Scuola - 10 July 2017

Le 5 fasi dell’attesa dell’esito di un esame universitario

Esiste una sola cosa peggiore degli esami.
L’aspettare l’esito degli esami. E parafrasando il meme (oppure Oscar Wilde, come preferite) non è forse l’attesa del voto, il voto stesso?
E siccome siamo in periodo caldo per questo argomento procediamo subito analizzando a fondo le diverse fasi che compongono il limbo dello studente. “dovrò ridarlo?” è il mantra da ripetere.

esito di un esame universitario

FASE #0: LA CONSEGNA
Termina l’esame. Nome, cognome e numero di matricola sono le tue uniche certezze. Non perché tu abbia studiato poco, ma sei maledettamente scaramantico e sia mai che tu ti possa portare sfiga da solo.
Ti senti libero, leggero, etereo. Non puoi sentire confronti o correzioni dato che tue gambe ti stanno portando al bar più vicino per farti dimenticare la brutta giornata che hai passato. Hai a malapena il tempo di radunare qualche amico e, come per magia, la prima birra già ti scivola giù dolcemente, accarezzandoti la secca gola. Hai quasi raggiunto l’estasi.

FASE #1: COSA FARO’ ORA?
Se l’esame appena svolto era l’ultimo che ti rimaneva comincia il periodo in cui finalmente ti godi l’università comodamente svaccato sul divano alternandolo alla sdraio sul balcone, cercando di capire che cosa sia quella palla gialla enorme nel cielo. Sei rilassato ed in pace con te stesso. Nella testa hai solo una scimmietta che batte i piatti. Se invece hai un altro esame da svolgere beh… mi spiace, per te la sessione continua; ma TU, sì hai finito. Sorridi, perché il mondo è bello. Cominci persino ad organizzare qualche vacanza.

FASE #2: I DUBBI

I giorni passano veloci e il voto non arriva. Qualcuno su whatsapp comincia a chiedere spiegazioni riguardo al ritardo della pubblicazione degli esiti. Ve lo dico io, sono professori, è la loro dimensione il ritardo. Dei voti, s’intende.
Si insinuano in te le prime indecisioni, le prime crocette dubbie, quelle che “sì ma sono sicuro però c’era quell’eccezione che…” e senti la tensione che sale. Ed è la tensione peggiore, quella che provano i condannati a morte mentre aspettano il colpo inevitabile della scure.

FASE #3: I PRIMI SEGNI DI SQUILIBRIO MENTALE
Il gruppo whatsapp comincia a farsi sentire. È l’inizio delle mail al professore, molte non riceveranno mai risposta, altre non saranno mai lette. Stai cominciando a controllare un po’ troppo spesso la mail istituzionale, nonostante sia sul telefono con sincronizzazione automatica quasi istantanea. Va tutto bene dai, in fondo alla domanda aperta che vale 15 punti le cose principali le hai scritte. Magari alla rinfusa, magari in modo un po’ sintetico, ma ecco, dai, c’è tutto.

FASE #4: TI HO MAI DETTO LA DEFINIZIONE DI FOLLIA?
Puro delirio. Il professore rassicura l’uscita dei voti entro il fine settimana. Non ha specificato quale settimana però. Stai malissimo, dormi poco, e quel poco che dormi riesci solo a sognare di averlo passato; però te ne penti così tanto che la notte successiva sogni di averlo fatto malissimo. Tutto si dovrebbe bilanciare. Passano i giorni e, ironia della vita, ricevi millemila mail inutili tramite l’università che ti fanno prendere ogni volta un infarto. Se sei fuoricorso le tue coronarie potrebbero non reggere data l’età. Tu impazzisci, insulti e litighi con tutti, sono vani i tentativi di calmarti. Vuoi solo quel voto. Nulla di più. Nulla di meno.
Sei seduto su una sedia mentre tutta la casa intorno a te va a fuoco. Insieme al mondo.
Ah, al 100% il voto non arriverà mai mentre sei in questa fase.

ULTIMA FASE: RASSEGNAZIONE
Si avvicina l’appello successivo, decidi di prenotarti. Sei disperato, ormai sei convinto di aver ottenuto un punteggio negativo. Non sei padrone del tuo corpo e della tua mente e, mogio mogio, riapri il libro per cercare, invano, di rinfrescarti la memoria. Sei stanco, forse hai solo voglia di piangere.
Ed eccolo. Mail. Voto. Apri la mail mentre pensi che stavolta l’infarto è vicino. Leggi, e hai tre possibili reazioni:
– ESITO POSITIVO: sei in delirio, ti torna la voglia di vivere, sei in vacanza, chiudi le valigie e corri lontanissimo da tutto questo. Te lo meriti. Urli, balli, piangi di gioia. Bruci i libri e gli appunti, il tuo pensiero è: “No ma lo sapevo che l’avrei passato, alla fine è andata bene, ma ero tranquillo”. Ipocrita.
– INSUFFICIENTE: sei in delirio, ti torna la voglia di spararti, sei di nuovo a studiare, chiudi i siti di hotel e corri velocissimo verso la finestra del quarto piano. Non te lo meritavi. Piangi, ti disperi, urli. Tutto invano. Il tuo pensiero: “Avrei potuto studiare molto di più, sono un idiota, ora mi tocca studiare. OPPURE posso darlo il prossimo anno, in fondo ho pochi esami, sì poi ora sono stanco, non andrei bene, ci vediamo a settembre o a gennaio”. Ipocrita.
– ESITO POSITIVO MA CHE NON TI AGGRADA: non credo che esista qualcuno in questa situazione, ma nel caso questi esseri mitologici vivano tra noi sappiate che tutti vi odiano. Tutti. Vi meritate la domandina sull’argomento spiegato a inizio lezione, proprio quell’unica volta che siete entrati in ritardo.

Tratto da un’esperienza verissima vissuta da me medesimo, è stato un delirio di quasi 3 settimane. Non ve lo auguro, è stato un calvario psicologico. Avrei preferito la corona di spine.

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