Scuola

Come cambierebbero le Facoltà senza il test d’ingresso

Guardo con orrore l’ipotesi che tolgano la prova d’ingresso alle Facoltà universitarie finora a numero chiuso. Ovviamente è pieno di diplomati che ululano eccitati all’idea di entrare a medicina senza passare il test. Pensano che altrimenti subirebbero un torto.

Accipicchia, che ingiustizia che per fare mestieri particolarmente complessi non basti essere degli australopitechi! Accipicchia, che ingiustizia che le persone vogliano farsi curare da medici più o meno competenti e non da cretini col quoziente intellettivo di una scarpiera!

Accipicchia il cazzo, ragazzi miei, io voglio un dottore che sappia infilarmi il colonscopio su per il culo nel modo meno doloroso possibile, non un imbecille che non passerebbe neppure il test della patente. E penso che sopravviverò se per avere un medico come dio comanda bisognerà frustrare le aspirazioni di qualche 18enne che pensava di essere un genio.

Accipicchia, la vita è ingiusta!

Sì, è ingiusta. E non da quando sei uscito tu dal liceo, ma da sempre.

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Va be’, queste sono cazzate a tempo perso. Vediamo ora come cambierebbero le Facoltà italiane se togliessero o introducessero il test d’ingresso.

Come cambierebbero le Facoltà senza il test d’ingresso

 

Architettura

  • Per portare sul mercato del lavoro solo i migliori le famose nottate in cui gli architetti progettano si trasformano in prove di resistenza. Il primo che si addormenta sul Mac lascia l’università.
  • Vengono fondati gli Architetti di Strada, associazioni di professionisti che si occupano della progettazione delle case di scatoloni dei barboni. Praticamente di giorno le progettano e di notte ci dormono.

Giurisprudenza

  • L’inserimento del numero chiuso eccita migliaia di praticanti che vedono di fronte a sé un futuro più roseo.
  • Nell’arco di vent’anni gli ex praticanti, ormai divenuti avvocati, chiedono l’eliminazione del numero chiuso: tutta questa selezione rende sempre più rari i neolaureati disposti a far loro da passacarte per 0€ al mese.

Odontoiatria

  • Le migliaia di nuovi dentisti sfornati ogni anno aumentano la concorrenza e producono un sostanziale calo delle tariffe. Milioni di nuclei familiari ringraziano e passano dalla condizione di “indigenti” a quella di “piccolo borghesi”.
  • Purtroppo paecchi degli interventi dei nuovi dentisti sono imprecisi o sbagliati. Capita così di vedere famiglie di nuovi ricchi che si sono potute permettere il SUV ma in bocca hanno denti color pneumatico.

Lettere

  • L’inserimento del numero chiuso permette ai neolaureati di realizzare il sogno di una vita: insegnare. Si accorgeranno con dispiacere che è una gran rottura di palle.
  • Tutti quelli che non hanno passato il test scoprono con stupore che possono provare a diventare degli scrittori anche senza essere iscritti all’università.

Psicologia

  • L’eliminazione del test d’ingresso getta nello sconforto i già depressi studenti di psicologia. “Ma allora davvero non troverò mai lavoro!” Tre quarti degli iscritti cambia Facoltà.
  • L’enorme calo degli studenti permette ai pochi che si sono laureati di trovare lavoro. Psicologia diventa così la prima Facoltà per numero di neolaureati assunti nei dodici mesi successivi il conseguimento del titolo. Pazzesco.

Ingegneria

  • Grandi polemiche sulle modalità del nuovo test d’ingresso. Scatena il putiferio soprattutto la scelta di non valutare le competenze matematiche, ma il numero di contatti col sesso femminile avuti nell’ultimo anno dal candidato. Se sono più di tre viene scartato o al massimo dirottato a ingegneria ambientale.
  • Finalmente la Facoltà di ingegneria è interamente in mano a nerd e sociopatici. L’Italia vive una nuova età dell’oro dello sviluppo tecnologico.

Medicina

  • All’eliminazione del test di ingresso si scatena la festa nella strade delle principali città italiane. Godono soprattutto le vecchie, esaltate all’idea di poter esporre i propri acciacchi addirittura a quattro o cinque medici di base.
  • In me e altri scettici germoglia la sfiducia verso la piega presa dalla medicina nel nostro paese. Da qui un revival del culto della madonna di Medjugorje e l’affidamento della conduzione di Elisir a Paolo Brosio.

***

“Ci avevano cresciuti dicendoci “Tu sei speciale”, “Tu sei unico”. Così pensammo che essere speciali e unici significasse essere destinati a primeggiare in qualsiasi campo, risultare adatti a qualsiasi cosa avessimo voluto fare. Invece, se davvero siamo unici in qualcosa, è proprio perché non tutti possiamo fare tutto.” 

(Raffaella Fico)

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