Natale

6 traumatici modi con cui hai scoperto che Babbo Natale non esiste

Quando ero piccolo non trovavo il regalo di Babbo Natale sotto l’albero ma era lo stesso vecchio barbuto a consegnarmelo con le sue mani. Arrivava in macchina alle 23.00 della vigilia, entrava in casa con il suo grosso sacco e mi consegnava il meritato pacco.

Solo una volta mi portò ciò che gli avevo chiesto nella letterina, ma il vero dono era la sua presenza, perché i miei compagnucci di classe non l’avevano mai visto, mentre da me veniva ogni anno.

Più tardi venni a sapere che non era altri che il papà di un mio amico, celato sotto un bellissimo costume da Babbo Natale, che mi portava i regali con la complicità dei miei genitori. Cazzo mi viene da piangere.

Va beh, poi un maledetto dicembre scoprii la verità e il mondo mi crollò addosso. Da quella volta non ho più creduto in niente, neanche a Renzi. Ecco qui una bella lista per ricordarci in che modo abbiamo perduto per sempre la nostra innocenza.

(kefka85.wordpress.com)

Ecco la lista dei modi traumatici con cui abbiamo scoperto che Babbo Natale non esiste

#1. L’amichetto che conosce la verità

Dio aveva detto di non mangiare la mela da quel cazzo di albero della conoscenza, invece niente, il vostro compagno di classe nelle vesti di una bulimica Eva ne aveva mangiate a dozzine e aveva già scoperto tutto. È lui, tra una ricreazione e l’altra, ad avervi insinuato nella testa il seme del dubbio, ad avervi rivelato che Babbo Natale non esiste, che è tutta un invenzione per distrarci dal fatto che non avremmo mai avuto una pensione. Maledetto rovina-sogni, non poteva lasciarci la fede ancora un anno? Però mi sa che sulla questione delle pensioni non aveva tutti i torti.

#2. Il fratello più grande

Il fratello maggiore è stato la causa della fine della felice ignoranza di molti di noi. Nonostante fosse stato ordinato a loro di non rivelare assolutamente nulla riguardo la truffa, finiva sempre che durante una litigata per il controllo di qualcosa, tipo il telecomando o la pistola del papà, i maledetti utilizzassero il colpo basso della rivelazione di Babbo Natale per annientare le difese del fratellino. Oppure semplicemente per infliggere a qualcun’altro la violenza subita a loro volta quando scoprirono tutto. Quando sentite che due fratelli non si parlano per anni per questioni di eredità o altre cazzate sappiate che il vero motivo dell’astio è stato questo, nulla è più terribile.

#3. I film

Miracolo nella 34ª strada. Oltre ad essere un film di merda ha rovinato l’infanzia di moltissimi bambini. Immagino i genitori ingannati dalla pubblicità. “Che bello, un film di natale, lo guardiamo insieme Alfonsino eh?”. Ma mostrare Miracolo nella 34ª strada a tuo figlio è un errore più grosso che chiamarlo Alfonso, con quella spocchiosetta di Susan che conosce la verità e tutta la storia del vecchio che si crede il vero Santa Claus e viene internato. Quel film insegna due cose, che Babbo Natale non esiste e che l’unica cosa in cui credere nella vita è un buon avvocato.

#4. Trovare i regali

Trovare i regali è stata la scintilla che ha acceso il fuoco del dubbio nella testa di molti bambini. Anche perché il giorno di natale i doni lasciati da Babbo Natale sotto l’albero erano esattamente gli stessi trovati nascosti nell’armadio dei genitori. I casi erano due: o la fabbrica di giocattoli del Polo Nord era stata temporaneamente chiusa in attesa di delocalizzare tutta l’azienda in paesi del terzo mondo a causa dell’alto costo della manodopera degli elfi, o tutta la faccenda era una farsa bella impacchettata. Entrambi erano veri.

#5. Il maestro

Può sembrare incredibile ma molti maestri sono sadici a tal punto da rovinare l’infanzia di intere classi come dimostrato qui e qui. È un bel colpo, perché con una sola frase si può rovinare la vita di decine di bambini. Tendenzialmente i maestri che hanno compiuto questi atti di scelleratezza sono stati denunciati dalle famiglie dei piccoli scolari, che hanno rovinato con querele dalle richieste milionarie il natale dei maestri e di tutte la loro famiglie per anni e anni, ristabilendo l’equilibrio che lo spirito natalizio pretende.

#6. Trovare la letterina

Questo è il modo con cui l’ho scoperto io. Ricordo che era il 27 gennaio 1994 e insospettito da numerosi indizi sulla faccenda Babbo Natale, mi arrampicai sulla credenza alla ricerca di prove. In cima trovai la mia letterina, la mia innocente, dolce, tenera letterina. In quel momento non mi resi conto di aver aperto il vaso di Pandora, anzi, ero viscidamente eccitato e malvagiamente felice di aver scoperto finalmente la verità. “Credevano che fossi uno stupido? Credevano che sarebbero riusciti a prendermi in giro ancora per molto tempo? Si sbagliavano di grosso, nessuno me la fa. Lo sapevo che non esisteva quel vecchio con la barba, solo i cretini possono credere a una cosa così stupida. Ah ah che idiota che sono stato!” pensavo sorridendo nella mia boria. Corsi da mia madre per rivelarle che le avevo fatto tana, che l’avevo smascherata. Immaginavo già la sua difesa, e i suoi patetici tentativi di convincermi che esisteva davvero, che la letterina l’aveva dimenticata per sbaglio quando mi aveva portato i regali o cose così. Stava stirando una camicia quando le dissi che avevo scoperto tutto, che Babbo Natale non esisteva, che avevo risolto il loro inganno, raggiante d’arroganza come quando Lucifero osò guardare Dio negli occhi. La sua reazione non fu quella che mi aspettavo. Mi fissò con sguardo severo, attese un po’ per rispondermi, un istante che sembrava non finire più, e con una freddezza a lei inconsueta mi disse: “Sarai contento adesso, benvenuto nel mondo degli adulti!”

E voi? In quale traumatico modo l’avete scoperto?

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