Genitori e Figli

5 consigli del ca**o che ti danno i genitori alla fine di una relazione

Un piccolo sondaggio, compiuto su un piccolo campione di persone, in un piccolo pub di una piccola città, ha prodotto la top five dei consigli / amorevoli tentativi di consolazione che di norma i genitori che non hanno ancora fatto i conti con la globalizzazione, il salto generazionale o l’invenzione dello smartphone, si sentono di dare ai propri figli quando una loro relazione arriva a termine.

 

CONSIGLI PER L’USO: i punti qui di seguito riportati sono espressi dal punto di vista maschile, ma sono ovviamente reversibili. Vi basterà, come sempre, sostituire FIGLIA con FIGLIO, PISELLO con VAGINA e LURIDA TESTA DI CAZZO con TROIETTA.

parents

#1  “Ci ha perso lei!” 

Si sa, ogni scarrafone è bello a mamma soja. Non importa che tu sia stato il verbo di un romanzo di Nicholas Sparks fatto carne o un amorevole ed equilibrato compagno del calibro di Jack Nicholson in Shining, la colpa sarà sempre di quella stronza che ha cercato di sottrarti alle sue attenzioni ipnotizzandoti con quel diabolico strumento di perdizione che è la vagina.

Ad ogni modo l’unica cosa che sembra avere perso lei da quando mi ha lasciato è l’inibizione, di qualsiasi tipo.

 

#2  “Morto un papa se ne fa un altro.”

Questa massima, candidata ormai da più di 2000 anni e 266 pontificati al “Festival della banalità”, ha perso tutta la sua, già di per se nulla, carica consolatoria.

Infatti, non so bene se sia stata la fine della mia relazione a segnare una svolta epocale nella storia della Chiesa Cattolica o il contrario, fatto sta che come ora il cielo capitolino vede la serena convivenza di due pontefici anche la mia ex non ha sicuramente aspettato che io morissi (o meno macabramente mi lasciasse) per farsene un altro.

 

#3  “Fidati, sono esperienze che fanno maturare.”

Per carità, questa è una grande e assoluta verità. Nessuno pretende che questo consiglio venga recepito nel momento in cui viene dato, ovvero quello della separazione, ma quando arriverà il mattino in cui ci sveglieremo e capiremo di non avere più bisogno del biberon di latte, miele e Xanax per addormentarci ci scopriremo uomini più adulti e con una migliore consapevolezza di noi stessi.

Ma quando questo ti viene detto a 30 anni ti viene il dubbio che forse si, tu potresti essere un po’ più maturo, ma lei poteva decisamente essere un po’ meno zoccola.

 

#4  “Ma vedrai che è un momento, parlando si risolve tutto e non ci si lascia.”

Ah cari mamma e papà, quello che più invidio della vostra generazione non sono tanto i pantaloni a zampa, i film di Tinto Brass, i vinili di Nicola di Bari o gli spinelli arrotolati nelle foglie di pannocchia, ma la vostra educazione all’impegno.

Certo eravate sottoposti a molti meno stimoli, il vostro mondo era circoscritto in confini molto più ridotti dei nostri, non credevate di avere sempre un’altra scelta, un’altra via di fuga, ma comunque tutto questo vi permetteva di dedicarvi con impegno ed energia all’altra persona, imparando a sopportare ed ascoltare, sapendo che scappare non era un’opzione, ma il più grande fallimento.

 

E così ho deciso di parlarle, ma a casa non c’era mai.

Ho provato a chiamarla, ma il cellulare non era mai raggiungibile.

Ho provato a scriverle un messaggio su Whatsapp, ma a quanto pare lo ha aperto per sbaglio una sua amica perché ha visualizzato ma non ha risposto.

Ho optato per scriverle su facebook ed ho visto una foto postata ad Ibiza con un certo Rodrigo Samirez da la Verga Tanta.

Poi un giorno mi arriva finalmente una sua lettera: era un’ordinanza restrittiva di 50 metri, ma almeno la firma era la sua.

 

#5  “Vedrai che torna.”

Ora.. come abbiamo capito nessun consiglio si rivela mai molto efficace nel momento dell’elaborazione del lutto da separazione. Ma questo, anche se dato in buona fede, ha un che di deleterio.

Infatti dare una falsa speranza al tuo lacrimevole pargolo solo per farlo uscire da quella Babele di cartoni di pizza, fumetti di Dylan Dog, lattine vuote e fazzoletti (che giura di aver usato per soffiarsi il naso), è come dire all’attuale 70% degli italiani che riuscirai a trovargli due biglietti per i Coldplay.. CRUDELE!

ATTENZIONE!!!

Non usare questo articolo fuori dal contesto di questo blog, i nostri lettori sono allenati a comprendere un linguaggio che altrove potrebbe venire frainteso

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