Lavoro

Basta con i tirocini gratuiti, da oggi dovrete pagare per lavorare gratis

Gli studenti cagano soldi. Magari non tutti, ma in media sono l’ultima categoria da spolpare in un mercato avvizzito.

Questa verità giustifica il proliferare di master, scuole di specializzazione e in generale di qualsiasi forma di istruzione iper-specialistica. L’equazione ‘più titoli = maggiore facilità nel trovare lavoro’ continua a sedurre buona parte dei genitori italiani della classe media. Ai loro tempi era proprio così. Cioè, non è che studiando di più diventavi ricco, ma ti garantivi la tranquillità economica. Oggi studiando di più permetti all’economia di battere gli ultimi colpi. Quello che i vostri genitori hanno guadagnato con fatica lo ritornano indietro in nome di un futuro che non c’è.

A beneficiare di questo errore nella pianificazione del futuro sono gli accademici puri (che fanno solo quello), pubblici o privati. Figure che non riuscirebbero in alcun modo a ritagliarsi una nicchia di mercato. Provate a trovare un lavoro vero se il vostro campo è filologia merovingia.

Quindi, come diceva un vecchio detto, chi sa fare fa, chi non sa fare insegna. E  i genitori pagano.

Una caratteristica saliente dei corsi specializzanti sono i tirocini. Erroneamente il tirocinante viene definito forza lavoro gratuita quando in realtà il caffè uno può benissimo prenderselo da solo e fare fotocopie non porta via così tanto tempo. Quindi molte volte il tirocinante è un peso per la struttura che lo ospita.

Ma da oggi non più.

Le ASL hanno mangiato la foglia e si stanno organizzando per far pagare un obolo considerevole alle scuole che vogliono piazzare i loro tirocinanti.

Ecco il listino prezzi di questa ASL che per pudore rimane anonima.

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La denuncia è apparsa per la prima volta QUI

Articolo sponsorizzato da Psicologia

 

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