Oltreuomo Docet - 26 May 2017

Come capire il carattere di un uomo in base al suo tatuaggio

I tatuaggi fanno parte della nostra cultura, proprio come i vestiti e le emoticon, quindi è naturale che da un’attenta analisi del loro contenuto si possa inferire parecchio circa la personalità di chi se li è disegnati sulle palle. Purtroppo però l’attenta analisi del contenuto di cui sopra non è alla nostra portata, noi ci limitiamo a scrivere liste e buonanotte al secchio.

tatuaggio

#1. Tribale

Un nostalgico. Infatti non può che essere il malinconico rimpianto di tempi ormai andati il movente di un tatuaggio passato di moda a fine anni ’90. Quest’uomo ti coccolerà e amerà come meriti, perché ha un cuore di marzapane, ma sotto sotto è ancora innamorato della sua prima fidanzata, una storia vecchia quanto le Spice Girls. Tu però non prendertela e accetta quello che può darti, che è comunque tantissimo.

#2. Scarabocchio

Mai fidarsi dell’uomo che un piccolo tatuaggio, in un punto non troppo visibile del corpo, che somiglia più ad un ghirigoro demenziale che all’opera di un tatuatore. Si tratta infatti di un individuo ambiguo, che non si è mai voluto prendere del tutto le responsabilità dell’avere un tatuaggio – figurati se si vuole prendere quella di stare con te. Oppure è un ex serial killer di ritorno dalla Legione Straniera – in quel caso va benissimo.

#3. Poetico

Questo è il più stronzo di tutti. Case, alberi, pesci. Tutto stilizzato, tutto con un triplo significato che si avvita nell’astrazione dell’Io che si mescola all’arte esistenziale dando vita a una poesia di inchiostro. In realtà è una persona di merda che si è tatuato una troiata a caso e l’ha riempita di sensi casuali solo per rimorchiare qualche studentessa di lettere o filosofia.

#4. Casalingo

Tanta stima per l’uomo che, armato di china ago e un cervello bacato, si è tatuato in casa. O si è fatto tatuare da qualcuno, poco importa. La cosa notevole è il pragmatismo e il senso pratico di questo individuo che è riuscito a raggiungere il suo obbiettivo senza dover pagare un tatuatore. E magari a te cambia poco, ma vedrai che questa sua attitudine ti tornerà utile, quando ti aggiusterà la lavatrice senza chiamare l’idraulico.

#5. Persona

Super inquietante. Quelli che si tatuano il volto di una persona – Mandela, Totti, il vicino di casa defunto – sono chiaramente dei bipolari che vogliono in qualche modo rappresentare graficamente la propria seconda personalità. Che di certo è molto meno carismatica di quella di Mandela o Totti (sul vicino scegliamo invece l’epoché), ma si sa che è sempre difficile giudicare obbiettivamente se stessi, soprattutto se si è in due invece che uno solo.

#6. Animali

Chi si tatua un animale ha un cuore d’oro. E più l’animale è inconsueto, più il maschio in questione sarà coccoloso. Un cane è okay, un gatto anche – ma è l’orangotango la bestia che indica più voglia di tenerezza. La blatta invece simboleggia la capacità di amarti e supportarti, mentre la scrofa è il chiaro sintomo di un romanticismo devastante.

#7. Patchwork

Categoria a parte per quelli che hanno più dell’80% della propria cute coperta di tatuaggi. Questi sono veri artisti. In primo luogo, è un bel casino trovare così tanti tatuaggi che valga la pena farsi. E poi perché, come tutti i veri artisti, anche loro hanno una personalità sensibile da proteggere dal mondo esterno e la valanga di tatuaggi non è altro che la loro coperta di Linus. O semplicemente si sono tatuati come pazzi durante una notte di alcol e droga a Bangkok.

#8. Colorati

I tatuaggi colorati sono l’evidente sintomo di un disturbo psicopatologico, nello specifico la schizofrenia. Chi li porta infatti tende ad avere sbalzi di umore, attacchi d’ira e voglia incontenibile di tatuarsi un arcobaleno. Si tratta però anche di individui estremamente fantasiosi che un giorno potrebbero rientrare a casa con la faccia dipinta di tutte le tonalità del blu del cielo. Rassicurante.

#9. Scritte

Due palle. Uomo didascalico e verboso. Infatti che senso ha riempirsi il corpo di parole? Un’immagine dovrebbe proprio aiutare a fare a meno dei vocaboli. Terrificanti poi quelli che citano canzoni di Ligabue o poesie di Bukowski su stinchi e clavicole. Unica possibilità di redenzione per questi individui senza senso del gusto è quello di coprire i propri sbagli scrivendoci sopra la lista della spesa per la prossima settimana.

#10. Niente

Su chi non ha tatuaggi le teorie si sprecano. Per alcuni, si tratta di persone senza nulla da dire e disegnarsi addosso. Per altri, sono portatori dei sacri valori di una volta, quando un uomo che si dipingeva la pelle era quanto meno un originale. Secondo una terza corrente, siamo di fronte a perenni indecisi, quelli della categoria “Vorrei farmi un tatuaggio, ma non so cosa…” Probabilmente invece sono solo troppo poveri per permetterselo.

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