Politica / Tipi umani - 27 January 2013

I tipi umani delle elezioni politiche 2013

L’oltreuomo vede avvicinarsi le elezioni nazionali con la sovente carica di supponenza e demenza senile. Svuotato in questi ultimi mesi del suo consueto ruolo di inquisitore della società italiana ha deciso di scendere anche lui in campo, analizzando meticolosamente, e come sempre al di là di cliché e stereotipi, l’elettorato medio di questa cloaca che chiamiamo politica italiana. Consapevoli che questo post sposterà gli equilibri dei consensi grazie alla nostra immensa influenza sul populino, abbiamo deciso di fondare il partito dell’oltreuomo per travasare tutti i voti che questo articolo ci porterà. Intanto sputtaniamo gli altri.

I tipi umani delle elezioni politiche 2013

L’elettore del PD

L’elettore del Partito democratito (detto anche pidino o piduista o Padova o famosa bestemmia) è il classico insegnante delle superiori. Di retaggio cattocristiano riesce a conciliare il progressismo con offerte alla chiesa del paese sfoggiando una naturalezza strabiliante. Convinto di possedere la verità in tasca brandisce l’idea di uguaglianza chiedendo al vecchio compagno di classe, diventato assessore, di raccomandargli il figlio semianalfabeta, ma  forte a calcio,  per un bel posticino in comune. Ama Benigni più della madre, dopo aver visto un suo spettacolo rompe i coglioni ad ogni anima che incontra citando Voltaire, Dante, Berlinguer e Gaber. Ecco come controbattere: “Non sono d’accordo con ciò che dici, ma sarei disposto a dare la tua stessa vita affinché tu non possa dirlo”. Si commuove di fronte a due cose: il figlio che si laurea alla Stanford, Bersani che taglia la porchetta alla festa del partito.

Il montiano

Il Montiano vota Monti unicamente di rigetto al ventennio Berlusconiano. Incapace di intendere e volere, e privo di qualsiasi capacità analitica,  è terribilmente ricco da non percepire la pressione fiscale, oppure è il classico studente universitario, con una venetta reazionaria, che bagna i pantaloni del suo seme quando sente Monti parlare in Inglese al parlamento europeo. Abituato ai poliglotti Casini e Blasconi, fonda su questa particolare competenza di Monti una ragione valida per votarlo. Se è per quello Eva Henger conosce quattro lingue.

Il Berlusconiano

Il Berlusconiano è come il Delpierista, identifica il gruppo con la persona. Perciò che sia PDL, forza Italia o Milan, il berlusconiano è adoratore del supremo signore di Casoria.  Afflitto dall’incantesimo di Berlusconi dal lontano 1994, ha assistito a tutte le prodigiose imprese del nostro supersilvio giustificando ogni volta le sue malefatte con le seguenti parole suggerite dal Leviatano stesso: Magistrati comunisti, magistrati comunisti, almeno è simpatico, magistrati comunisti, quello che fa nella vita privata è affare suo, magistrati comunisti. Ancora oggi è possibile incontrare numerosi esemplari di questa specie per le strade. Intavolate una discussione con loro, sarà divertente ascoltare perle del tipo: meglio un disonesto capace che un onesto incapace, oppure “Beh almeno se va su Berlusconi toglie L’IMU”.  E’ bancario, o assicuratore, o imprenditore bellunese.

L’elettore di Sel

Omosessuale.

Il casinaro

Identikit dell’elettore di casini:

Donna, sessantanni, casalinga, madre, provinciale, rincoglionita.

 “Ah come è bello Casini”: questa è la frase su cui si è fondata tutta la carriera (e la vita) di Casini, lui e quel suo 4% del cazzo. Per il resto nessuno ha mai capito cosa fa, cosa pensa, quanto pesa, chi è, insomma le sue elettrici sanno solo che è tanto un bell’uomo. Ma non mi sento di biasimarle, in un panorama politico dove quei quasimodi di Alfano, Brunetta, La Russa la fanno da padrone, almeno Casini non produce nel cervello un’immediata associazione all’arrivo di una cartella di equitalia.

Leghisti

I pochi leghisti rimasti sono l’ombra dei leghisti di qualche anno fa. Il partito che si identificava nel cazzo duro adesso è indissolubilmente legato all’immagine del trota che si laurea in Albania, paese un tempo aspramente combattuto dai leghisti. Che ne è delle forche, di alberto da Giussano e delle camicie verdi? L’elettore leghista e facile da identificare: é quel vecchietto che fatica a sostenere la bandiera padana in mezzo ad altri vecchietti che faticano a sostenere la bandiera padana. Le bandiere, a Pontida, sono le uniche cose dure rimaste, assieme alle leve del cambio dei trattori parcheggiati.

Rivoluzione civile

Ingroia è un bel nome se togli la R. Dopo questa battuta che mi porterà ad essere querelato passiamo ad analizzare l’elettore di Rivoluzione civile. Orfano di Di Pietro, inorridito dal fatto che l’ex pm di mani pulite fosse proprietarie di tre case e di svariate porcilaie, L’elettore di Riv Civ si affida ad un altro magistrato per realizzare la sua voglia di essere di sinistra ma senza dover mangiare la porchetta di bersani. Ama il centro america.

Il Grillino

Il grillino vota grillo, ma non vota Grillo. Cioè non ha ancora davvero capito chi sta votando, dal momento che grillo non è candidato, ma vota Grillo. Vegano, ambientalista, integralista, è il classico rompicoglioni che ti riprende se ti becca a gettare nel contenitore della carta un foglio che presenta una percentuale dello 0,3% di neoprene. Delirante come il suo guru, si sente parte di un esercito che salverà l’italia a colpi di click. La notte sogna grandi rivoluzione legislative, come la tassa sui fan di facebook e l’abolizione del finanziamento ai giornali in favore del finanziamento ai blog. Quarantenne scapolo, picchia la povera madre che lo mantiene ancora, accusandola di aver votato margherita e quindi di aver contribuito ad una società che lo ha portato a non riuscire a realizzare i suoi sogni, ovvero essere pagato per giocare a ruzzle.

Questo più o meno è il panorama che si presenta alla vigilia delle elezioni. L’oltreuomo si è sentito libero di evitare di descrivere gli elettori di fini, la destra, il marchese Giannino e tutti quelli sotto il 3%. Chiediamo a gran voce di diffondere questo articolo e di votare il Partito dell’Oltreuomo. Il nostro programma? Smettere di sentirsi elettori e cominciare a sentirsi persone. Sic Quibus Est Epaminonda Fratus Cullae Fuit.

Smerdjakov

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