato a perdere i capelli. Tornato al suo paese dopo l’esperienza universitaria si ritroverà a fare l’impiegato e ad avere come datore di lavoro il compagno di classe che più lo menava per il culo. C’est la vie.

La figa

Ah stupenda creatura che abiti le aule. Ah meravigliosa e calda gatta che benedici le sedie con il tuo scintillante culo sodo. Ah mio mistero, mia passione, fuoco dei miei lombi. Ah la figa della scuola. Che fantastica dea maledetta. Unico motivo di vita per tutti i maschi adolescenti, la figa della scuola è baciata da una bellezza fuori dal comune. Il suo corpo appena uscito dal cellophane è privo di imperfezioni, sodo come la felicità, abbagliante come le luci di san siro. Carina, gentile, dolce, educata, affascinante, bella, perfetta, penetrata dal maestro di sci. La figa è l’unico motivo che fa svegliare i maschi la mattina, che passano le ore di lezione cercando di modificare la realtà per trasformare un suo gesto naturale, come grattarsi la schiena, in una dichiarazione d’amore rivolta a se stessi. É consapevole del suo fascino, non è consapevole dei litri di liquido spermatico che vengono prodotti grazie a lei. Nonostante ciò, rifiuta l’amore dei suoi coetanei, così banale e automatico, ricercando storie travagliate con improbabili quarantenni divorziati. Cinquantanni dopo, al bar sarà sempre e comunque leggenda.

Il Secchione

Bravissimo a scuola, grasso, preso per il culo, il secchione non ti passa mai le risposte giuste durante i compiti. Merita la morte.

La cessa

Occhiali, apparecchio fisso con elastici ai molari, capelli unti, culo floscio. Meraviglioso capolavoro di Picasso, la cessa riversa sui risultati scolastici tutto quello che la vita non le ha riservato, ovvero un aspetto che non provochi conati di vomito ad ogni sguardo. É protagonista di tutti i discorsi dei maschi suoi compagni, che passano il pomeriggio a giocare a: cose che faresti piuttosto di scopare (nome della cessa). «Rimming a Giuliano Ferrara!». Legge poesie di neruda, sogna il principe azzurro, combatte contro la superficialità, e perde. Una volta uscita dall’adolescenza apparecchio e occhiali spariranno, e si ricostruirà una nuova vita da bruttina ma scopabile cercando di nascondere ad ogni costo il suo passato da merda disumana (consegnando ancora una volta la vittoria alla superficialità).

Il bullo

Storia travagliata per il bullo. Padre alcolizzato, madre troia, e tutte quelle cose che fanno dire: «Beh se è così è perché ha avuto un infanzia difficile». Intanto il suo compagno di classe orfano stuprato dal patrigno l’estate va in Congo ad aiutare i bambini malati di Aids. Comunque il bullo pesta tutti, minaccia tutti, ha amici trentenni usciti di galera, crea complessi allo sfigato impedendogli di trascorrere la ricreazione in cortile, viene ripetutamente bocciato. Si scopa anche delle discrete fighe, attratte dall’uomo forte, dal guerriero, dal ribelle. Vedrà il suo ruolo crollare dopo l’adolescenza quando ritrovatosi senza una lira scoprirà nell’alcol l’unico rimedio alla sua ignoranza.

Il figo

Il figo è supersicuro di se. Bello, stiloso, genitori ricchi, decente a scuola. Si fa tutte le fighe del liceo, la sua vita è in discesa come uno scivolo dell’acquasplash, ma con le fighe al posto dell’acqua. Invidiato da tutti, amato da tutte, insomma, un felice. Ma la felicità non ha storia. Una volta iscritto all’università perpetrerà il suo copione fino alla nausea, lavorerà nell’azienda del padre, ecc…

 Il politicamente impegnato

La politica e la sua vita dopo le canne. Rappresentante di classe, d’istituto, dei genitori, si candida a qualsiasi cosa proponendo libertà e lotta il fascismo. Organizza occupazioni a nastro per i seguenti motivi: carta igienica rosa, spifferi dalle finestre, riscaldamento troppo, alto, eccessivo costo dei distributori. Bardato di rosso smarona le palle a tutti con progetti di fanzine, incontri con intellettuali, e duemila altre cazzate. Finirà al Dams.

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