Musica / Oltreuomo Docet - 5 July 2016

Le 10 canzoni ideali da ascoltare se vuoi spararti dopo la fine di una storia

La cosa bella dell’amore è che non esiste ma quando si soffre di cuore viene sempre una bella depressione da esplosione di sinapsi. Quello che si può fare in questi casi è lasciare che il tempo aggiusti le cose, oppure, ancora meglio, rannicchiarsi a rantolare in un angolo con un sottofondo musicale adatto. Per questo oggi vi propongo questa entusiasmante classifica che raccoglie le dieci canzoni perfette per quando soffri come un cane le pene d’amore. Si comincia.

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#10. Come Mai – 883

Nel 1993 gli 883 decidono di abbandonare lo stile sbarazzino pubblicando questo singolo fatto su misura per tutti coloro che non sono corrisposti. Il pezzo ideale per guidare in contromano in autostrada piangendo tutte le lacrime in corpo.


 

#9. Mi ritorni in mente – Lucio Battisti

L’accoppiata Mogol-Battisti è forse la più grande risorsa dei produttori di antidepressivi. Questa meravigliosa canzone pubblicata nel 1969 presenta atmosfere nostalgiche inframezzate da un simpatico siparietto funky dove il protagonista all’improvviso vede la sua fine sul suo viso, ovvero gli inculano la ragazza. Sempre bello.


 

#8. Amore Assurdo – Morgan

Prima di giocare a carnevale e disagio ad X-Factor, Morgan è riuscito a sfornare forse una delle canzoni d’amore italiane più belle degli ultimi 20 anni. Amore Assurdo, contenuto nell’album Da A ad A, riesce ad unire la disperazione della fine di una storia con il ritrovamento di un disco dei Black Sabbath. Il testo del finale fa venire fame chimica di paroxetina.


 

#7. Ancora Ancora Ancora – Mina

Voce leggendaria per una depressione leggendaria. Scritta da Malgioglio. Lo so, non aiuta.


 

#6. Bella Senz’anima – Riccardo Cocciante

Cocciante in questa struggente canzone parafrasa sostanzialmente il concetto di Bella Stronza di Masini. Però fa più piangere.


 

#5. Rimmel – Francesco De Gregori

Capolavoro del cantautore più spocchioso che l’Italia ricordi. Un pezzo leggendario da ascoltare a volume da galera ricoperti di coperte tra pacchi di fazzoletti.


 

#4. Ancora – Eduardo De Crescenzo

Canzone deprimente per il testo, la musica e per il fatto che sia la sigla del programma di Marzullo. Oltretutto il tizio dopo che è stato mollato non scopa più. Peggio di così.


 

#3. Ogni Volta – Antonello Venditti

L’Antonellone nazionale è un maestro nel lubrificare le guance dei disperati d’amore. Il climax finale della canzone, quella travagliata e urlata dichiarazione d’amore finale, riuscirebbe a commuovere anche un boiler. Medaglia di bronzo.


 

#2. Canzone – Vasco Rossi

Il verso “…e questa sera nel letto metterò un’altra coperta in più perché se no, se no avrò freddo senza averti sempre, senza averti sempre addosso” ha fatto più morti dell’ebola.


 

#1. Vendo Casa – Lucio Battisti

Ritorna la coppia Mogol-Battisti con un pezzo di una tristezza disarmante, dove il protagonista viene lasciato e la sua casa diventa un porcile perché non riesce a combinarsi a fare un cazzo. Alla fine il poco emotivo protagonista decide di dare fuoco all’abitazione. Canzone poco conosciuta perché appena la ascolti non fai in tempo a dire a qualcun altro che è bella che ti impicchi col cavo dell’aspirapolvere.

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