Le favole dell'Oltreuomo - 7 October 2016

Ecco come si sente un uomo dopo che te ne sei andata

La raffinata analisi di una storia finita. Più che dell’Oltreuomo, la mia ex è ora fan dell’altro uomo. Ma sono certo che leggerà questo brano con lo stesso spirito di quando facevamo colazione assieme: tutta contenta con la sua ciotola.

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Alla fine mi ha lasciato. Mi ha detto “Io ti lascio”. Ho recepito subito il messaggio, nonostante l’avesse ammorbidito con un intricato giro di frasi ambigue. E comunque avevo intuito delle crepe nel nostro rapporto già da un po’. Nell’ultimo mese a letto mi chiamava spesso Giandomenico. Io mi chiamo Luca. Non è che me la prendessi in fondo, il peggio è stato quando mi ha detto che lo usava come diminutivo.

 

Un altro campanello è stato il progressivo logoramento del dialogo. Però il sesso andava benone. Almeno a quanto mi riferiva, il fatto è che mi rendeva sempre meno partecipe. Doveva comunicare di più. Se mi avesse detto più spesso “Sì Luca il sesso va alla grande, anche se non sei presente”, sarei stato contento: il nostro dialogo ne avrebbe giovato.

 

Eh che ci volete fare. Ora soffro un po’, ma è stata dura anche per lei. Mi ha detto di avermi amato alla follia e che mai più si sarebbe concessa a un uomo. Cavoli… stando così le cose, chissà come la prenderà quel ragazzo col quale passeggiava mano nella mano l’altro giorno. Sarà un duro colpo anche per lui. Povera anima sorella del mio dolore, smarriti entrambi in questa giostra impazzita chiamata amore.

 

Comunque non mi do per vinto. Ho ancora tanto da fare. Ok, stamattina mi sono rannicchiato in camera, ma nel pomeriggio ho ripreso a deprimermi in salotto, perché mantenere la propria routine è importante in certe situazioni. E poi tutto sommato è stato meglio così. La solita vecchia storia: non eravamo fatti l’uno per l’altro così nel frattempo l’altro si faceva lei, alle spalle di uno che per puro caso ero proprio io.

 

Un buon metodo per superare questo momento è far scendere l’ideale dell’ex dal piedistallo e concentrarsi sui suoi difetti. Ricordo ad esempio la sua mancanza di umorismo. Nulla riusciva a farla ridere. A un certo punto, poco prima della rottura, mi decisi a chiederle: “Oh possibile che tu non abbia un pizzico di humour?”, al che lei mi rispose: “Come sarebbe a dire?! Sarà un anno che sto con te!”. In quel momento pensai a mia madre e al fatto che facesse di continuo battute del genere verso mio padre, con la differenza che loro se le scambiano da quasi 30 anni.  Per i miei nonni era diverso, loro alle frecciatine preferivano uno scambio di coltelli da cucina. Tutta un’altra mentalità, più incline a portare in superficie  i contrasti dell’inconscio e sublimarli attraverso dolore fisico. Come è solito dire il nonno: “Noi anziani siamo più inclini a portare in superficie i contrasti dell’inconscio e sublimarli attraverso dolore fisico”.  Era pur sempre una forma di comunicazione, una valore che si sta estinguendo al giorno d’oggi.

 

Ora si preferiscono le venerazioni domenicali del centro commerciale, guidate da lei. Lui può solo sperare che il suo religioso silenzio venga ricompensato, tra le lenzuola della sera o alla fine dei tempi. Una domenica osai chiedere, anzi esigere, una ricompensa dalla mia ex. “Uomo di poca fede” rispose, senza togliere lo sguardo dalla vetrina. Si vede che avevo preteso troppo.

 

D’altronde, senza compromessi non si può tenere in piedi una storia. Uno dei nostri ricorrenti riguardava la classica partita con amici del venerdì sera, e da brave persone ragionevoli trovavamo sempre un accordo equo. “Amore posso andare coi ragazzi alle 21?” “Sì ma torna a casa per le 20.30”, e il gioco era fatto.

 

Pensate che negli ultimi tempi, per assurdo, era diventata ancora più ragionevole. Mi lasciava libero di tornare dal campo anche all’una o alle due del mattino. Purtroppo dovevamo annullare tutto perché un nostro amico spariva sempre e ci lasciava in 9. “Come è andata?” mi chiedeva lei quando rincasavo con aria gentile. “Eh come settimana scorsa, Giandomenico diserta all’ultimo a manda tutto a puttane! Vallo a capire!”.

 

Basta, devo lasciarmi alle spalle tutto questo. Una nuova alba mi attende e guardo all’orizzonte sapendo che qualcuno mi amerà ancora. Il che è terrificante.

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