Oltreuomo Docet - 13 Gennaio 2014

Evoluzione socioculturale del telefono cellulare

Anche se oggi avere un telefono cellulare sembra per tutti una cosa normale, c’è stato un tempo in cui non era così. Per rinfrescare la memoria ripercorriamo assieme le tappe principali della telefonia mobile in Italia.

Era pre mobile.

Prima dei telefoni cellulari la necessità di comunicare a lunga distanza era colmata dagli apparecchi fissi. Questa tecnologia antiquata soffriva di tre enormi difetti:

– Fissità: il telefono nella geometria domestica era posizionato in luoghi di uso comune (salotto) o di uso privato ma genitoriale (camera dei tuoi) e quindi il suo utilizzo per chiamate personali era limitato ai momenti in cui la casa concedeva sufficiente privacy.

Imprecisione: attraverso il telefono fisso non era possibile raggiungere esattamente il destinatario desiderato (la vostra ragazza) bensì una sua ragionevole approssimazione (casa sua). Questo obbligava gli utenti del passato a interazioni non necessarie e talvolta indesiderate (suo padre che vi odiava).

– Disponibilità: l’intrinseca caratteristica degli antichi apparecchi di non essere mobili obbligava le persone a definire con precisione le coordinate degli incontri senza possibilità di rettificare

Era dei primi cellulari.

Questo è stato il periodo di transizione dalla telefonia fissa a quella mobile. Durante questi anni non tutti possedevano un cellulare e di conseguenza il suo utilizzo nelle faccende giovanili era molto limitato. Veniva perlopiù regalato dai padri ai figli per permettere alle madri di controllare invasivamente la vita e le abitudini della propria prole. I tre grandi dilemmi materni, ‘dove vai?’, ‘con chi esci’? e ‘quando torni?’ vennero sostituiti per sempre dalle frasi ‘dove sei?’, ‘con chi sei?’ e ‘torna subito a casa!’.

Era di tutti con il telefonino.

Tutti ne possedevano uno ma solo i migliori hanno riempito tutta la videata di snake

Tutti ne possedevano uno ma solo i migliori hanno riempito tutta la videata di snake

Adesso che tutti possedevano un telefonino c’erano i presupposti per cambiare completamente le abitudini dei giovani. Le più scaltre furono come sempre le ragazze che comportandosi ancora una volta da mamme, cominciarono a usare il cellulare per controllare cosa facesse il loro ragazzo e, sopratutto, con chi. Da questa usanza femminile nasce l’obbligo di spegnere il cell durante i tornei di FIFA. I maschi invece crearono una rubrica segreta di contatti di ragazze ordinate per scopabilità. Questa rubrica faceva il giro degli istituti scolastici del comune e nei casi più incredibili della provincia. Di fatto era l’antenato di facebook.

Era delle tariffe agevolate.

L’utilizzo sempre più imbecille del telefono portò alla necessità di risparmiare sulle chiamate che fino a poco tempo prima non venivano nemmeno fatte. Le compagnie telefoniche temendo un riflusso nella diarrea verbale che ogni giorno intasava i loro ripetitori decisero di lanciare delle gustose promozioni. I dati inerenti il contenuto dei discorsi telefonici a loro disposizione erano i seguenti:

cellulare

Ovviamente c’era un margine d’errore dell’1%. Gli analisti dissero che la voglia di figa poteva superare qualsiasi costo di chiamata ma che le ragazze andavano aiutate. Inventarono le tariffe You&Me. Sorvolando sui dettagli, il nucleo della tariffa era uguale per qualsiasi operatore: due persone potevano parlare tantissimo gratis previo un investimento iniziale. L’interazione telefonica coatta con la propria partner per svariate ore al giorno, in pochissimo tempo rese l’uomo debole e metrosessuale distruggendo per sempre il concetto di coppia.

Parallelamente sbucavano i maniaci ossessivi che giravano con svariati telefonini per sfruttare tutte le agevolazioni di ogni operatore esistente.

Era dei telefoni fighi.

"Posso fotografarti nuda?" "Promettimi che non lo mostri a nessuno"

“Posso fotografarti nuda?”
“Promettimi che non lo mostri a nessuno”

Superato ampiamente il concetto di utilità il telefono cellulare divenne elemento di status sociale a basso costo. Qualsiasi operaio sedicenne che viveva ancora a casa con i genitori poteva permettersi di spendere trecento euro per acquistare un cellulare con una fotocamera della madonna e far colpo sulle tipe alla sagra del paese. Non essendoci per il momento sostanziali differenze di software tra gli apparecchi tutto era giocato sul design e sulla potenza della fotocamera. Spuntano i primi selfie e se in questo periodo una ragazza si metteva assieme a un ragazzo, tutti gli amici di lui l’avrebbero vista nuda.

Era degli Smartphone.

Ci siamo dentro. Ormai telefonare non serve più perché la tecnologia (internet) ha esteso talmente la possibilità di interagire con gli altri che non ne abbiamo più bisogno. Chiedere qualcosa a qualcuno diventa ridondante perché novanta su cento sappiamo già la risposta perché ci è stata comunicata collateralmente attraverso qualche social. La parola del terzo millennio è velocità. L’unica pecca di questi computer tascabili è la batteria che dura pochissimo. Metafora lucida dei nostri rapporti.


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