Benessere

20 motivi per cui il caldo ci ha (già) rotto le palle

L’estate è la fiera dell’ovvio, l’essenza stessa della banalità, l’anima del luogo comune: per questo e per noia e per sudore ci troviamo qui, col culo sul divano, il ventilatore in faccia, le tonsille in frigo, pronti a intrattenere il grande pubblico con un’originalissima lista nuova e fiammante sui motivi per cui questo stracazzo di caldo torrido, a metà giugno, ci ha già rotto le palle.
Taca banda.

caldo

#1. il sudore;

 

#2. l’affanno che ti prende dopo tre scalini, e ti ricorda che sei prossimo a perire;

 

#3. il Sole, che ti chiarisce il concetto di PALLA DI FUOCO CHE BRUCIA (anche te);

 

#4. l’insostenibile pesantezza di qualsivoglia indumento;

 

#5. la necessità di mantenere, ciò malgrado, un pubblico decoro alias non poter girare nudi nè in mutande;

 

#6. gli outfits delle adolescenti magre, che mannaggia a loro almeno col freddo son più coperte;

 

#7. i mezzi di trasporto in città; un minuto di silenzio per l’agonia di ogni viaggiatore vittima di molestia di ascella prepotente, evridei, evriuer;

 

#8. la città, che significa asfalto incandescente come la superficie di Marte (Marte: ambiente non adatto alla sopravvivenza umana, nda);

 

#9. le zanzare che, richiamate dall’insistenza di questo clima tropicale, sfogano la loro repressione con l’andare, in realtà, in mezzo al niente della pianura padana suoi tuoi stinchi e/o nei pressi dei tuoi orefizi più reconditi;

 

#10. il sudore, dietro le ginocchia;

 

#11. la difficoltà nel cibarsi: l’introduzione di alimenti e la successiva masticazione richiesta per evitare il soffocamento, e agevolare la digestione, causano un aumento della temperatura corporea direttamente proporzionale alla smania di mangiare del soggetto, incrementando il rischio di infarto per cause legate allo stress, più che al caldo;

 

#12. l’impossibilità di mangiare polenta;

 

#13. la mancanza di aria respirabile nella fascia oraria 6.38-2.45, che, voglio dire, son mica cinque minuti eh;

 

#14. spremuto dai liquidi e dalle energie quanto un calzino steso dal ’98, la notte vuoi solo distenderti e rotolarti e ronfare tra fresche lenzuola di lino MA NO, perché il tuo talamo è la fornace in cui i nativi americani fondevano i metalli per costruire le strade ferrate dirette a west;

 

#15. i supermercati e le corsie refrigerate, in cui entri grondante e da cui esci coi pinguini e col sudore a cubetti tra le chiappe;

 

#16. l’impossibilità di frequentare luoghi in cui esiste un macchinario qualunque che generi calore, la diffusione dei di cui corrisponde a circa il 98% del creato;

 

#17. il sudore sotto le tette;

 

#18. le automobili, immancabilmente al sole, che sono l’anticipo dell’inferno che attende le nostre anime bestemmianti;

 

#19. perché fa veramente troppo caldo e ti si fonde il cervello e non riesci a fare nulla di nulla e nel frattempo sudi e ti lavi ma sudi di nuovo e devi fare cose ma sudi e bestemmi e soffi e sudi e porcaccia la miseria ladra si suda anche a pensare allora non pensi MA COMUNQUE SUDI;

 

#20. perché tornerai a vivere, e non sopravvivere, solo a ottobre, quando tornerai depresso aspettando che torni presto il caldo, ancora e ancora, un’inculata lunga una vita.

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