Scuola

La risposta alle ansie delle mamme con il figlio all’università

L’attaccamento di una madre a suo figlio è un fatto genetico che né io né Jaques Monod possiamo mettere in discussione. Quindi prendiamo atto di questo: quando suo figlio parte per il fronte universitario, una madre soffre l’ansia da separazione. Sopporta il lutto ripetendosi ossessivamente che suo figlio è meglio di quello delle altre.

Le opinioni di queste mamme in Italia non trovano spazio divulgativo. Partorisci un tossicodipendente, un assassino, o almeno un politico, altrimenti le tue ansie materne non verranno mai ascoltate.

L’Oltreuomo ha chiesto a duecento mamme italiane, con figli normalmente anormali, quali ansie le attanagliano. Mi sembrava un bel modo per dare voce a chi non ce l’ha e nello stesso rassicurare tutte le mamme d’Italia.

mamme

#1 Ho paura che non mangi abbastanza.

Signora, le invio in allegato lo scontrino della spesa sostenuta da suo figlio al kebabbaro sotto casa durante una crisi di fame chimica.

#2 Temo che frequenti cattive compagnie.

Sì lo fa. Ma ha cominciato in prima media.

#3 E se non si laurea in tempo?

In tempo per cosa?

#4 Ha scelto di fare lo studente fuori sede, vuol dire che non ama la sua famiglia?

No, significa che un giorno ne vorrà una tutta sua.

#5 Chiamo mio figlio su Skype tutte le sere, ma non sembra felice per questo. Forse dovrei chiamarlo più spesso.

No, ma provi a traslare questo ragionamento sulla paghetta mensile.

#6 Ho paura che la vita universitaria sia troppo dura, con tutti quegli esami e quei professori severi.

Senz’altro più dura di quella lavorativa, dove se ti senti sotto pressione il capo corre in tuo soccorso e ti versa addosso una scatola di gattini per farti giocare.

#7 E se con il freddo si veste poco!?

Gli viene la tosse e poi gli passa. Non siamo ne I Ragazzi della via Pal.

#8 Alcuni esami della sua facoltà sono impossibili da passare.

Eh sì, infatti è talmente difficile ottenere la laurea che in Italia non ci riesce quasi nessuno.

#9 E se una volta terminati gli studi non torna a vivere nella sua città Natale…

Significa che ha trovato un lavoro.

#10 Nonostante sia un bellissimo ragazzo molto attento all’aspetto fisico e addirittura appassionato di moda non porta mai delle ragazze a casa.

Ahi ahi ahi…

#11 Spero che faccia sesso sicuro.

Considerato il livello di promiscuità degli studenti universitari io mi preoccuperei che faccia sesso AL sicuro.

#12 Dopo quanto tempo che non lo sento posso preoccuparmi senza essere giudicata apprensiva?

Finché non riceve la chiamata delle forze dell’ordine è tutto ok.

#13 Ho paura che abbia nostalgia di casa.

Ho paura di no.

#14 Sta diventando un maleducato. Ogni settimana vado a pulire l’appartamento a lui e tutti i suoi amici e invece di ringraziare ripete che non serve.

È solo una fase, quando andrà a pulire l’ufficio nell’azienda dove lavora verrà accolta diversamente.

#15 Il professore ce l’ha con lui.

Il professore ha settant’anni e un principio di Alzheimer. Le uniche cose che ricorda del mondo sono quelle che insegna. Ogni studente per lui è insignificante.

#16 E se per sbaglio si ubriaca?

Per sbaglio?

#17 Mi spaventa pensarlo là fuori in una grande città tutto solo.

Se ha paura dormirà con la abat-jour accesa.

#18 Nessuno gli presta gli appunti.

Gli dica di fidanzarsi con una secchiona.

#19 Gli hanno rubato la bici.

Nelle città universitarie si chiama libero mercato.

#20 Spero che rifaccia il letto.

Se cambia le lenzuola dopo ogni partner è già tantissimo.

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