Scuola / Tipi umani

I tipi umani dell’aspirante coinquilino

Cercare un nuovo coinquilino è un’impresa da assistenti sociali. Le vagonate di emarginati e svitati che si presentano alla tua porta quando pubblichi l’annuncio per un posto letto sono la plastica rappresentazione di come l’università italiana sia diventata un centro di recupero per il disagio esistenziale. Qualche settimana fa anche io ho postato un annuncio che proponeva la mia camera. Avrei potuto accettare il primo caso umano che si fosse fatto avanti, ma siccome i miei ex coinquilini sono soprattutto degli ottimi amici infilare un pazzo nel contratto d’affitto quadriennale sarebbe stato il tipico scherzo divertente, ma che dura troppo. Così ho valutato attentamente tutte le candidature e da lì ho sintetizzato i tipi umani dell’aspirante coinquilino.

N.B. La prima parte del post è dedicata alla tassonomia degli aspiranti coinquilini che si scartano da soli già via mail. La seconda a quelli che arrivano ai bootcamp, alle selezioni finali.  

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I tipi umani dell’aspirante coinquilino

 

Fasi eliminatorie

#1. Quello che non legge l’annuncio

“Ciao, io e un mio amico siamo al primo anno di Scienze della Comunicazione. Possiamo venire a vedere la camera?”

“Hai visto che l’annuncio dice SINGOLA?”

“Ah.”

Buongiorno, principessa.

#2. La richiesta impossibile

“Ciao. Senti, io vorrei fermarmi solo tre mesi, poi andare quattro mesi all’estero e infine riprendere la stanza per un altro paio di mesi, magari senza dover pagare l’affitto. È possibile?”

“Forse, in un universo parallelo.”

#3. Quello che contesta l’annuncio

“Nell’annuncio c’è scritto “NO MATRICOLE”. È ingiusto! Cosa cambia se sono matricola? Non è discriminatorio?”

“Sì, e allora?”

“Vaffanculo! Merda!”

#4. La svampita

“Ciaoooo!! Ho visto l’annuncioooo! Posso venire a vedere la casaaa??”

“Quando vuoiiiii…”

“Oook! Ma quanto dista dalla facoltà di architetturaaa?? Io studio lì!”

“…a Padova non c’è la facoltà di architettura…”

“Aaaah! Ho sbagliato! Scuuuusa! Pensavo fosse un annuncio per Venezia! Ihihihihi!”

#5. L’incerta

“Ciao. Ho visto l’annuncio. Senti, qualche domanda. C’è il wi-fi? E il giardino? E il riscaldamento funziona? C’è la tv? E il divano? In cucina avete il tavolo? I bagni hanno la doccia? E l’acqua calda?”

“No, guarda, i ragazzi qui sono tutti dei dolciniani convinti. Dunque nessuno dei comfort che hai citato è presente.”

“Ok, ma quindi quanto si paga di bollette?”

Questi sono i candidati che riescono nella difficile impresa di auto-scartarsi già via mail. Passiamo ora a quelli che aspettano le fasi finali per mostrare, come pavoni innamorati, tutto il variegato ventaglio dei loro disturbi psichici.

Fasi finali

#6. Il tirapacchi

Non si palesa all’ora dell’appuntamento. Dopo un po’ gli scrivi. “Hai per caso tirato il pacco?”. Lui visualizza. Ma risponde solo 48 ore dopo. “Sì, no, scusa, è che sono dovuto tornare a casa…sai, un’urgenza…non avevo neppure visto il tuo messaggio. Scusa. Posso ripassare?” “Dai, per stavolta facciamo di no.”

#7. L’esclusa

Arriva e subito ti implora di prenderla. Sono due mesi che cerca casa, per rispondere a tutti gli annunci ha mandato a monte una sessione d’esami. Ha le lacrime agli occhi mentre ti chiede di darle un posto ovunque, anche nello sgabuzzino. La storia commuove la tua sensibilità lampedusana, ma appena esce di casa ti chiedi perché nessuno la voglia. La puzza di ascella che infesta ogni stanza in cui ha messo piede risponde al posto suo.

#8. L’ospitale

“Oh, ma vi scoccia se ogni tanto si fermano dei miei amici a dormire qui?”

“No, ci sono sempre piaciuti i pigiama party.”

“Bene. Perché adesso cerco casa a causa del fatto che mi hanno cacciato da quella in cui abitavo.”

“Ah, interessante. Dicci di più…”

“È che da due mesi ospito cinque amici e insomma, ai miei coinquilini non va bene perché l’appartamento sarebbe per tre persone.”

“Ok, guarda, se vuoi ti do il numero di una ragazza che sta cercando alloggio disperatamente. Magari riesci a fare un po’ di spazio anche a lei.”

#9. Lo psicopatico

Si presenta in sandali e calzetto bianco. Giusto per mettere subito in chiaro chi hai di fronte. Si guarda sempre alle spalle, sbircia dietro ogni porta, cammina rasente al muro. La sua persona raccoglie più tic nervosi del DSM-V. Quando balbetta che sta per iniziare un dottorato in matematica diventa tutto improvvisamente chiaro.

#10. Il simpaticone

“Sì, ora ti mostro la singola…”

“Be’, preferirei mi mostrassi una single piuttosto che una singola.”

“…”

“No, dai. Scherzo, sono fidanzato…con me stesso!”

“Mi fa piacere. Questa comunque è la camera. Tieni conto che però la cassettiera è mia, quindi me la porto via.”

“Be’, che problema c’è? Ora i film si guardano in dvd, no?”

“…”

“Dai, scherzo. Anche io li scarico facendo il pirata su eMule, corpo di mille balene!”

“…”

Quando smetti di ridere per le travolgenti battute del simpaticone lo depenni dalla lista insieme a tutti gli altri disagiati. Sul foglio rimangano solo tre nomi. Tutte e tre persone a modo, sveglie, senza pretese di simpatia. Tutti potenziali ottimi coinquilini, uno vale l’altro.

Ed è lì che vince quella con le tette più grosse.

ATTENZIONE!!!

Non usare questo articolo fuori dal contesto di questo blog, i nostri lettori sono allenati a comprendere un linguaggio che altrove potrebbe venire frainteso

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