Seduzione

L’abbordaggio dell’italiano alla straniera in 5 mosse

Sabato sera sono andato in una sorta di birreria. Potremmo definirlo un “ristopub”, se questo nome non portasse alla mente cinquantenni arrapate che fanno le zoccole cantando “Il Cobra” al karaoke. Come sempre, mi sono guardato attorno. Mi terrorizza finire in posti pieni di gente più giovane di me, che con il loro atteggiamento da bestiame in calore mi ricordano quanto fossi anch’io così qualche anno fa.

Accanto al mio tavolo ce ne erano altri due: in uno sedevano due ragazze chiaramente straniere – inglesi, credo – nell’altro tre ventenni che corrispondevano proprio a ciò che speravo di non incontrare. L’abbordaggio di questi ultimi alle prime è stato inevitabile e qui lo descrivo. C’è molto da imparare.

#1. “Hey, girls, where are you from?”

Le straniere vanno pazze per i ragazzi nostrani che imitano lo stereotipo del maschio italiano. Se i tre sacchi pieni di ormoni seduti al tavolo avessero tentato un approccio così banale nei confronti di due italiane, avrebbero ricevuto solo occhiate cariche di pietà. Invece le due inglesi hanno trasferito le loro testoline bionde al tavolo dei ragazzi. E’ proprio vero che all’estero ci sono molte più opportunità che in Italia.

“E’ sempre così dannatamente facile…”

#2. “We cook very good”

I tre ragazzi sapevano che le straniere si indispettiscono di fronte a un italiano che padroneggia la lingua inglese. Loro vogliono il caratteristico accento che hanno sentito per la prima volta tre anni prima, quando un tizio con la t-shirt rosa in vacanza a Londra in discoteca ha detto loro: “Ai uont to meic a limoneid uit iu.” E subito dopo ha infilato la lingua nella loro bocca. Così, i tre ragazzi si sforzavano di parlare un inglese più stentato di quello di Sorrentino la notte degli Oscar. Inoltre, un italiano, per qualificarsi come tale agli occhi di una straniera, deve per forza conversare toccando i seguenti punti:

  1. “Quanto amo cucinare il nostro buon cibo”;
  2. “Quanto amo il bel tempo tipico della nostra penisola”;
  3. “Quanto amo il bel vivere italiano”;
  4. “Quanto amo l’idea di scoparti.”

I tre ragazzi adempiono ai loro doveri: sanno che le straniere li vogliono stupidi e recitano la parte in maniera più che credibile.

#3. La spartizione

Ma il maschio in calore non dorme mai. O almeno, non dorme prima di aver centrato l’orgasmo che si è prefissato come obiettivo della serata. Così, mentre le due inglesi schiamazzano come vitelli portati al macello, tra i ragazzi si consuma una silenziosa lotta di sguardi. C’è infatti un problema: una delle due straniere è quanto di più grazioso e scopabile abbia visto ultimamente, ma il corpo dell’altra riproduce perfettamente la forma di un Ovetto Kinder. Di quei tre maschi solo uno sarebbe riuscito a vincere il premio finale, gli altri al massimo possono trovare una delle 22 sorpresine da collezione.

#4. “I have a house near here”

L’italiano ha del genio nascosto. Bisogna solo utilizzare la leva giusta per farglielo esprimere: la figa, ovviamente. Così, quello che dei tre sembrava avere l’attività cerebrale più pigra, tra una puttanata e l’altra se ne esce con questa frase. Bravissimo, perché la pronuncia guardando solamente la gnocca da competizione. Lei non degna neppure di un’occhiata la station-wagon bionda che si porta appresso. Dice anzi che vuole assolutamente vedere la casa di lui e mangiare una “vera pasta italiana” (brava, magari in compagnia di un autentico mafioso. Idiota). Gli altri due ragazzi ammutoliscono. Nei loro volti si legge una sola domanda: “E ora dove diavolo scarichiamo il british cassonetto?”.

#5. “Bye!”

I cinque escono dal locale mentre anche io sono fuori a chiacchierare con un paio di persone. Il vincitore della serata si allontana trasportando il corpo idiota della preda sulla canna della bicicletta. Rimangono in tre. Uno dei ragazzi guadagna la medaglia d’argento dicendo che deve proprio scappare, domani mattina presto ha un impegno. (avesse vinto lui la gara per la figa, l’unico appuntamento della sua mattinata sarebbe stato bombarsela ancora una volta). Così restano in due: lo sfigato e la betoniera inglese che continua a parlare del cibo italiano, ignorando evidentemente che da un pezzo non siamo più al punto #2. In quel momento me ne vado anch’io. Per un attimo i miei occhi incrociano quelli del ragazzo. Lo sguardo è identico a quello del cane abbandonato in autostrada di una vecchia pubblicità progresso.

Ecco quindi cosa ci può insegnare la triste (per tutti, a parte quelli che hanno trombato) vicenda qui sopra descritta:

  • Rimorchiare non significa solo rimediare un rapporto sessuale. Vuol dire soprattutto evitare le amiche cesse;
  • Le straniere cercano lo stereotipo dell’italiano: imparate a preparare la pizza;
  • Gli amici migliori sono i senzatetto, che non possono scipparvi le ragazze. Le amiche migliori sono invece quelle brutte;
  • Nelle cose davvero importanti, avere un buon livello di inglese non serve a niente;
  • Frequentate solo pub vicini a casa.
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