Interviste - 16 April 2013

Intervista ad Andrea Diprè

Abbiamo scritto ad Andrea Diprè utilizzando la mail contenuta nel suo sito http://www.andreadipre.it/.

Ha risposto alle nostre domande. Se sia stato lui o qualcuno che si è preso la bega di montare un sito, raccogliere tutto il suo materiale, creare un canale youtube e infine rispondere all’Oltreuomo non ci è dato saperlo. Ne apprezziamo comunque lo sforzo. Come apprezziamo la puntualità di babbo natale.

Quello che importa è che dopo questa intervista, fasulla o meno che sia, trovate il vero video dell’intervista che Andrea Diprè ha fatto a Sasha Grey.

– MIRACOLOSO –

Andrea Diprè

 

Ecco le nostre domande ad Andrea Diprè.

1- La rivista Wired ha intervistato il grande storico dell’arte Philippe Daverio, ma noi dell’Oltreuomo vogliamo puntare in alto. Lei, Andrea Diprè, critico d’arte, è riuscito a dar voce a quel “non so che” di cui già parlava Kant segnando un’era di cesura nella storia dell’arte e dell’estetica contemporanea.
Lei è il simbolo della cultura pop dei nostri giorni, un opinion leader della contemporaneità. Nell’intervista a Daverio hanno chiesto cosa ne pensasse del fenomeno degli hipster, noi vogliamo invece sapere cosa ne pensa lei del fenomeno Sara Tommasi?
1-  Chi cazzo è il tipo che avete citato? Chi cazzo lo conosce? Quanto alla Tommasi, dunque, mi faccia pensare. E’ una domanda difficile. Credo che la migliore risposta sia quella di chiederle se lei se la scoperebbe.

2- Una sua citazione famosa è: “gli artisti generano la sostanza estetica con cui è fatta l’arte, ossia ciò che ci concilia in modo non nichilistico con il fatto evidente che siamo noi stessi a produrre, a creare ciò che chiamiamo essenziale”. Ecco, con questa frase lei prende una posizione forte. Se ho capito bene, ciò che gli artisti producono (cioè la sostanza estetica) ci concilia col fatto che siamo noi a produrre (qualcosa di essenziale). Quindi tutti sono artisti quando producono qualcosa o semplicemente l’essenziale deriva dall’amicizia o dalla stima che abbiamo per gli artisti? Inoltre, con questa frase lei vuole avvicinarsi più alla concezione nietzschiana o heideggeriana dell’arte?
2- Guardi, assistiamo alla costruzione di una cultura di individui piagnucolosi, vigliacchi, smidollati e ipocriti che hanno sempre una scusa per tutto e non si prendono la responsabilità di niente. Con quella frase sostanzio la MIA concezione di arte. Nietzsche o Heidegger sono solo obblighi di studio e non provocazioni dell’intelligenza.

3- Mi scuso in anticipo per la questione che vorrei trattare, ma ritengo che sia importante far capire al pubblico cosa c’è di marcio nell’arte contemporanea. Lei ha preso le distanze da un certo modo di fare critica d’arte, ma anche da una sorta di servilismo politico. Edgar Wind nel suo “Arte e Anarchia” ci parla di come il destino dell’arte e della politica siano indissolubilmente legati, ma anche di come l’arte contemporanea acquistando una certa autonomia si sia così relegata ai margini della società perdendo ciò che la rendeva “temibile” agli occhi del potere. Secondo lei, Andrea Diprè, c’è un legame fra queste riflessioni e Achille Bonito Oliva?
3- BEEP! Domanda sbagliata! Non lo conosco. Quindi non si può negare nulla al nulla.

4- Continuando a parlare di engagement, so che lei ha lanciato un progetto politico da lei stesso definito “super partes”. Un progetto concreto il cui unico punto in programma è di “trasformare l’utopia in realtà”. Cosa vuol significare esattamente con questa affermazione? E ancora, lei pensa che uno qualsiasi dei candidati alla presidenza del consiglio preveda di dare uno spazio e una voce all’arte contemporanea?
4- Ma figuriamoci! Non me ne frega un cazzo della politica “democratica” dei burosauri. Che gran rottura di coglioni!

5- É venuto da poco a mancare una personalità importante del mondo dell’arte, un suo caro collega per cui lei nutriva grande stima ma anche un amico. Stiamo parlando di Osvaldo Paniccia. Cosa ha imparato lei, Andrea Diprè, dall’arte del grande maestro Paniccia? Come lo ricorderà il grande pubblico?
5- Osvaldo Paniccia è un monarca assoluto dell’arte che va accostato, in grandezza e genialità, a Michelangelo, Raffaello e Leonardo.

6- Picasso dice “Il peggior nemico della creatività è il buon gusto”. A suo avviso, vi sono limiti al fare artistico?
6- A me interessa solo l’arte che fa eccitare. Quindi non ci sono limiti.

7- La ringrazio della sua disponibilità e le chiederei gentilmente di concludere l’intervista con un simpatico saluto ai lettori dell’Oltreuomo.
7- Voi, lettori dell’Oltreuomo, siete il vento sotto le mie ali e io le batto per voi. Dio vi benedica. Grazie.

 

Andrea Diprè intervista Sasha Grey

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