Arte - 14 May 2015

16 rotture di coglioni che solo chi ha un tatuaggio capisce

L’altra sera, come ogni sera, ero seduto in terrazzo ad aspettare che nella mia vita succedesse qualcosa.

Ovviamente non è capitato nulla, però l’occhio mi è caduto sul mio piccolo tatuaggio e ho pensato a quanti fastidi mi avesse dato quella macchia di inchiostro. Al tempo non sapevo ancora cosa bisogna fare per essere felici, quindi ero ancora sensibile alle critiche e alle domande degli altri. E un tatuaggio porta sempre con sé critiche e domande.

Per questo ho voluto raccogliere le 16 rotture di coglioni che solo chi ha un tatuaggio capisce, ovvero le domande, le critiche, le parole che chi il diritto di parola non dovrebbe avere si sente in diritto di rivolgerci. E ora lasciamo che si quieti questa tempesta di parole a cazzo e iniziamo una molto più prosaica lista.

tattoo12

 

#1. Quale sarà il prossimo tatuaggio che ti farai? Una scritta: “Che cazzo ne so?”

 

#2. Ti ha fatto male? Prova. Poi mi dici se fa più male il tatuaggio o i rompicoglioni che vengono a chiederti se ti ha fatto male.

 

#3. Anche io vorrei farne uno, ma non so cosa… Ma sì, tira pure a sorte, tanto sono lavabili, no?

 

#4. E se ti stufi? Mi strappo gli occhi.

 

#5. Ma è un tatuaggio quelloNo, mi scarabocchio le braccia per nostalgia dei tempi dell’asilo.

 

#6. Anche un mio amico ha un tatuaggio. È un leone marino che abbraccia un lampione da cui escono petali di fiori d’arancio che vanno a formare la scritta “Ghe sboro”. Avvertimi quando arriva la parte che mi dovrebbe interessare.

 

#7. E quando invecchi cosa farai? Diventerò sordo, speriamo.

 

#8. Ma non te ne sei pentito? Ti stupirà, ma quando ho deciso di farmi marchiare la pelle indelebilmente ho riflettuto bene su cosa stessi facendo.

#9. L’hai pagato tanto? Quantifichiamo il “tanto”. Cos’è “tanto”? Ad esempio, normalmente 3 minuti non sono considerati “tanto”, eppure ti assicuro che quelli appena trascorsi in tua compagnia mi stanno facendo rivalutare l’utilizzo che normalmente faccio degli avverbi.

 

#10. Perché non l’hai fatto colorato? Sono daltonico.

 

#11. Ma quando ti tatuano esce sangue? No, coriandoli.

 

#12. Ma te lo sei fatto da solo? Sì, nel periodo in cui combattevo in Indocina, mi nutrivo di bacche e mi estraevo proiettili dalla carne con il tagliaunghie.

 

#13. A me non piacciono le cose che durano per sempre. A giudicare da quante domande fai credevo il contrario.

 

#14. Mi piace il tuo tatuaggio, ma io me lo sarei fatto sulla schiena… Ok, vedo se è ancora in garanzia, così gli cambio posto

 

#15. Non mi piace il tuo tatuaggio.  Neanche tu piaci a lui.

 

#16. Che cosa rappresenta? L’importanza di farsi i cazzi propri.

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