Sport

Diversi disagi mentali di chi ha praticato sport da piccolo

Lo sport è stato un rito di passaggio per molti di noi. Da piccoli infatti i nostri genitori ci hanno buttato in piscina o in un campo di calcio e poi hanno litigato con gli altri genitori per chi aveva il figlio più prodigio di tutti. Ovviamente eravamo tutti inesorabilmente dei mediocri che presto o tardi hanno abbandonato ogni velleità sportiva per gozzovigliare nei bar. Tuttavia il segno di quei giorni spesi a rinforzare le caviglie è rimasto, non nel fisico ma nella nostra psiche. Infatti ogni disciplina sportiva vanta tra le sue file un ben preciso stereotipo di atleta rintracciabile ancora oggi in chi tanti anni fa l’ha praticata. Ovviamente questa generalizzazione massima non può tenere conto della storia personali di tutti quelli che facevano questo o quello, però sicuramente descrive alla lettere te che stai leggendo.

Vediamo quali sono gli stereotipi degli sportivi.

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Il calcio.

Chi ha giocato a calcio da piccolo ha imparato ad essere un bifolco tamarro. Disco, aperitivi, maschilismo e povertà intellettuale sono le caratteristiche principali del calciatore amatoriale. Nello spogliatoio gli animi sensibili vengono messi alla gogna e scoraggiati a colpi di “battaglie di pene”. Chi ha giocato a calcio oggi è ossessivamente attento al suo look.

Il basket.

Generalmente le squadre giovanili di basket sono la fiera dei mostri. C’è quello alto e grasso, quello alto allampanato, quello bassetto con la pancia, quello normale ma con un grave difetto di deambulazione, insomma troviamo un potpourri di corpi completamente incoerenti tra loro. Però, a differenza di chi ha giocato a calcio, chi ha giocato a basket oggi pur essendo deforme, è sostanzialmente buono.

Il nuoto.

Chi ha fatto nuoto lo si riconosce subito perché al mare è l’unico maschio che pur avendo superato i 9 anni d’età si ostina ancora ad indossare gli slip anziché i boxer. Il secondo tratto distintivo è la caratteristica forma a imbuto con gambine corte e striminzite e spalle larghissime. Ma il dettaglio fisico che più di altri descrive chi da piccolo ha fatto nuoto è quella lieve gobba all’altezza delle vertebre toraciche, segno di una pinna che tentava di uscire.

L’atletica.

La regina degli sport accoglie i futuri asociali di domani. Tra i giovani atleti troviamo non solo ragazzi troppo ansiosi per partecipare a uno sport di squadra ma anche cervelli con tutti i prodromi di uno dei tanti disturbi mentali catalogati nel DSM. Oggi chi faceva atletica ti racconta che una volta ha saltato 6 metri nel lungo è spera con tutto il suo cuore che resterai impressionato. Siccome non succede per il resto della serata non parla più.

La palestra.

Se prima dei vent’anni il tuo sport è andare in palestra significa che in te c’è qualcosa di sbagliato. I genitori per esempio. Mentre i tuoi coetanei giocano o portano al limite il proprio fisico correndo attaccati a dei pesi, tu pompi i bicipiti in una spirale parossistica di narcisismo.

Lo sci.

Le gare di sci sono un scarica di adrenalina perché si va veloci. Il fisico è impegnato a tenerti in pista ed evitare che ti ammazzi andando a sbattere contro te stesso e contro il suolo. Un domani questi ragazzi prenderanno la patente e sfideranno le leggi dei guard rail delle strade di montagna. In sostanza lo sci è una fucina di pirati della strada.

La pallavolo.

Questo sport è praticato principalmente dalle bimbe. Le giovani donne in spogliatoio imparano a esprimersi con il linguaggio dei magazzinieri del porto di Mestre e in alcuni casi anche a comportarsi come loro. L’agonismo che mettono nel sesso le rende le partner ideali. Per i maschi il discorso è diverso, loro si abituano ad abbracciarsi per festeggiare e a darsi pacchette sul culo.

Il ciclismo.

All’università ho conosciuto un ragazzo che durante le superiori faceva ciclismo. Raccontava radioso che durante gli allenamenti prendeva mezza pastiglia di ecstasy per non sentire la fatica. Ora, mi sembra un racconto piuttosto improbabile quindi generalizzando dirò che i ciclisti sono quelli che fingono di fare cose illegali che in realtà non fanno per tirarsela. Secondo me nessun ciclista è dopato ma tutti hanno pronte delle sacche di sangue positivo per non fare brutta figura.

Dedicato a Colussi e Marcon. 

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