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BRITNEY SPEARS E LE ALTRE: LE 8 TEEN IDOL CHE HANNO RESO GLI ANNI NOVANTA VERAMENTE PESSIMI

Qualche giorno fa è uscito il nuovo album di Britney Spears, Britney Jean. Sì, Britney Spears. Quella che nel 1999 cantava Baby One More Time con quei batuffoli rosa e pulciosi in testa. Quella che agli MTV Video Music Awards si è presentata con un pitone giallo sulle spalle, proseguendo il felice filone zoofilo inaugurato da Cicciolina. Quella che si è drogata da fare schifo, si è rasata la testa e ha fatto brutto ai paparazzi. Dopo essere stata uno dei quattro giudici di X Factor USA (per la cronaca: durante il programma ha dato sfoggio della sua parte migliore, mostrando al mondo come anni di abusi, di scandali e di video con tutine di latex l’abbiano resa adorabilmente cinica e completamente scazzata) torna con questo nuovo disco, che Rolling Stones ha già consacrato come il disco pop migliore dell’anno, con buona pace per Lady Gaga e Katy Perry (ma che in realtà si sta già rivelando come uno dei flop più clamorosi nella storia della discografia).

Quando penso a Britney, mi viene in mente una folta schiera di cantanti per teenager dai capelli biondi e dalla pancia piatta che mi hanno fracassato i timpani e scassato le balle per un mesetto abbondante nel 1998 o giù di lì, per poi svanire (quasi tutte) in una bolla di sapone. L’elenco che segue, assolutamente incompleto, contiene alcuni nomi delle teen idol che sono arrivate subita prima o subito dopo Britney, così come me le ricordo io. Per ognuna di loro ho selezionato i video più rappresentativi, nelle quali le nostre danno sfoggio di un oggetto di moda imbarazzante tipicamente anni Novanta. Perché, anche se non è facile ammetterlo, molto spesso, quando si parla degli anni Novanta, io penso a loro, visto che all’epoca ero una preadolescente bruttina e con tanta voglia di integrarmi, e quindi, per sentirmi un po’ cool, dovevo necessariamente ascoltarle. E osservando oggi, con un pizzico di consapevolezza in più, l’infimo livello della loro musica e le loro più che discutibili scelte di stile, capisco improvvisamente perché i miei anni Novanta sono stati così difficili.

#1. Billie, Girfriend

Billie Piper, o più semplicemente Billie, è stata in qualche modo la risposta inglese alle bamboline pop americane. Carina, biondina (come praticamente tutte le cantanti presenti in questo elenco), aveva però un viso vagamente scimmiesco. Me la ricordo in questo video del 1998, il quale, ovviamente ricalca i soliti cliché: ci sono le ragazze fighe, ci sono i ragazzi fighi, ci sono i balletti fighi, ci sono un sacco di smorfiette, sguardi d’intesa, risate, situazioni irreali e decisamente cool (per gli occhi di un dodicenne). La canzone, anche lei è trita e ritrita: il ritornello catchy, lo special un po’ rap. Tutto sotto controllo, insomma. Lei, Billie Piper, si è riciclata come attrice, ottenendo un discreto successo nella serie Secret Diary of a Call Girl, Diario di una squillo perbene, dove interpreta una squillo. La serie era pure carina.

Oggetto imbarazzante anni Novanta: i pantaloni orrendi cascanti e con gli elastici, fatti di quel tessuto che non andava stirato.

#2. Jennifer Paige, Crush

 

Ve la ricordate Jennifer Paige? Ha fatto praticamente solo questa canzone, nel 1998. Aveva una figaggine molto americana, un po’ alla Kelly di Beverly Hills, dai capelli con cinque diverse tonalità di biondo e con un opinabile colore di rossetto. In radio si è sentito per un po’ anche il singolo successivo a questo, Sober. Dopo di che, della cara Jennifer si è persa sostanzialmente ogni traccia.

Oggetto imbarazzante anni Novanta: la canotta aderente camouflage indossata dalla comparsa.

 #3. Lene Marlin Unforgivable Sinner

Lene Marlin non era né americana né inglese: era, mi pare, norvegese. Scalò le classifiche con questa canzone del 1998, Unforgivable Sinner. Nel video, lei si trova in una stazione bluastra e bianca e sfoggia un imbarazzante caschetto fatto male, che salta subito all’occhio insieme allo spazietto davanti dei denti.

Oggetto imbarazzante anni Novanta: quella collanina girocollo effetto tattoo, più simile ad un collare che altro, davvero ributtante, che però avevamo tutte, davvero tutte.

#4. Anouk, Nobody’s Wife

L’olandese Anouk era (probabilmente lo è ancora, ma è più probabile che abbia spagnottato tre o quattro bambini e che ora faccia la casalinga) una cantante che nel 1997 ha fatto uscire un singolo, Nobody’s Wife, accompagnato da un video dove lei fa la rocker troppo incazzata roteando la chioma bionda ed indossando i pantaloni della tuta con le bretelle penzoloni. I suoi momenti da dura vengono alternati a primissimi piani della sua bocca, tanto che si vedono ogni tanto i filetti di bava. Però c’è da dire che Anouk rimaneva, nonostante queste discutibili scelte registiche, una grande gnocca.

Oggetto imbarazzante anni Novanta: treccine che partono dall’attaccatura dei capelli e arrivavano più o meno a metà testa. Orripilanti.

#5. Christina Aguilera, Genie In a Bottle

Come non includerla in questa lista? Christina Aguilera è stata la competitor più agguerrita di Britney, quella che era sempre un passo indietro a lei pronto a farle lo sgambetto e superarla. Tra tutte le bamboline teen è stata, forse, la più fortunata e la più sfortunata. Vi spiego perché.

Dopo Genie In a Bottle, nel 1999, ha fatto un successo clamoroso, buttando fuori una serie infinita di singoloni da classifica (per citarne alcuni: What a Girl Wants, Come on Over (All I Want Is You), Beautiful, Ain’t No Other Man…). È stata in qualche modo la versione un po’ più sofisticata ma ugualmente pop di Britney Spears: merito senz’altro di quella voce un po’ blues. Poi improvvisamente le sono capitate una serie infinita di sfighe: oltre ad essere diventata un barilotto, è successa quella cosa imbarazzante ai funerali di Etta James: mentre cantava le sono venute le sue cose, e si è visto un drammatico rivoletto di sangue solcarle il polpaccio-cotechino. Che incidente bizzarro.

Oggetto imbarazzante anni Novanta: il top con le frange che lascia scoperta la pancia. Quando ancora poteva permettersi di lasciarla scoperta.

#6. Avril Lavigne, Complicated

Avril Lavigne ha costituito l’ideale di trasgrescio di alcuni adolescenti troppo pieni delle stronzate inculcate da Dawson Creek e OC per ragionare lucidamente sul mondo. Rispetto alle altre teen idol presenti in questo elenco, Avil arriva leggermente dopo: è infatti del 2002 il suo singolone, Complicated, accompagnato da un video dove lei si dedica a frizzanti marachelle in compagnia della sua band, correndo dentro un supermercato, facendosi beffe dell’uomo hot dog e rubando una patatina fritta al pulotto – troppo pazza! In bilico tra pop, punk e inutilità, Avril Lavigne è stata il modello deviato per molte ragazzine che si sentivano troppo ribelli, nonché l’oggetto erotico di alcuni ingenui adolescenti, alle prese con i primi bollori che dovevano faticosamente essere gestiti.

Oggetto imbarazzante anni Novanta (Duemila): gli scaldamuscoli a righe nere e bianche.

#7. Jessica Simpson, I Wanna Love You Forever

Tra tutte le bamboline teen, Jessica Simpson è, sinceramente, quella che mi stava più sulle palle. Sarà stato il fatto che aveva proprio l’apparenza di una barbie bionda con gli occhioni vitrei, sarà che le sue canzoni, o perlomeno quelle che mi ricordo, erano tutte una lagna straziante e melensa, ma la trovavo veramente irritante. La canzone che ho scelto, I Wanna Love You Forever, appartiene all’album d’esordio di Jessica, Sweet Kisses. Nel video c’è lei che gorgheggia, con tutto un repertorio di mossette fastidiose e un enigmatico fondale di girasoli giganti.

Oggetto imbarazzante anni Novanta: quella sbarazzina salopette di jeans.

#8. Mandie Moore, Candy

La canzone di Mandy Moore che ho scelto è Candy, tratta dal suo album d’esordio So Real, Il video ricalca i soliti stereotipi triti e ritriti: lei esce con delle amiche cesse per non sfigurare, flirta clamorosamente con il figo di turno, ad un certo punto parte il momento danzereccio e tutti ballano delle coreografie estremamente basic. Di questo video mi ha sempre colpito il modo in cui lei esegue con particolare enfasi il playback, tirando sempre la lingua esageratamente fuori quando deve pronunciare la lettera “L”.

Oggetto imbarazzante anni Novanta: impossibile scegliere. A pari merito vanno l’elastico legato sopra il gomito e i pantaloni con le tasche laterali.

 Sofia Marelli

 

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