Tipi umani

I 7 eroi della pausa caffè

Qualsiasi cosa tu faccia nella vita, avrai sempre a che fare con le pause caffè. Forse solo gli operai delle fabbriche cinesi non usufruiscono di questo piacere, e infatti stanno di merda. Non si tratta solo di un modo per riposarsi qualche minuto, è anche la via più veloce per tranquillizzarci sul fatto che per quanto il mondo là fuori cambi rapidissimamente, in fondo è sempre uguale. Perché i protagonisti delle pause caffè rimangono ogni volta gli stessi. Cambiano i nomi e le facce, ma i ruoli si ripetono continuamente, al massimo può variare la quantità di zucchero che versano nel macchiato.

Vediamo allora chi sono i 7 eroi della pausa caffè. Ci accorgeremo di conoscerli tutti, da sempre.

CAMERA CAFE 2011

I 7 eroi della pausa caffè

#1. La lamentosa

E’ quella che arriva in pausa sbuffando. Ha sempre qualche problema e mentre bevi il caffè ti versa addosso tutte le sue frustrazioni. Ciò che la lamentosa non capisce è che, se volessi soffrire per i drammi altrui, passeresti il tuo tempo libero guardando videoregistrazioni delle maratone Telethon. Se non lo fai, è perché vorresti essere felice almeno mentre bevi il caffè. Grazie alla lamentosa ciò è impossibile. In sua compagnia, puoi versare anche tre bustine di zucchero nella tazzina, ma la pausa sarà comunque amara.

#2. Lo scroccone

“Ci prendiamo un caffè?” “Sì, dai.” “Però me lo devi offrire, perché non ho soldi.” “Ah…va be’…” E ti riprometti che mai, mai più farai una pausa con quel accattone di merda. Perché dice di non avere mai una lira e quando ha dei soldi nel portafogli sono 50€ e “sai, preferirei non romperli.” Intanto spendi monetine su monetine per sovvenzionargli la pausa caffè e inizi a capire com’è che lui è riuscito ad avere un mutuo dalla banca, mentre tu vivi ancora dai tuoi.

#3. Il barista

Il barista è quella sorta di assistente sociale che sa farti sentire a casa anche al bar della stazione. Ti parla come se ti conoscesse dalla terza elementare e prepara il caffè come farebbe per un amico (in effetti, spesso gestisce anche l’emissione dello scontrino in maniera piuttosto amicale). Quella del barista è però una figura che rischia di sparire, sostituita dalla scritta “GRAZIE E ARRIVEDERCI” tipica delle macchinette automatiche. Peccato, perché la funzione sociale di questi personaggi è fondamentale: spesso sono le uniche persone a cagarci durante tutta la giornata.

#4. La chiacchierona

Ci sono pause caffè in cui vorremmo stare soli con noi stessi. Una parentesi di relax in mezzo all’ennesima giornata di merda. Ma c’è lei, la chiacchierona. Solitamente si tratta di donne affette da una disfunzione psicofisica per cui sono impossibilitate a porre un filtro tra la prima troiata che viene loro in mente e la produzione verbale. Questo smodato ricorso alla parola spazia nei campi più vari, dalla copertina del Chi di questa settimana all’impatto sul paesaggio delle pale eoliche. Se passata in compagnia della chiacchierona, il godimento della pausa caffè si riduce al livello di attenzione che prestiamo alle sue parole.

#5. Il pigrissimo

“E’ già finita la pausa? No, dai, facciamo ancora cinque minuti.” “Va be’, cinque minuti in più li facciamo anche, ma ricordati che lavori come medico del pronto soccorso e durante questi tre quarti d’ora di sosta in sala d’attesa sono già morti tre pazienti.” Il pigrissimo non si cura delle conseguenze delle proprie azioni, vuole solo rimanere al bar e perdere ancora un po’ di tempo.

#6. Il timido

Il timido è quello che sta lì perché ci dispiaceva lasciarlo solo mentre tutti fanno pausa. Gli altri socializzano e lui fa a gara con il distributore automatico a chi rimane più zitto. Odia questi momenti in cui si sente ridicolo come l’opzione “the caldo” nella macchinetta del caffè. Tuttavia sa che l’alternativa sarebbe la solitudine non solo mentale, ma anche fisica. E non si berrebbe neppure il cappuccino.

#7. La figa

Se facciamo una pausa caffè, si suppone si tratti di una parentesi in mezzo ai nostri impegni. Proprio perché il cervello è dedicato quasi interamente alla routine quotidiana, ogni volta che scorgiamo una ragazza carina proviamo uno shock emotivo. E’ la figa, ovvero l’unica contropartita con cui baratteremmo il macchiato che stiamo bevendo. Lei, conscia degli sguardi su di sé, se la tira come se ce l’avesse tempestata di diamanti. E fa bene. La pausa caffè è il momento della giornata in cui si consumano scopate platoniche con ragazze che probabilmente, incontrate una sera in centro, non ci piacerebbero neppure.

Gli eroi della pausa caffè sono loro. Il copione è sempre identico. Il filosofo Eraclito diceva che tutto muta e che nulla rimane uguale a se stesso. Ma se nel 500 a.C. ci fossero già state le macchinette del caffè, non l’avrebbe sparata così grossa.

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